Foggia, la Sindaca andava a farsi la tinta dal parrucchiere abusivo di via Tugini: poi chiedeva lo scontrino?

Carattere
  • Più Piccolo Piccolo Medio Grande Più Grande
  • Predefinito Helvetica Segoe Georgia Times

Avrebbe esercitato la professione senza le necessarie autorizzazioni e in tutta tranquillità per anni il parrucchiere foggiano Gianluca Lupo, fino a quando si è visto costretto ad abbassare definitivamente la saracinesca dopo che gli sarebbe stato notificato uno sfratto per morosità. Pare che il provvedimento sia stato eseguito un paio di mesi fa nel salone sito in Via Tugini dall’intervento di un ufficiale giudiziario accompagnato dagli agenti della Polizia municipale e in quella occasione sia stata anche sostituita la serratura grazie all’opera di un fabbro naturalmente autorizzato. Fin qui il caso potrebbe essere catalogato tra gli innumerevoli episodi di abusivismo che purtroppo si registrano nel settore dei parrucchieri e degli estetisti, un fenomeno molto diffuso che mette a rischio la salute dei cittadini, dequalifica la professione e sottrae lavoro a chi opera legalmente. Se non fosse che tra le clienti assidue frequentatrici del salone di Lupo pare certo ci fosse anche la Sindaca di Foggia Maria Aida Episcopo tra le tante altre signore che evidentemente non si curavano se vi fossero o meno gli opportuni permessi per lo svolgimento dell’attività. Alcuni testimoni raccontano di aver visto in più occasioni la prima cittadina accompagnata dall’autista con la macchina di servizio entrare nel salone per il restyling. 

Eppure tra le condizioni essenziali per poter esercitare l’attività di parrucchiere deve esserci proprio l’autorizzazione del Comune, che rilascia un permesso previo accertamento dei requisiti professionali, igienico-sanitari e strutturali dei locali. Il titolare o il responsabile tecnico deve avere un’apposita qualifica professionale conseguita tramite corso e esame riconosciuti dalla legge (Legge 174/2005). Tale qualifica deve essere dichiarata e visibile all’interno del salone. 

L’impresa deve inoltre risultare regolarmente iscritta alla Camera di Commercio e all’albo delle imprese artigiane, requisito necessario per il rilascio dell’autorizzazione, ed anche in questo caso sembrerebbe che il coffeur non avesse rinnovato alcuna iscrizione all’ente camerale e di rappresentanza e che operando nella totale illegalità non emettesse alcuno scontrino fiscale per le prestazioni fornite alle clienti. 

Dunque ciò che rende la vicenda sconcertante è che, nonostante l’evidente inosservanza delle regole da parte del parrucchiere abusivo, a carico del quale erano anche stati avviati accertamenti, il suo salone era frequentato da una pletora di signore della città, tra cui la stessa Sindaca, che non sembravano provare alcuno scrupolo nel rivolgersi a un’attività irregolare. 

Questa situazione mette in luce una contraddizione imbarazzante: da un lato, la prima cittadina che ha voluto l’insediamento di un assessorato alla legalità chiede e promuove controlli severi per contrastare l’abusivismo, oltre a mostrarsi inflessibile paladina dell’osservanza delle regole tout court; dall’altro, si rivolge a un esercizio che ha violato apertamente le norme, alimentando così un sistema che danneggia la legalità e la sicurezza dei cittadini. 

Data tale condotta diventa davvero difficile che la Sindaca Episcopo possa traghettare Foggia tra i comuni virtuosi nella lotta contro l'abusivismo nel settore dei parrucchieri e dell'estetica a cui la CNA provinciale assegna il premio annuale “Forbici d’Oro”. Sei sono stati i Comuni premiati quest’anno con una cerimonia che si è svolta nel marzo scorso a Palazzo Dogana e sono Bovino, Castelluccio Valmaggiore, Rignano, Ischitella, San Marco La Catola e Castelnuovo della Daunia, dove il rapporto tra legalità e comunità è considerato eccellente. 

Questa iniziativa si inserisce in un più ampio processo partecipativo promosso dalla CNA per una proposta di legge regionale che mira a contrastare l’esercizio abusivo delle professioni di acconciatore ed estetista, attività che in provincia di Foggia vede la presenza di circa 799 abusivi, con numeri particolarmente elevati a Foggia città e Cerignola. La CNA sottolinea come l’abusivismo non solo sottragga lavoro a chi opera nella legalità, ma metta a rischio la salute dei cittadini e dequalifichi la professione. 

Contestualmente alle "Forbici d’Oro" sono state assegnate anche le "Forbici Nere" a quei comuni dove l’abusivismo è più diffuso, come Cerignola e alcune località come le Isole Tremiti e Motta Montecorvino. 

L’obiettivo della CNA è promuovere la cultura della legalità, incentivare l’affitto di poltrona per i praticanti in saloni regolari e spingere i Comuni a politiche attive contro l’abusivismo, in attesa dell’approvazione della legge regionale che regolamenterà ulteriormente il settore. 

   banner whatsapp canale 700

 

testatina dillo al direttore WEB

 

Migliora la tua esperienza: installa la nostra app ora!

Ottieni accesso immediato alla nostra app installandola sul tuo dispositivo iOS!
È sufficiente toccare il pulsante Share (condividi) in basso allo schermo,
poi selezionare Add to Home Screen (Aggiungi alla schermata Home).
Segui le istruzioni per aggiungere l'icona della nostra app alla schermata Home per un accesso rapido e facile.
Goditi una navigazione senza interruzioni e rimani connesso ovunque tu vada!

× Installa l'app Web
Mobile Phone
Offline: nessuna connessione Internet
Offline: nessuna connessione Internet