Terrenzio: “Mie dimissioni in linea con la posizione di tutte le agricole. Inopportuna la nomina di Tabacco”

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“Mi sono dimesso dal cda perché ho ritenuto inopportuna la nomina di Tabacco quale direttore del Consorzio di bonifica montana del Gargano. E da vicepresidente di Confagricoltura la mia scelta è in linea con la posizione di contrarietà espressa da tutte le organizzazioni agricole”. Con queste parole Giovanni Terrenzio, ex presidente dell’ente di viale Colombo, spiega a l’Attacco la decisione di abbandonare la poltrona nel consiglio di amministrazione e non avervi più nulla a che fare. 

L’ente pubblico che gestisce svariate decine di milioni di euro, la cui governance guidata dal duo carpinese Michele Palmieri e Michele Tabacco è da tempo ormai nel mirino delle polemiche e delle richieste di commissariamento, è amministrato da un cda ridotto a sole quattro persone sulle nove previste: il presidente Palmieri, il nuovo vicepresidente Rocco Coccia (che ha preso il posto di Tabacco, dimessosi dal cda per essere nominato direttore), Angelo Pio D’Addetta (rappresentante legale della Il Sole società agricola srl, l’impresa di Tabacco) e Berardino Totaro (fratello del direttore del Parco nazionale del Gargano Vincenzo Totaro). Disertano le sedute da tempo, invece, i consiglieri Michele Crisetti (ex sindaco di San Giovanni Rotondo), Giosuè Del Vecchio (consigliere provinciale di CON, civico emilianista con Rosario Cusmai), Leonardo Rinaldi e la mai vista Libera Guerra, ultranovantenne. Mentre Terrenzio, dopo aver evitato di votare nei mesi precedenti, ha detto totalmente addio al cda, comunicandolo nel corso della seduta dello scorso 14 gennaio.

Un cda più che dimidiato per palese protesta, nel momento in cui è di nuovo scontro tra la governance del Consorzio e la Regione Puglia, che come avvenuto già anni fa è intervenuta per bloccare la nomina dell’ex vicepresidente Michele Tabacco quale nuovo direttore dell’ente di viale Colombo, celebrata come “voto unanime” nonostante mancassero più della metà dei consiglieri.

Dopo che la Regione ha sospeso la delibera Palmieri è stato costretto a correre ai ripari e chiedere al Consorzio di bonifica della Piana di Venafro, “per motivi di necessità”, di potersi ancora avvalere della collaborazione del direttore unico consortile ingegner Massimiliano Capezzuto come direttore pro tempore, per un periodo temporaneo e fino al 31 marzo 2025. La convenzione tra i due enti per l’uso condiviso di Capezzuto risale al giugno 2023.

Al posto di Terrenzio nel cda dovrebbe subentrare il giovane olivicoltore vichese Guido Cusmai di CIA, presidente di APO Foggia, ma il fronte unito delle agricole fa sorgere dubbi sulla possibilità che ciò si verifichi. Oggi tutte le sigle, persino Copagri che nel 2021 fece man bassa eleggendo quasi tutto il cda a cominciare da Palmieri e Tabacco, si sono poste contro i vertici. Francesco Armillotta di Coldiretti si dimise dal cda già prima di Terrenzio e proprio in tale organizzazione i due carpinesi avrebbero tentato di entrare lo scorso anno senza successo.

“Oggi Palmieri e Tabacco non rappresentano più il mondo agricolo, rappresentano solo se stessi”, dicono i beninformati del mondo agricolo a l’Attacco. “Ma la Regione vorrà davvero commissariare il Consorzio, con le elezioni regionali ormai alle porte?”. 

“Sono riusciti a litigare con tutti: agricole, parte dei dipendenti, sindacati, sindaci del comprensorio, Regione. Come si può mettersi contro quegli enti territoriali che sono soci del Consorzio? Vanno avanti come se esistessero solo loro e non dovessero dar conto a niente e nessuno di ciò che riguarda l’ente”, dice un altro addetto ai lavori a l’Attacco. “Quando si sono insediati hanno considerato non più capace il direttore, hanno esautorato i due vicedirettori Ciciretti e Russo, hanno reputato inefficiente pure l’Ufficio tecnico, bocciando anche l’operato del precedente presidente Terrenzio nonostante Palmieri sia stato il suo vice dal 2015 in poi e sia componente del cda consortile ininterrottamente dal 2010 ad oggi. Ci ritroviamo con un ente finito nella bufera, quando in passato era riconosciuto come il miglior Consorzio di bonifica del Centro-Sud Italia…”.

Rilevante anche “l’impresa” di esser riusciti a mettere dalla stessa parte tutti i sindaci garganici, col risultato che oggi non si comprende chi politicamente difenda i vertici dell’ente, che avrebbero una sponda nel direttore nazionale dell’ANBI, non si sa quanto informato sui fatti di viale Colombo. Mentre a livello sindacale pare che l’unico rimasto al loro fianco sia Roberto Finaldi, segretario territoriale FILBI UILA UIL.

Palmieri e Tabacco da anni ostentano la massima sicurezza e serenità, ma dopo l’ultima nota al vetriolo dei sindaci del comprensorio il presidente ha rotto il silenzio, nei giorni scorsi, rispondendo alle accuse sollevate rispetto alla gestione dell’ente e alla trasparenza amministrativa definendole “false e mirate”, nonché volte a “gettare discredito sull’operato del Consorzio e sulla mia persona”. Palmieri ha rivendicato la regolarità degli atti adottati durante il proprio mandato, sottolineando come tutte le 499 delibere del cda e le 122 delibere presidenziali abbiano ricevuto il visto di legittimità dall’ufficio Bonifica e Irrigazione della Regione Puglia, salvo due atti ritirati per ulteriori approfondimenti. “Non accetto lezioni di trasparenza”, ha detto Palmieri, puntando il dito contro chi critica la gestione attuale mentre in passato non ha mai sollevato dubbi sulle precedenti amministrazioni; un riferimento a quando in audizioni regionale ventilò mesi fa opacità nei bilanci dell’era Terrenzio, da egli stesso però approvati puntualmente.

Rispetto alla bocciatura da parte della Regione Puglia della delibera per la nomina di Tabacco quale direttore unico, Palmieri ha affermato che Bari ha chiesto il riesame dell’atto e che la procedura verrà seguita secondo quanto previsto dalla normativa. “Non si tratta di una bocciatura definitiva, ma di una richiesta di adeguamento”, ha dichiarato, evidenziando come le critiche in merito siano “manipolatorie e infondate”, per poi annunciare l’avvio di “un’operazione verità”, un’iniziativa finalizzata a fornire un quadro chiaro e dettagliato della gestione del Consorzio. “Renderemo noti numeri e responsabilità che affondano le radici nel passato”, ha aggiunto. Infine un invito ai sindaci e alle parti interessate: “Sono stati invitati a confrontarsi formalmente per discutere le problematiche del territorio, ma non abbiamo ricevuto riscontri. Se chi critica dispone di elementi concreti, presenti una denuncia alle autorità competenti. In caso contrario, le accuse sono solo tendenziose e strumentali”.

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