Foggia si è svegliata con 165 posti in meno nel suo luogo simbolo, il teatro Umberto Giordano. Quello che rappresenta uno dei contenitori culturali più belli e importanti di tutta la Puglia è vittima di una vicenda che ha del clamoroso: dopo la scadenza, ormai da oltre un anno, del certificato prevenzione incendi, si è tirato a campare a Palazzo di città pur sapendo che in qualunque momento avrebbe potuto esserci un sopralluogo dei vigili del fuoco. E così è stato: nei giorni scorsi il controllo c’è stato e al suo esito, alla luce dell’assenza del rinnovo del certificato, la capienza è stata tagliata da 485 posti a 320, oltre alla prescrizione da parte degli stessi vigili del fuoco della necessità della loro presenza in occasione di ogni spettacolo che si terrà presso il teatro Giordano, affiancati pure da diversi steward. Un teatro di fatto molto depotenziato, che ha rischiato la chiusura a detta dei beninformati visto il lungo inadempimento. La soluzione di compromesso, se così si può dire, è stata la riduzione della capienza con presenza di vigili del fuoco e steward. Insomma, si va verso una fase – che rischia di durare non poco, considerati i lunghi tempi burocratici che potrebbero valerci per sistemare la situazione – in cui il Comune avrà più costi legati all’uso del teatro e meno ricavi, visto che saltano sia la terza fila che i posti del loggione.
Le ripercussioni inevitabilmente non potranno che riverberarsi sui prossimi appuntamenti in programma, dalla stagione di prosa ai tre eventi del Giordano in jazz tra novembre e dicembre, per il quale è peraltro già partita la vendita di biglietti e abbonamenti online. Ora c’è chi immagina che proprio questo scivolone imperdonabile possa esser stato la causa del rinvio della conferenza stampa di presentazione della stagione di prosa, che era stata organizzata per lunedì scorso dall’amministrazione comunale insieme a Puglia Culture e che è stata poi annullata senza motivazioni, per svolgersi nei prossimi giorni.
Il malumore, negli stessi ambienti interni all’ente municipale, è palese. “Quanto è accaduto dà l'idea di come l'amministrazione consideri il teatro Giordano: non il secondo teatro storico più importante della regione ma una sala parrocchiale”, commentano alcuni addetti ai lavori a l’Attacco. “Le manutenzioni non sono state mai fatte dopo gli anni dell’amministrazione Landella, c’è da ricordare che il teatro Giordano restò praticamente chiuso durante gli oltre due anni con la commissione. Il concerto di Pat Metheny fu l’unico evento di rilievo dopo il 2021. Cerignola riapre il suo teatro Mercadante e noi siamo in queste condizioni. E’ avvilente, dà il senso di questa amministrazione”.
Chi è già andata su tutte le furie è la maestra Gianna Fratta, che con Dino De Palma aveva già venduto tutto i biglietti degli spettacoli della loro rassegna Musica Civica, che dopo l’inizio da tutto esaurito proseguirà il 26 ottobre per concludersi il 21 dicembre. Per loro il danno è stato notevole, perché l’associazione aveva redatto un conto economico pensando ai 485 posti del Giordano e deciso di spendere per il cachet degli artisti in cartellone sulla base di quella capienza.
Ci sarà qualche ammissione di responsabilità almeno stavolta in Comune? A livello dirigenziale della cultura si è occupato negli scorsi anni il capo di gabinetto Giuseppe Marchitelli tranne che per la parentesi legata alla dirigente Silvia Siciliano, dimessasi a febbraio scorso. Ora, da settembre scorso, c’è il neo dirigente Pio D’Errico.
Chi aveva da lungo tempo sollevato l’allarme sul teatro Giordano è il consigliere di minoranza Giuseppe Mainiero, che aveva presentato un’interrogazione. “E anche il Teatro Umberto Giordano ce lo siamo quasi giocato”, ha commentato nelle scorse ore. “A far data dal 24 ottobre riduzione della capienza a 300 posti. Una riduzione a seguito della mancata agibilità per il sistema anti incendio. Altro capolavoro del super - ma proprio super - mega galattico assessore Giuseppe Galasso che non ne riesce ad azzeccare una nemmeno per sbaglio. Circa un anno e mezzo fa feci una interrogazione sul mancato rinnovo delle certificazioni di diversi impianti anti incendio, ora dopo la comunicazione della commissione hanno avviato l'iter della SCIA. Siamo alle solite, probabilmente vorrà inventarsi una nuova convenzione per darlo a qualche privato a 1.000 euro al mese perché ci costa troppo”, il riferimento velenoso all’affidamento contestato e di dubbia legittimità dello stadio Zaccheria al club candelese Heraclea, altra vicenda al centro delle polemiche nelle ultime settimane. Cosa abbiamo fatto per meritarci tutto questo? Avete votato il campo largo, che andrebbe chiamato più correttamente campo santo…”.
How to resolve AdBlock issue?


(condividi) in basso allo schermo,
(Aggiungi alla schermata Home).