Sono state accolte dalla giudice del Tribunale di Foggia, la gup Cecilia Massarelli, le tre costituzioni di parte civile, nell’unificato procedimento relativo ad Amiu Puglia spa e alla gara del cimitero, da parte del Comune capoluogo, del WWF Foggia e di Ediltur srl, l’impresa edile foggiana esclusa dalla procedura per l’appalto del cimitero.
Rigettate le eccezioni proposte soprattutto dall’avvocato Mario Ciarambino, difensore del dirigente comunale Paolo Affatato; mentre sono state interamente recepite dalla giudice, nella propria ordinanza di ammissione, le argomentazioni giuridiche dell’avvocato Michele Vaira, legale sia del WWF che di Ediltur. È stata inoltre autorizzata la citazione del Comune come responsabile civile per i presunti reati commessi dai propri dipendenti per entrambe le questioni.
La decisione sui rinvii a giudizio è slittata al 22 gennaio prossimo. Rispetto al filone relativo all’aggiudicazione del maxi appalto del 2023 di quasi 18,5 milioni di euro per la gestione del cimitero comunale, gli imputati sono quattro: il dirigente sovraordinato barese Domenico Lomazzo (nominato dalla Prefettura e tuttora presente in Comune); il dirigente comunale Paolo Affatato (che era ai lavori pubblici/patrimonio/appalti e contratti, mentre oggi è alle attività produttive); la funzionaria comunale dell’Area tecnica Paola Russo; l’imprenditore foggiano Giuseppe Scommegna.
Nel secondo filone su Amiu Puglia spa, la società in house del servizio di igiene urbana, gli imputati sono: l’allora dirigente comunale Concetta Zuccarino, apricenese; il dg Amiu Antonello Antonicelli; il dirigente comunale del Servizio ambiente Saverio Pio Longo, sangiovannese; il funzionario comunale Giovanni Sorbo; l’altamurana Maria Rosaria Mangiatordi, referente del consorzio Conai.
Il Comune di Foggia nel 2023, quand’era retto dai commissari straordinari in seguito allo scioglimento per mafia, rinnovò per altri nove anni, e per ben 203 milioni di euro, il contratto inerente al servizio di igiene urbana in favore della partecipata barese. Per Guardia di Finanza e Procura daunia sarebbe stato “truccato” l’affidamento in house, con accuse a vario titolo di turbata libertà del procedimento di scelta del contraente e falso.
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