C’è un caso misterioso che aleggia a Palazzo di città, a Foggia, ormai dallo scorso autunno e adesso sta deflagrando sempre più. E’ quello, rivelato da l’Attacco, legato alla durissima nota mandata dal dirigente dei Servizi finanziari Carlo Dicesare alla sindaca Marida Episcopo e agli assessori interessati dall’affaire Amiu rispetto al sistema di “vasi comunicanti” per cui negli scorsi anni gli utili prodotti dall’unità operativa di Foggia venivano spesi per la raccolta differenziata a Bari e per coprire le perdite prodotte dall’unità operativa del capoluogo di regione. Dicesare scrisse confermando quanto era stato da poco detto dall’ex consigliere del cda Amiu Raphael Rossi, poi ripreso dagli autori degli esposti e dalla Guardia di Finanza nell’inchiesta coordinata dalla Procura di Foggia. Una nota cui seguì una riunione in Comune per discuterne. Ebbene, oggi i destinatari di quella comunicazione riservata negano di conoscerla, come se non fosse mai esistita e parlano di approfondimenti ancora da fare rispetto alla rovente questione degli utili, del resto evidenti dagli stessi bilanci pubblici di Amiu. Come si spiega un simile atteggiamento? Anche durante la seduta monotematica di consiglio comunale dedicata ad Amiu, svoltasi lo scorso 17 gennaio, nessuno dell’esecutivo ha fatto il minimo riferimento a quel documento, pur essendo presente in aula Dicesare che avrebbe potuto spiegare all’intera assise quanto aveva appurato e segnalato alla fine dell’estate. Gli interrogativi sono molteplici: si finge che questa nota non esista per non andare allo scontro contro Amiu? Perché da mesi si ventila l’ipotesi di affidare un incarico esterno per la verifica contabile quando lo stesso ente comunale ha confermato che il “travaso” degli utili prodotti dai soldi dei foggiani, con l’ineguale redistribuzione con Bari, corrisponde a realtà?
In attesa di risposte da parte dell’amministrazione, il “verificheremo” che la vicesindaca ed assessora all’ambiente Lucia Aprile ripete da un anno rispetto ad Amiu Puglia spa non va davvero più giù a quanti da sempre seguono le opacità connesse al rapporto con la partecipata barese e al servizio di igiene urbana. La contiana, ex presidente del comitato cittadino La Società civile impegnato in prima linea sul fronte Amiu, lo disse parecchi mesi fa su queste colonne e lo ha ripetuto sistematicamente, da ultimo in occasione della presentazione ieri l’altro in sala giunta della campagna di comunicazione per il ritiro degli ingombranti.
Si estende il pressing contro quello che viene considerato, da parte dell’amministrazione Episcopo, un atteggiamento di attendismo e inerzia se non di “subalternità al potere politico barese” come stigmatizzato dai quattro legali autori degli esposti da cui sono scaturite le inchieste di Procura foggiana e Corte dei conti. Dopo le richieste di dimissioni dei quattro avvocati, Aprile è stata criticata anche da La Società civile, col risultato che – stando ai beninformati – a seguito di tale comunicato stampa – alcuni familiari della vicesindaca avrebbero abbandonato il comitato per protesta.
Aprile ha fatto sapere, ieri l’altro, che sarà rinegoziato il contratto di servizio da 203 milioni di euro per nove anni e che si intende affidare ad uno studio legale esterno l’incarico di analizzare i bilanci di Amiu Puglia spa. Stando ai rumors potrebbe trattarsi di un professionista esperto in diritto societario. Di certo ad oggi non è stato ancora individuato, come conferma a l’Attacco il consigliere comunale M5S Francesco Strippoli, che proprio su queste colonne negli scorsi anni fece diverse inchieste su Amiu a cominciare da quella sui dati truccati della raccolta differenziata.
“Che sia uno studio contabile quanto più qualificato, esterno e terzo possibile rispetto alla vicenda Foggia-Bari-Amiu. Servono un arbitro terzo e il massimo del rigore nell'analisi che ne verrà fuori”, dice Strippoli a l’Attacco. “Come M5S abbiamo chiesto a gran voce che si faccia luce nella maniera più scientifica e rigorosa sulle enormi storture degli anni passati e delle precedenti amministrazioni, specialmente su una questione sensibile come quella dei rifiuti e quindi della TARI pagata dai cittadini. Io personalmente ho scritto molti articoli proprio per l'Attacco che trattavano sia le questioni dei dati falsi della raccolta differenziata che la colpevole e pericolosa divisione di utili societari da disservizio maturati su Foggia”, continua il pentastellato.
