Sono ormai trascorsi quattro mesi da quando, lo scorso 27 novembre, in consiglio comunale il campo largo della sindaca di Foggia Marida Episcopo decise di rinviare la delicatissima decisione sul vetusto programma di housing sociale con la promessa di tornare in aula al più presto. Da allora si è arrivati al 27 febbraio, quando la presidente del consiglio dem Lia Azzarone – nell’ira della sindaca, che non ne sapeva nulla – ha annunciato la discussione sull’housing nella successiva seduta. Un altro mese è passato senza, però, che la maggioranza sia riuscita a trovare l’accordo sul da farsi. Una settimana fa c’è stata una riunione di maggioranza dedicata al tema dall’esito totalmente infruttuoso. Il super assessore piddino a lavori pubblici e urbanistica Giuseppe Galasso dal 2024 sollecita una delibera che ponga la pietra tombale sul social housing, considerato non più rispondente alle esigenze attuali della città capoluogo e incompatibile con le previsioni del PUG del professor Francesco Karrer. Una proposta rispetto alla quale il M5S dell’ingegner Giovanni Quarato – ex candidato sindaco e presidente della commissione ambiente e territorio – ha proposto modifiche migliorative, che evidenzino ancor meglio “la necessità di guardare all’interesse generale rappresentato dal PUG e non a quello particolare di poche persone, legato all’housing sociale”.
Karrer è stato netto: “Con il programma di social housing si ha un evidente squilibrio tra domanda (fabbisogno abitativo) e offerta, ma anche in netto contrasto con l’attuale fase di decremento demografico della popolazione e con gli obiettivi di consumo di suolo zero, sviluppo sostenibile, rigenerazione ecologica del territorio e mobilità sostenibile. Foggia ha la necessità di ridisegnare la sua forma, risignificandola per mezzo di nuove letture e di azioni coerenti: densificare, eliminare i detrattori, ridurre la distanza degli spostamenti, rigenerare porzioni di città considerandole fattori identitari, ristrutturandole fino ad abbattere gli edifici degradati e insalubri recuperando spazi per la natura insieme a quelli per i cittadini”.
“Se non ci fidiamo di un illustre urbanista come il professor Karrer, nostro consulente super qualificato, di chi altri dovremmo fidarci?”, osserva Quarato, parlando con l’Attacco. “Abbiamo quanto scritto da Karrer, dall'Avvocatura comunale, dai dirigenti comunali vale a dire prima Longo e poi Mendolicchio. Su questo dobbiamo basare la nostra idea rispetto alle conseguenze che il deliberato avrebbe, non pensare a quello che ci ha suggerito l'amico, il cugino o che si è letto sul web…Se Karrer ci dice che il programma di social housing è sovrabbondante e soverchiante rispetto al PUG noi dobbiamo crederci”. Lo stallo che va avanti dal 2024 è sempre più motivo di imbarazzo a Palazzo di città e contrasta nettamente con quanto sempre affermato da Episcopo sulla coesione della maggioranza. “A breve dovremmo incontrarci nuovamente, la prossima settimana ci sarà una riunione più generale di verifica di maggioranza”, continua Quarato.
“Questo dell’housing sociale è un tema cruciale che può mettere in discussione il proseguo della consiliatura. Ci sono ancora in campo tante posizioni diversificate, noi stiamo cercando una sintesi che accontenti un po' tutti ma soprattutto la città che è quello che interessa a noi del M5S. E’ un progetto totalmente invasivo nei confronti del PUG, che diventerebbe una pianificazione sterile se non addirittura inutile, ma purtroppo questo non tutti lo capiscono. Credo che tale consapevolezza ce l'abbiano i più di noi ma alcuni vengono indirizzati male rispetto a presunte responsabilità che in realtà non esisterebbero. Giovedì scorso la riunione di maggioranza si è svolta la presenza dell'assessore Galasso e del dirigente Tullio Daniele Mendolicchio, che hanno ribadito come la scelta della permanenza o meno dell'interesse pubblico sia una scelta politica, che il consiglio deve assumere. Secondo Mendolicchio è necessario guardare avanti e andare oltre l’housing sociale, da qui il suo parere positivo alla proposta di delibera di Galasso. Noi M5S concordiamo su questa linea ma diciamo che quella proposta di delibera può essere migliorata nella esplicitazione delle motivazioni di interesse generale legate al PUG, cui si fa appena un accenno. Abbiamo anche proposto di inserire le note del professor Karrer, volte a rafforzare che il no all’housing sociale non è un capriccio dell’amministrazione comunale ma una necessità della città e che dunque prevale l'interesse generale legato al PUG”, ribadisce il contiano.
“Non è una scelta personale. L’Avvocatura secondo me ci dà ragione quando cita la clausola liberatoria, che è ancora valida e che ci esime da responsabilità, e quando ci dice che possiamo cambiare il percorso intrapreso se ci sono motivazioni adeguatamente esposte”.
Episcopo non ha espresso la propria posizione. “La sindaca non ha dato un orientamento preciso. Più di uno dei consiglieri presenti in riunione ha ricordato che si tratta di uno snodo fondamentale, di uno snodo politico fondamentale che va superato bene con un'intesa collettiva. Dobbiamo decidere, bisogna capire che non è il consigliere singolo che può essere spaventato rispetto alla decisione. Questa è una questione politica e investe la visione della città per i prossimi 15 anni. E’ una pia illusione quella di chi pensa che dicendo di sì all'housing sociale avremo subito disponibilità di alloggi: l'iter non sarebbe neanche concluso, quel capitolo andrebbe riaperto un'altra volta senza sapere neanche come si chiuderebbe. Sarebbe opportuno che la questione passasse anche in giunta, perché si tratta di un atto politico. Galasso è stato un po' ambiguo al riguardo, non si è capito se lo vorrebbe o meno portare in giunta. Noi in commissione glielo abbiamo proposto espressamente, perché essendo una giunta politica anche l'esecutivo dovrebbe darci una mano nel trovare una quadra. Bisogna trovare una condivisione, siamo ancora alle mere intenzioni rispetto alla nostra proposta di delibera. La situazione è tuttora molto confusa”, ammette sconfortato Quarato.
“Bisogna guardare non al dito bensì alla luna, che è il PUG, per una città che possa ridiventare bella e svilupparsi. Ci vuole coraggio se vogliamo lasciare un'impronta vera. Questo è l'appello che ho fatto io in riunione di maggioranza. Perché altrimenti ci saremmo fatti votare? Se non avessimo coraggio dovremmo dedicarci ad altro”.
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