Sin da quando, a inizio 2024, cominciò effettivamente il cammino dell’amministrazione Episcopo a Foggia le beghe e polemiche interne furono sempre messe a tacere dall’attesa impaziente delle elezioni regionali del 2025. Prima del voto, si diceva, nulla sarebbe cambiato nella composizione dell’esecutivo cittadino, con la sindaca chiamata a resistere alle sollecitazioni e richieste di un rimpasto avanzate da più parti. Ora che le urne sono state finalmente archiviate in tanti sono ripartiti alla carica, pressando affinchè si metta mano ad un rinnovamento di una giunta che, in verità, al di là delle pretese partitiche e civiche, non ha mai brillato. Se nemmeno il “super assessore” Pino Galasso, titolare di lavori pubblici ed urbanistica, è apparso un caposaldo a Palazzo di città è tutto dire. Ma l’ingegnere barese, pur dopo tanti intoppi ed errori nell’Area tecnica, è anzi sempre più intoccabile dal momento che rappresenta la persona più vicina al neo presidente della Regione Antonio Decaro. Due postazioni dallo scorso anno a rischio sono quelle di Tempi Nuovi, ovvero gli assessorati del commercialista Lorenzo Frattarolo e dell’avvocata Daniela Patano, considerati da altre forze del campo largo eccessivi e causa di squilibrio rispetto al resto della maggioranza. Episcopo ha sempre protetto e difeso i propri assessori ma dopo il responso dei seggi i due di Tempi Nuovi si ritrovano ulteriormente indeboliti per via del flop del proprio mentore politico Sergio Clemente, artefice della lista civica. Dopo diverse consiliature a Bari, Clemente si è ritrovato fuori dai giochi: troppo poche le 4.089 preferenze ottenute e troppo sfigata la lista. Come era stato anticipato ampiamente, la lista Avanti Popolari con Decaro, messa in piedi dall’ex assessore regionale Gianni Stea, era data sotto il 4% e così è stato. La soglia di sbarramento non è stata superata, il seggio non è scattato e ad ogni modo, con appena 4mila consensi (di cui solo 2.024 nella città capoluogo), anche qualora fosse riuscito a restare candidato nella più ambita Per la Puglia, Clemente non ce l’avrebbe fatta. Ecco perché oggi in tanti, nella maggioranza di Episcopo, stanno puntando con forza alla rimozione delle pedine di Tempi Nuovi.
I socialisti del consigliere Mino Di Chiara in primis, ovvero coloro che da sempre si lamentano quotidianamente con la sindaca e minacciano di non votare in aula. In questo caso l’effetto delle urne regionali è stato duplice. In un primo momento l’avvocato e candidato socialista Giulio Scapato, ex eletto comunale, aiutato dagli amici a cominciare dal leader di Socialismo Dauno Pino Lonigro, ha potuto festeggiare l’ingresso in consiglio regionale grazie al secondo posto nella lista Decaro Presidente, con 3.929 preferenze totali di cui 2.254 nel capoluogo. Poi, però, si è diffuso il timore di effetti, sfavorevoli a Foggia, derivanti dalle verifiche della Corte d’appello di Bari, coi rumors relativi ai seggi di Scapato e del leghista Napoleone Cera.
“Non sono un giurista ma per la mia lunga esperienza politica ritengo che sia corretto quanto è stato pubblicato dal Ministero”, dice a l’Attacco l’ex consigliere regionale Lonigro. “Non perderemo i due seggi a Foggia, a meno che non escano numeri diversi dalla verifica dei verbali delle 652 sezioni di Capitanata. La legge elettorale è questa ed è in vigore ormai da 10 anni, nessuno ha mai sollevato la questione della sua incostituzionalità. Detto questo, da tempo si era detto che dopo le elezioni regionali sarebbe stato il caso di fermarsi e fare il punto sullo stato di salute, una verifica sulle attività svolte da questa amministrazione comunale. Se avverrà prima o dopo Natale non saprei. Peraltro, com’è noto, ci sono stati spostamenti dalla maggioranza all’opposizione (Cataneo, ndr), dalla minoranza alla maggioranza (De Sabato, ndr), alcuni eletti che hanno lasciato i gruppi di provenienza. Tutto questo può suggerire alla sindaca l’opportunità di fare aggiustamenti, delle correzioni. Ci sono problemi legati ad un po’ di malessere, vanno sicuramente affrontati per evitare che scoppino definitivamente. Io penso che qualche correzione al governo cittadino andrebbe fatta per amministrare più speditamente e aggredire meglio le questioni”.
Tempi Nuovi ha oggi come consigliere il solo Frattulino, perché Antonello Di Paola passa con Nobiletti di cui è alleato in Provincia. E siccome la lista Decaro Presidente è stata costruita di fatto da Nobiletti c’è chi pensa che ora Di Chiara potrebbe fare gruppo con Di Paola. “Non può essere premiato chi è stato penalizzato alle urne e non ha più il consigliere regionale”, dicono alcuni addetti ai lavori a l’Attacco. “Non se ne parla proprio di lasciare due assessori a Tempi Nuovi”.
“Dalle urne è emersa una geografia nuova. I civici emilianisti, passati mesi fa da quattro consiglieri a tre avendo perso Mancini, ora si ritrovano alla deriva. CON non esiste più a livello regionale, il loro referente Cusmai non è stato eletto. Anche ai loro danni le cose potrebbero essere riviste, per quanto la sindaca proverà a lasciare tutto com’è. I più a rischio sono proprio gli assessori di CON e Tempi Nuovi”, analizzano altri beninformati.
“Quanto al M5S c’è da chiedersi se vorranno confermare le attuali assessore Mendolicchio e Aprile. L’ipotesi più realistica è che possa esserci, comunque, al massimo un rimpasto e non un azzeramento della giunta, perché il Pd non rinuncerà mai a Davide Emanuele e Alice Amatore. Anzi, essendosi rafforzati, i dem potrebbero chiedere un altro assessore”.
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