“Sulla prima macro questione non solo abbiamo fatto attivare la Guardia di Finanza e la Procura della Repubblica - che citano pedissequamente gli articoli de l’Attacco - ma abbiamo anche ottenuto l'ammissione in aula da parte del dg di Amiu che tutti i dati fino al 2022 siano "semplicemente senza senso e totalmente sballati". Penso che ora stia solo ai Tribunali risalire alle responsabilità. Sugli utili, come accennato, si tratta banalmente di soldi pagati dal Comune di Foggia per servizi non resi da Amiu Puglia, dal 2013 al 2023. La prima grande notizia da dare alla cittadinanza è che il 2024 è in assoluto il primo anno in cui il servizio erogato in termini di igiene urbana è superiore a quanto pagato dai cittadini tramite TARI. Quindi non solo non emergerà un “utile da disservizio”, come l'ho battezzato e come avvenuto in tutti gli anni prima, ma addirittura ci sarà un corposo surplus di servizio determinato dal controllo rigoroso su tutto quanto previsto da contratto e da una serie di penali e trattenute effettuate con il DEC (direttore esecutivo del contratto, ndr) in completa sintonia con il nostro assessorato all'ambiente. La seconda notizia è che non può bastarci l'aver messo ordine nel totale caos, che oscilla tra il negligente ed il doloso, che si era verificato in tutti gli anni precedenti. Lo avevamo anche portato in aula di Consiglio comunale. Vogliamo una verifica rigorosa e puntuale sul pregresso, per capire quanto le precedenti amministrazioni hanno sottratto a Foggia in termini di servizio e quanto hanno addirittura regalato a Bari in termini di distribuzione di nostri utili da disservizio. A quel punto potremo sederci dinanzi all'altro socio e parlare in maniera matura e lungimirante per compensare i disastri dei predecessori, amministrazione di centro destra e commissari. Penso che sia un'azione molto più efficace e d'impatto rispetto alla prospettata commissione consiliare di inchiesta, che oltre ad essere stata respinta risultava debole da un punto di vista di competenze tecniche. Nulla è facile e mi rendo conto che i tempi della politica non siano rapidi come quelli dei media che macinano domande ed emozioni immediate, ma è l'unica strada concreta per avere giustizia per i foggiani e per le tasse che paghiamo tutti”.
Ma è possibile uscire da Amiu, come chiedono da più parti? “Nulla è impossibile ma vanno analizzati i pro, i contro e le conseguenze”, replica Strippoli. “La prima che mi viene in mente, e che gli uffici mi confermano, è che dovremmo accantonare decine e decine di milioni a bilancio per un contenzioso enorme che ne scaturirebbe con la controparte. Poi, come spiegato a più riprese in aula, non ci sarebbero alternative plausibili alla gara pubblica europea. La gara pubblica produrrà un risultato abbastanza lapalissiano e pacifico, l'arrivo di una gestione privata a Foggia. E questo non lo vogliono i partiti di coalizione né quelli di opposizione, né - stando a quanto detto più volte - i sindacati, ossia i lavoratori. La più naturale ed ovvia risposta sarebbero proteste e scioperi sul servizio, cosa che si tradurrebbe in immondizia per terra per mesi. Le questioni vanno affrontate con scienza e coscienza. La politica è una scienza. Altrimenti anziché eleggere i rappresentanti si precederebbe per sondaggi umorali”.
Uno degli aspetti più miserabili della vicenda Amiu è dato dalla falsa accusa mossa anche da personalità di vertice di Palazzo di città nei confronti di autori degli esposti, stampa e persino eletti di maggioranza: essere mossi, nell’analisi critica, da chissà quali interessi privati pronti a subentrare alla partecipata barese. “Ci tengo a precisare che non solo per mia attitudine ideologica preferisco le gestioni pubbliche rispetto a quelle private ma che respingo ogni insinuazione che possa avere io il benchè minimo contatto con società private del settore rifiuti. Sono illazioni infondate, con il solo intento di screditare i miei ragionamenti”, conclude Strippoli.
Chi tuona quotidianamente contro la debolezza di Episcopo e dei suoi è l’eletto di minoranza Giuseppe Mainiero: “L'occasione ghiotta è stata fornita dalla ennesima e dispendiosa campagna di comunicazione affidata alla solita società barese, gli amici di Proforma che tra l'altro hanno curato le campagne elettorali a Decaro, Vito Leccese, etc. Non soddisfatta della figuraccia rimediata in consiglio comunale, la vicesindaca continua a sparare parole prive di ogni formalità amministrativa, tra l'altro dando notizie false ed insultando di fatto gli avvocati che hanno curato l'esposto che lei stessa, prima di occupare una poltrona e percepire una lauta indennità, aveva firmato contro Amiu. In primo luogo ad oggi, con buona pace dei suoi annunci, non c'è un solo atto ufficiale che affidi un incarico di questo tipo ad una società esterna. In secondo luogo l'ipotesi di affidamento di cui parla Aprile non riguarda affatto “le questioni pregresse di Amiu”, quattrini che devono essere restituiti ai foggiani senza se e senza ma. Ciò che il campo largo perbenista sta cercando di fare è un'altra cosa: affidare all'esterno il cosiddetto controllo analogo di tutte le società partecipate, ossia il controllo che il Comune esercita sulle proprie società partecipate esattamente nello stesso modo con cui controlla i propri servizi interni. Una decisione, quella sbandierata dall'assessore Aprile, che violerebbe esplicitamente un preciso atto di indirizzo votato ed approvato dal consiglio comunale, con il quale è stato stabilito che questa delicatissima attività debba essere svolta all'interno del Comune. Ci rendiamo conto che l'assessore Aprile ignori che con le sue parole sta di fatto ammettendo l'assoluta incapacità dei rappresentanti del Comune nominati dalla sindaca nel cda di Amiu. Così come ci rendiamo conto che il Servizio Partecipate abbia bisogno di personale con solide competenze in materia di società di capitali a capitale pubblico per esercitare il controllo analogo. Ma non era per questo che sono stati banditi ed espletati i tanto sbandierati concorsi pubblici?”, conclude l’ex candidato sindaco.
How to resolve AdBlock issue?


(condividi) in basso allo schermo,
(Aggiungi alla schermata Home).