GPS, deciso rinnovo per altri 2 anni (e farà multe): “Ma poi vogliamo internalizzazione della sosta a Ataf”

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Il dato è tratto: l’amministrazione Episcopo ha deciso di rinnovare per altri due anni a GPS spa il contratto relativo al servizio di sosta tariffata. Nel 2022, quando il Comune di Foggia era commissariato, il servizio fu esternalizzato ed affidato alla piacentina GPS Global Parking Solutions spa: un contratto della durata di due anni, prorogabili per altri due. L’accordo deve essere ancora definito nei dettagli, ma l’impresa ha comunque garantito di riassorbire i 22 dipendenti licenziati, in aggiunta ai 31 subito presi in carico, a patto di ottenere ulteriori servizi, a cominciare dalla possibilità di fare multe, dopo il placet del nuovo comandante della Polizia locale Vincenzo Manzo. Intanto ieri il consiglio comunale ha approvato all’unanimità la mozione unitaria riguardante la sosta tariffata in città per la salvaguardia dei livelli occupazionali, impiegando nel servizio tutti i lavoratori occupati prima che a GPS fosse aggiudicata la gara. La maggioranza continua ad avere come obiettivo l’internalizzazione del servizio tra due anni: fino ad allora Ataf affiancherà GPS (che formerà rispetto al proprio software). Il M5S spingeva, come altri pezzi del campo largo, per portare subito il servizio in Ataf ma la controllata presieduta dal piddino Morsuillo ha ammesso - così come dicevano i dirigenti comunali - di non poter sostenere oggi l’internalizzazione del servizio e l’assorbimento di tutti i lavoratori (compresi i licenziati). Con la decisione del rinnovo ha dunque prevalso la linea dei dirigenti comunali e dell’assessore Giulio De Santis. Come l’Attacco rivelò mesi fa infatti, l’internalizzazione (senza però tornare alla subconcessione come avveniva negli anni di Apcoa) è un’ipotesi considerata non percorribile da tutti i dirigenti comunali competenti in materia, ovvero Manzo, il responsabile dei Servizi finanziari Carlo Dicesare e la dirigente delle partecipate Silvia Siciliano.

La loro obiezione sarebbe duplice. Da un lato il servizio diventerebbe improduttivo, mentre oggi il privato garantisce al Comune 750mila euro l’anno di proventi. Dunque l’ente dovrebbe consapevolmente rinunciare ad un’entrata sostanziosa. Dall’altro lato non è pensabile che si vogliano tutelare i livelli occupazionali con l’assunzione da parte di Ataf, che può incrementare il proprio personale solo mediante concorsi pubblici. Perché tornare indietro? “C'è stata una lunga trattativa”, afferma a l’Attacco il capogruppo M5S Mario Dal Maso, che mercoledì scorso ha preso parte alla riunione a Palazzo di città coi referenti GPS. 

“Ci siamo dati come priorità in maggioranza la salvaguardia dei livelli occupazionali. Come M5S siamo fortemente indirizzati verso l'internalizzazione ma Ataf al momento non ha la possibilità di assorbire tutti i lavoratori rimasti fuori e questo ci ha indotto a bloccarci per il momento. Abbiamo accettato a malincuore l'accordo come l'inizio di un percorso di affiancamento che tra due anni porterà il servizio in Ataf. Nel frattempo avremo il riassorbimento del personale rimasto fuori da parte di GPS, anche se una data non è stata indicata dall'impresa. L'obiettivo è comune, nel campo largo vogliamo andare verso l’internalizzazione. L'assessore De Santis ha dovuto fare una trattativa non semplice con GPS e siamo stati noi pentastellati quelli che hanno preteso di più. In primis abbiamo sollecitato la riduzione delle tariffe da un euro a 1,20 euro, nonché l'introduzione di un margine di tolleranza per poter sanare le multe alla macchinetta. Ma il comandante della Polizia municipale ci ha bloccato su quest'ultima richiesta perché per legge non è più consentito”, continua Dal Maso. 

“Abbiamo richiesto inoltre che i dipendenti non subiscano decurtazioni sullo stipendio e GPS ha accettato. Rispetto alla possibilità che facciano multe non eravamo molto d'accordo. Mentre rispetto all'estensione di un altro 10% della somma elargita dal Comune all’impresa per consentirle di riassorbire tutti, pari a 470mila euro in più a biennio, ci siamo opposti a che sia retroattiva perché non sarebbe legittimo. Abbiamo infine chiesto di rivedere il contratto esistente per il parcheggio per la gestione del parcheggio Russo: anziché il canone fisso anno di appena 24mila euro abbiamo preteso che GPS versi il 33% degli incassi al Comune. Ora si sta valutando in che termini fare l'estensione del servizio svolto dal GPS la quale deve formalizzare la risposta a tutte le nostre richieste”. 

Rispetto alla prospettiva di un servizio che diverrebbe improduttivo una volta internalizzato, Dal Maso non ha esitazioni, sebbene per le casse comunali l’effetto sarà rilevante: “Come M5S non ci preoccupa che Ataf un domani potrà garantire soltanto il pareggio dalla gestione della sosta, perché le municipalizzate non hanno l'obbligo di produrre guadagni. L'importante è che non vada non vadano in deficit. Noi preferiamo che il servizio sia internalizzato, nel campo largo sia coesi”.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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