Fondazione dei Monti Uniti di Foggia, dove si perpetua se stessi senza fine: Santigliano in corsa per presidenza

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Con l’ultimo atto in programma, ovvero l’approvazione del bilancio 2024, si chiude l’era Ligustro in Fondazione dei Monti uniti di Foggia. Avverrà il 28 aprile, mettendo fine al secondo mandato del presidente uscente, professor Aldo Ligustro, ex direttore del dipartimento di Giurisprudenza di Unifg e quinto vertice dell’istituzione dopo Orazio Sabini, Antonio Muscio, Francesco Andretta e Saverio Russo. Ma nell’ente di via Arpi rischia di cambiare poco o nulla vista la presenza, ormai da decenni, delle solite personalità. C’è un pressing in atto, da parte di Ligustro, affinchè come suo successore sia eletto il 61enne direttore della redazione foggiana della Gazzetta del Mezzogiorno Filippo Santigliano. “Sono sempre loro, il solito gruppo che si perpetua instancabilmente da lunghissimo tempo”, commentano alcuni addetti ai lavori a l’Attacco. “Viene poi da chiedersi se sia giusto che un presidente uscente, che è stato in Fondazione per decenni e ha terminato il secondo mandato da vertice, voglia decidere chi debba prenderne il posto”. Il legame tra Ligustro e Santigliano è antico e strettissimo: il giornalista fu componente dell’organo di indirizzo dal 2010 al 2013, anni in cui era componente anche il docente Unifg; poi, dal 2014 al 2017, Santigliano fu vicepresidente del consiglio di amministrazione; ora torna nell’organo di indirizzo con l’ambizione di assumere la presidenza, che Ligustro ha ricoperto dal 2017 ad oggi. L’autoconservazione insita nella Fondazione è stata ulteriormente agevolata dallo statuto. “Il soggetto che ha svolto due mandati consecutivi può essere nuovamente nominato dopo che sia trascorso un periodo almeno pari a tre anni”, recita oggi, una regola che favorisce i Ligustro e i Santigliano. Un’altra norma afferma: “In caso di designazione di un soggetto già presente negli organi in scadenza il requisito di età anagrafica dei 71 anni si intende riferito al momento della nomina nel primo dei due mandati consecutivi”. Ciò permette un nuovo mandato al 72enne Davide De Salvia, che fu consigliere comunale con Ciliberti negli anni 2004-2009 per la Margherita. 

Mancano dunque pochi giorni alla elezione del nuovo presidente, che avverrà da parte dei nove componenti del futuro organo di indirizzo, in carica per il periodo 2025-2029. L’organo di indirizzo è composto da nove membri residenti da almeno un anno in Capitanata, che non abbiano compiuto il settantunesimo anno di età, e designati nell’esclusivo interesse della Fondazione e assicurando la presenza del genere meno rappresentato in una maniera specifica, stabilita dallo statuto: uno dal Comune di Foggia, uno dall’amministrazione provinciale di Foggia, uno dalla Curia arcivescovile di Foggia-Bovino, uno dalla Camera di Commercio in modo da assicurare di volta in volta l’alternanza tra le diverse quattro categorie, uno dalla Università di Foggia, quattro dalla apposita Consulta della società civile convocata in seno alla Fondazione (e costituita da direttore della filiale di Foggia della Banca d’Italia, direttore generale della ASL FG, responsabile provinciale della Soprintendenza, direttore dell’Archivio di Stato, direttore della biblioteca La Magna Capitana, direttore del Museo Civico, direttore del Conservatorio musicale Umberto Giordano, direttore dell’Accademia delle Belle Arti). 

L’organo di indirizzo dura in carica quattro anni ed elegge nel proprio seno il presidente e il vicepresidente; il presidente dell’organo di indirizzo è il presidente della Fondazione. 

Nelle scorse settimane la Fondazione ha richiesto le designazioni: la Camera di commercio del presidente Pino di Carlo ha scelto il 51enne Alfonso De Pellegrino, ex consigliere comunale Pd, fino al 2013 dipendente della Provincia e poi del Gruppo Ascopiave, oggi responsabile vendite per il Sud di Hera Comm, mentre in passato è stato presidente ed amministratore unico della controllata del Comune di Foggia Amgas Blu; la sindaca di Foggia Marida Episcopo ha scelto Rosa Cicolella, docente in pensione, ex piddina poi passata ai renziani di Italia Viva; Unifg ha designato il professor Angelo Salvatore Campanozzi, afferente al dipartimento di Scienze mediche e chirurgiche, 61enne docente di Matera e direttore della Struttura di Pediatria universitaria del Policlinico Riuniti di Foggia, legato al rettore Lorenzo Lo Muzio; il presidente della Provincia Giuseppe Nobiletti ha indicato la dottoressa 66enne Giovanna Damato, ex dipendente del Comune di Foggia oggi in quiescenza, esperta di politiche sociali, giudice onoraria presso la Corte d’appello di Bari e moglie dell’ex dirigente di Comune e Provincia Micky de Finis, segretario regionale Direl (il principale sindacato della dirigenza pubblica) e persona di massima fiducia dell’europarlamentare M5S Mario Furore; il vescovo Giorgio Ferretti ha scelto il 33enne don Giulio dal Maso, il più giovane parroco di Foggia. 

Mentre la Consulta della società civile, a quanto pare su suggerimento di Ligustro, ha indicato quattro nomi: oltre a Santigliano e De Salvia si tratta della dirigente dell’istituto Notarangelo-Rosati Irene Sasso (finora componente del cda con Ligustro e col professor Gianfranco Piemontese) e del 69enne imprenditore agricolo Giovanni Franco Pedone, altro membro uscente dell’organo di indirizzo. 

Nel cda, stando ai rumors, se la linea della continuità trovasse la maggioranza andrebbero Gianfranco Piemontese e la prof Unifg Rossella Palmieri (che ha fatto finora parte dell’organo di indirizzo). 

L’immutabilità riguarda, peraltro, anche altre figure dell’organigramma della Fondazione. Il segretario generale Domenico Agriesti è in carica dal 2005, mentre il commercialista Domenico Pironti è passato da un ruolo all’altro: in Fondazione dal 2004, è stato prima vicepresidente dell’organo di indirizzo fino al 2009, poi dal 2010 al 2012 revisore dei conti, dal 2013 al 2015 presidente dei revisori dei conti, dal 2018 al 2021 di nuovo revisore e dal 2022 ad oggi presidente dei revisori.

“Come dire che da 18 anni è controllore o controllato”, analizzano i beninformati. 

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