A quasi due mesi di distanza dall’avvicendamento alla guida della Prefettura di Foggia, dagli uffici di corso Garibaldi e da quanti finora hanno conosciuto il nuovo prefetto Paolo Giovanni Grieco viene descritta un’aria fortemente diversa rispetto agli anni del predecessore Maurizio Valiante. Il 65enne salernitano, che è all’ultimo incarico prima della quiescenza ed è stato impegnato come prefetto di Vibo Valentia nella lotta alle infiltrazioni della ‘ndrangheta calabrese prima di arrivare nel capoluogo daunio, appare un uomo dal carattere mite, umile, bonario, assai disponibile e sereno. E’ del resto quanto trapela anche di primo acchito e che Grieco – in carica a Foggia dal 9 dicembre scorso, anche come commissario straordinario del Governo per il Comune di Manfredonia – mostra anche nelle occasioni pubbliche più formali ed istituzionali, come la recente inaugurazione dell’anno accademico dell’Università di Foggia, che giovedì scorso lo ha visto cordialmente vicino al rettore Lorenzo Lo Muzio nell’accogliere il ministro della salute Orazio Schillaci. Anche nei corridoi e nelle stanze del Palazzo del Governo l’atmosfera appare mutata.
Nel frattempo, i beninformati interni all’Ufficio territoriale del Governo di Foggia raccontano di un Maurizio Valiante assai deluso dalla destinazione ricevuta dopo la fine del mandato in Capitanata. Si è insediato ad Ancona il 9 dicembre e il 18 dicembre vi ha presieduto la prima riunione del Comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica provinciale; finora ha fatto visita a diversi centri della provincia di competenza, dove ha incontrato i rispettivi primi cittadini. Non è mancata una visita privata a Corinaldo accompagnato dalla moglie Melania Mucci, la cui famiglia è originaria di tale paese. L’ex prefetto di Foggia, stando a tali rumors, avrebbe infatti coltivato ben altre ambizioni alla luce del pugno di ferro dimostrato in fatto di scioglimenti di consigli comunali e interdittive antimafia, come un incarico di capo dipartimento a Roma presso il Viminale o il ruolo di prefetto in una grande realtà quale una città metropolitana.
Insomma, secondo le indiscrezioni, quello ad Ancona verrebbe avvertito come un ruolo di ripiego. Né è andato a segno il proposito di portare con sé il fedele Caccavone, suo capo di gabinetto a Foggia, la persona che negli scorsi anni gli è stata più vicina insieme alla viceprefetta Rachele Grandolfo. L’approdo anche di Caccavone ad Ancona, al suo seguito, non è riuscito. Caccavone non ha partecipato alla procedura di Ancona per il capo di gabinetto, andata deserta prima che l’incarico fosse affidato da Valiante a Savarese, giunta da Pescara. Il tratto equilibrato e tranquillo di Grieco è apparso anche nella scelta di non nominare nuovi dirigenti apicali, lasciando Caccavone capo di gabinetto e Grandolfo vicaria.
Chi ha fatto carriera nelle scorse ore è il viceprefetto Francesco Paolo D’Alessio (predecessore di Caccavone come capo di gabinetto a Foggia), lo scorso 3 febbraio promosso a Potenza come nuovo vicario dal prefetto Michele Campanaro. A Foggia si attende ora un altro nuovo arrivo, quello del procuratore capo della Procura della Repubblica, dopo il trasferimento a Lecce di Ludovico Vaccaro neo procuratore generale presso la Corte d’appello. Il favorito continua ad essere Renato Nitti, finora procuratore di Trani, dove arrivò nel 2020. La decisione spetta al CSM.
Nitti, esperto di reati ambientali e di criminalità transnazionale, più volte chiamato come relatore ai seminari organizzati dalle Nazioni Unite, ha condotto alcune delle principali inchieste che hanno coinvolto grosse imprese di smaltimento di rifiuti. Ha rivelato la difficoltà a individuare le “merci a rischio” a causa dei controlli doganali spesso solo formali. Pertanto, una quantità indeterminata di rifiuti di vario genere (polietilene, plastica, prodotti ferrosi, rame) viaggia all’interno del Paese in assenza di controlli effettivi. Per contrastare questo sistema permeabile, ha proposto un controllo sui materiali attivando una visione circolare dello smaltimento dei rifiuti. Nitti è stato consulente della commissione bicamerale di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e sugli illeciti ambientali ad esse correlati.
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