Convegno terrorismo annullato, l’interrogazione di Rampelli getta nel massimo imbarazzo Unifg: Questore nero

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Come era prevedibile e come anticipato su queste colonne, il caso del convegno annullato in Unifg “Mai più terrorismo” è deflagrato fino a Roma. C’era del resto da aspettarsi che esponenti del governo Meloni commentassero con stupore sdegnato la decisione dell’Ateneo daunio, comunicata a nemmeno un’ora dall’evento previsto per lunedì scorso, organizzato per mesi con l’Osservatorio Anni di piombo di Potito Perruggini Ciotta, nipote del brigadiere Ciotta ucciso da Prima linea nel ’77 a Torino. E c’era da attendersi che l’inverosimile motivazione diramata dall’Università avrebbe avuto conseguenze. “L’evento è annullato per motivi di sicurezza e preoccupazioni legate all'ordine pubblico. La decisione, presa questa mattina, è il risultato di un’attenta valutazione della situazione a seguito di segnalazioni di disordini. Dopo aver consultato le autorità competenti, l'Università ha ritenuto necessario adottare questa misura per garantire l'incolumità di tutti i partecipanti, in particolare, degli studenti universitari e delle scuole superiori coinvolti nell'evento”. Ma, come ampiamente raccontato, gli organizzatori dell’Osservatorio hanno smentito di aver ricevuto informazioni simili, come pure fonti di Prefettura e Questura (della Digos in particolare) hanno garantito che la situazione era assolutamente tranquilla. Nulla, insomma, che facesse temere scontri legati o alla presenza di facinorosi foggiani o all’arrivo da parte zone d’Italia di frange violente appositamente per la manifestazione. 

In realtà l’idea che si è subito diffusa è che i vertici dell’Ateneo, a cominciare dal rettore Lorenzo Lo Muzio e dalla prorettrice vicaria Donatella Curtotti, abbiano preferito cassare l’evento perché spaventati dalle roventi polemiche di certa stampa, Pd, Cgil, Arci e dopo le assenze annunciate di diversi docenti di Giurisprudenza (luogo che doveva ospitarlo) a cominciare dal direttore Michele Trimarchi. Tant’è che, contrariamente a quanto detto in conferenza stampa da Cascarano (vicepresidente dell’Osservatorio), Unifg non avrebbe alcuna intenzione di riprogrammare l’iniziativa in una nuova e vicina data.

D’altronde non era difficile pronosticare un forte disagio da parte di Lo Muzio, che da dopo l’insediamento del 2023 è stato sistematicamente preso di mira da nutriti gruppi interni e che sperava, dopo l’accordo con l’ex nemica Curtotti e il fronte degli ex oppositori interni, di aver ritrovato serenità in Ateneo. Macchè.

L’imbarazzo, già elevatissimo lunedì scorso e nei giorni precedenti, è diventato ora massimo dopo l’iniziativa assunta ieri l’altro dal deputato meloniano Fabio Rampelli, che come vicepresidente della Camera (che aveva dato il patrocinio, al pari di Senato. Unifg e Crui, ovvero Conferenza dei rettori italiani) avrebbe dovuto fare un saluto in videocollegamento. “Il terrorismo? C'è ancora, serpeggia nelle università e imbavaglia il confronto”, ha scritto Rampelli in un post social. “Il dibattito al convegno Mai più terrorismo, organizzato dall'Osservatorio nazionale Anni di Piombo per la verità storica presso l’aula magna dell’Università di Foggia non si è potuto svolgere a causa delle fortissime pressioni e intimidazioni nei confronti di alcuni relatori e per il pesante clima artatamente creato da nostalgici della lotta armata per i quali il terrorismo non è una fase storica ma una prassi politica attuale. Il rettore ha deciso di annullare l’evento per "motivi di ordine pubblico", motivi che però alla Questura non risultano. L'incontro intendeva presentare due libri: uno dedicato a Benedetto Petrone, militante comunista barese ucciso nel '77 e l'altro a Sergio Ramelli, militante del Fronte della Gioventù ucciso nel '75. Sigle locali di Pd, Arci, Anpi, etc. hanno contestato l'iniziativa fino a costringere l'Ateneo a cedere al ricatto di una posizione settaria e circoscritta nel recinto del risentimento. Me ne rammarico profondamento soprattutto perché erano presenti giovani delle scuole superiori arrivati per ascoltare un convegno nel massimo pluralismo. Ebbene, all'ultimo minuto, poco prima dell'inizio l'evento è stato annullato perché Lo Muzio ha sentito il clima intimidatorio da parte di una minoranza organizzata di nostalgici di quegli anni. Gravissimo che un libero confronto democratico sia stato censurato per il timore di rappresaglie. Questo clima di violenza politica non può averla vinta ed è inammissibile che si conviva negli atenei italiani con lo spettro del ritorno agli Anni ’70. Per questo motivo, presenterò un'interrogazione ai ministri dell’interno Piantedosi e dell’Università e ricerca Bernini affinché siano garantiti il libero confronto e la convivenza civile e si consenta a tutti il diritto fondamentale della libertà”.

Davanti ad una interrogazione parlamentare il silenzio finora tenuto dalla Squadra Stato non può continuare di certo. Ecco perché, stando ai beninformati, il questore D’Agostino (peraltro tirato in ballo dal Corriere del Mezzogiorno per una non verificata indicazione da lui data di problemi di ordine pubblico) sarebbe furioso per quanto accaduto lunedì scorso, quando Unifg ha pensato di chiudere il caso e le polemiche nella maniera peggiore possibile.

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