Un nuovo caso investe il Servizio personale del Comune di Foggia, guidato dal dirigente e capo di gabinetto Giuseppe Marchitelli, fedelissimo della sindaca Marida Episcopo. Lo scorso 10 febbraio una dura comunicazione è pervenuta all’ente da parte dei sindacati FP CGIL (Donato Lombardi e Mario Caravella), CISL FP (Marcello Perulli) e CONF.A.I.L. (Antonio Forcella), i quali hanno denunciato comportamenti scorretti rispetto alle prassi sindacali e alle elezioni RSU 2025.
“Le scriventi organizzazioni sindacali denunciano il tentativo in atto in codesto Comune di Foggia di inquinare le prossime consultazioni elettorali per il rinnovo della Rappresentanza Sindacale Unitaria da parte di una sigla sindacale, attraverso una plateale campagna di adesione condotta con sistemi clientelari e con il complice sostegno di soggetti preposti alla gestione del personale”, hanno stigmatizzato.
“Giungono segnalazioni, infatti, di un’interferenza indebita da parte del settore Personale dell’ente nel sostenere un proselitismo eterodiretto che può vantare anche su chiare coperture dirigenziali”, è il chiaro riferimento a Marchitelli. “Da parte nostra, porremo in essere tutte le iniziative utili a contrastare con ogni mezzo questi atteggiamenti studiati da sedicenti personaggi, ma avvertiamo, nel contempo, il dovere morale di mettere in guardia l’amministrazione affinché non lasci consumare oltre un’azione che di fatto umilia tutti i lavoratori dell’ente laddove si determinano, o si cerca di imporre, con mezzi di bassa lega, malcelate iniziative per forme di sostegno deprecabili. Chiediamo, pertanto, di vigilare sul corretto esercizio delle prassi sindacali che devono essere improntate sempre alla partecipazione democratica in cui non possono passare inosservate evidenti quanto palesi violazioni dei principi basilari di incompatibilità, fissati per legge”.
Stando a quanto trapela da Palazzo di città il “proselitismo” segnalato sarebbe avvenuto in favore della UIL, rispetto alla quale sarebbe stata chiesta la delega nel momento della sottoscrizione dei contratti individuali di lavoro. Detto in parole povere, alcuni dei neo dipendenti di Palazzo di città hanno segnalato con sconcerto di esser stati invitati da funzionari comunali ad iscriversi alla UIL. Una situazione talmente fuori luogo e sbagliata da aver immediatamente scatenato, dopo le reazioni attonite delle persone che dovevano sottoscrivere i contratti, anche l’ira, più che comprensibile, delle altre sigle sindacali. Che farà Episcopo?
Già lo scorso anno c’erano state diverse questioni di forte scontro tra i sindacati e l’amministrazione Episcopo, a cominciare dalla dura e netta presa di posizione della Direl – la principale sigla della dirigenza pubblica, guidata da Micky de Finis – che presentò istanza di annullamento d’ufficio, in autotutela, della determina con cui Marchitelli lo scorso 4 settembre aveva approvato l’avviso pubblico per la selezione, per curriculum e colloquio, volta al reclutamento di un dirigente tecnico a tempo determinato e pieno, da assegnare all’Area 6 – Urbanistica e Lavori pubblici, da assumere con rapporto di lavoro a tempo determinato e pieno per il periodo di tre anni, con facoltà di proroga e/o rinnovo sino e non oltre la durata del mandato elettivo della sindaca Episcopo. Una nota inviata dalla Direl, pronta all’impugnativa al TAR, anche agli organi istituzionali di controllo esterno della PA, con espresso riferimento alla Corte dei Conti, ANAC e, ove del caso, al MEF RGS, Ispettorato Generale Servizi Ispettivi Finanza Pubblica. Senza dimenticare le lagnanze sindacali sull’incontro non convocato e sul “non aver saputo o voluto affrontare il tema della macchina amministrativa, licenziando piante organiche di tutta fretta senza neanche aprirsi all’ascolto delle strutture sindacali del comparto che hanno denunciato subito questa carenza di impostazione, salvo poi interrompere le relazioni che non sono più riprese”. “Una responsabilità che grava sulla sindaca che, sotto questo profilo, mostra evidenti limiti nell’applicazione delle norme, aspetto che potrebbe sfociare in contenziosi di non poco conto nell’ambito della funzione pubblica e della stessa Corte dei Conti”, dissero fonti sindacali a l’Attacco.
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