A poche settimane dall’avvio dell’indagine sulla Sindaca di San Severo, Lidya Colangelo, per il mancato rinnovo del Nucleo di valutazione comunale, sul territorio foggiano si sarebbe aperto un nuovo fronte di attenzione da parte degli ispettori della Presidenza del Consiglio dei ministri. Questa volta, al centro delle verifiche sarebbe finita la procedura di mobilità bandita dalla Provincia di Foggia lo scorso settembre per la copertura di un posto da funzionario giuridico-amministrativo. Un avviso che, secondo quanto emerso, sarebbe stato pubblicato nonostante l’assenza dell’approvazione del rendiconto 2024, condizione necessaria per procedere a nuove assunzioni o mobilità. La richiesta di chiarimenti da parte degli ispettori sarebbe giunta dopo una serie di denunce e lettere inoltrate sia alla Presidenza del Consiglio dei ministri sia al Ministero dell’Economia e delle Finanze. Le segnalazioni avrebbero evidenziato la possibile violazione dell’articolo 9, comma 1-quinquies, del decreto-legge numero 113 del 2016, norma che vieta agli enti locali privi di rendiconto approvato di procedere ad assunzioni di personale, compresi i trasferimenti tramite mobilità, equiparati giuridicamente a nuove assunzioni. In presenza di tale irregolarità, gli ispettori avrebbero invitato la Provincia, guidata dal presidente Giuseppe Nobiletti, a motivare formalmente le ragioni che hanno portato alla pubblicazione dell’avviso. Sulla procedura, l’Attacco aveva già riportato nei giorni precedenti alcune indiscrezioni riguardanti la possibile esistenza di un vantaggio, percepito o presunto, nei confronti della presidente del Consiglio comunale di San Severo, Rosa Caposiena. La vicenda che la riguarda è attualmente legata a diffide legali e alla pronuncia Anac numero 501 del 23 ottobre 2024, che ha fatto luce su presunte dichiarazioni non veritiere in merito al doppio incarico ricoperto contemporaneamente come consigliere comunale a San Severo e dirigente della polizia locale a Troia.
Il caso rimane oggetto di attenzione anche da parte della Corte dei conti, che starebbe già analizzando i compensi percepiti dalla stessa Caposiena per il ruolo dirigenziale nel Comune di Troia. Secondo gli ispettori, la prosecuzione dell’iter di mobilità in mancanza delle condizioni di legge potrebbe comportare la necessità di revocare l’intero bando, con il rischio, per l’amministrazione provinciale, di esporsi anche a un possibile danno erariale.
Tale danno emergerebbe nell’eventualità di una successiva stipulazione del contratto di lavoro con il vincitore o la vincitrice della procedura, portando la vicenda direttamente all’attenzione della Procura della Corte dei conti competente. Un rischio che gli stessi ispettori avrebbero segnalato con particolare evidenza, sottolineando la necessità per la Provincia di evitare atti che potrebbero avere ripercussioni sia finanziarie sia amministrative.
Parallelamente, mentre si intensificano le verifiche sul bando provinciale, qualcosa si muove anche sul fronte sanseverese. A seguito degli articoli pubblicati da l’Attacco e delle contestazioni sollevate sul mancato rinnovo del Nucleo di valutazione - organo indispensabile per la programmazione degli obiettivi e la misurazione delle performance amministrative - l’iter di nomina sarebbe stato finalmente riattivato.
La Sindaca Colangelo avrebbe infatti convocato i candidati per i colloqui nei primi giorni di novembre, ponendo fine a una situazione di stallo che vedeva il Nucleo scaduto dal dicembre 2024 e mai rinnovato.
Gli ispettori della Presidenza del Consiglio avrebbero comunque trasmesso alla Corte dei conti anche la parte relativa alle presunte omissioni attribuite alla Sindaca, ritenendo che la mancata tempestività nel procedere al rinnovo del Nucleo possa aver inciso negativamente sul corretto funzionamento della macchina amministrativa comunale. Ora resta da capire se anche la Provincia di Foggia sarà ufficialmente segnalata alla magistratura contabile e ordinaria per la violazione delle norme che vietano assunzioni e mobilità in assenza di un rendiconto approvato.
Gli scenari possibili includono la sospensione o la revoca del bando, così come ulteriori approfondimenti ispettivi sull’intera procedura. Il quesito che si pone, in conclusione, riguarda la volontà dell’amministrazione provinciale di portare avanti l’avviso nonostante i rilievi formali e i rischi segnalati. Chi, all’interno dell’ente, sarebbe disposto a sostenere l’onere di una scelta che potrebbe avere ripercussioni giudiziarie rilevanti?
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