“Un chiaro tentativo di raccontare la storia da un solo punto di vista, quello del revisionismo, o meglio, per dirla con le parole di un grande storico, il professor Pezzino, di rivalutazione del fascismo senza nominarlo”.
Così il presidente dell’ARCI Comitato Provinciale Foggia, Domenico Rizzi, a proposito del convegno organizzato dall’Università di Foggia Mai più terrorismo: informazione e dialogo verso la riconciliazione e la pacificazione nazionale in programma lunedì prossimo a Foggia. Per il Comitato Arci di Foggia non stupiscono le polemiche che il convegno sta sollevando, soprattutto perché organizzato da un ateneo, luogo per eccellenza deputato alla formazione, alla conoscenza, alla ricerca.
“A Foggia, l’università si trasforma in spazio in cui piegare la storia all’ideologia” continua Rizzi “Come sarà possibile fare informazione se al tavolo dei relatori siederanno, esclusivamente, figure di primo piano della destra italiana? Quale contributo di conoscenza si potrà offrire? Come sarà possibile raccontare le storie di due giovani, Sergio Ramelli e Benedetto Petrone, vittime della violenza che devastò l’Italia negli Anni di piombo, senza ascoltare i parenti, gli amici, i compagni. Nell’università della città di Luigi Pinto, insegnante, tra le vittime della strage di piazza della Loggia sarebbe stato opportuno, per chi parla di pacificazione nazionale raccontare la sua storia di sindacalista”.
Per il Comitato Arci di Foggia il convegno di lunedì altro non sarà che uno spazio di propaganda. “Sarà una giornata di ipocrisia faziosa nei confronti della memoria delle vittime, delle loro famiglie – conclude Rizzi – un tentativo di indottrinamento al quale, però, fortunatamente molti, tra studenti e docenti dell’ateneo foggiano, si sono ribellati. L’ Arci sarà con loro, a sostegno della verità e della libertà”.
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