Nonostante la prudenza sul singolo regalo, la spesa complessiva dedicata alle “strenne” raggiungerà i 10,1 miliardi di euro, il livello più alto dal 2020. Aumenta anche la quota di chi farà regali: l’81,5% degli italiani, in crescita rispetto al 79,9% dello scorso Natale. Diminuiscono invece coloro che prevedono festività “dimesse” (dal 77,1% al 72,7%), mentre cresce la percentuale di chi affronta con piacere le spese natalizie, salita dal 44,4% al 47,8%. Il “cauto ottimismo” espresso dal presidente nazionale di Confcommercio Carlo Sangalli è condiviso anche nel capoluogo daunio? I negozi semivuoti visti martedì sera, a sole due settimane dal Natale, non apparivano incoraggianti. Poteva e può forse l’amministrazione comunale fare meglio per rendere più bella e accattivante la città, stimolando maggiormente i consumi anche dei “forestieri”? Non è mancato chi, nostalgicamente e polemicamente, ha ripescato le immagini del Natale landelliano di alcuni anni fa, che appariva forse più glamour. Anche la saggia scelta del divieto dei falò dell’Immacolata ha provocato mugugni e reazioni contrarie. Mentre gli ambientalisti hanno plaudito alla decisione di Palazzo di città, dopo le parole dell’assessora all’ambiente Lucia Aprile, che ha parlato di città “avvelenata” dai roghi, il consigliere comunale di minoranza Nunzio Angiola, segretario provinciale di Cambia, ha parlato di “scelta di chi non sa governare”. “Leggo le dichiarazioni dell’assessora Aprile e resto basito. Si arriva persino a dire che “si avvelena la città”. Ma davvero? È questo il livello del dibattito? I falò dell’Immacolata non sono un atto criminale: sono tradizioni secolari, radicate nei quartieri e nella memoria di Foggia. Il problema non è il falò: sono gli abusi, l’assenza di controlli, la mancata programmazione. E questi sono responsabilità di chi governa, non della tradizione. Si potevano fare aree autorizzate, materiali sicuri, vigilanza, coinvolgimento delle associazioni. Invece si è preferito spegnere tutto: spegnere la tradizione, spegnere l’identità, spegnere il senso di comunità”. “Dopo il pienone dell’8 dicembre era anche prevedibile che il giorno dopo sarebbe stato tranquillo”, commenta un imprenditore a l’Attacco. “La gente arranca tutta, se esce il giorno prima e spende qualcosa quello seguente se ne resta a casa”. “Che fine hanno fatto le luci che negli scorsi anni addobbavano gli alberi di corso Giannone? Per via Lanza non è stato fatto niente, si sono dedicati come Comune solo a corso Emanuele e con quali costi…Queste luminarie di adesso non valgono tanto. Quando l’ente era in predissesto finanziario e alle prese col piano di rientro si faceva molto di più per il Natale”, dice un foggiano a l’Attacco.
Una novità interessante è connessa al tentativo di recupero delle borgate, operato dall’assessorato alle attività produttive di Lorenzo Frattarolo. Riuscirà ad attirare il favore dei foggiani e di altri visitatori di Capitanata il programma Natale al Borgo (organizzato dalla PugliaIdea di Ester Fracasso con diversi grandi sponsor privati), che mira ad animare Borgo Incoronata, dove vive un migliaio di persone? Lo si capirà nella tre giorni dal 22 al 24 dicembre, quando ci saranno enogastronomia, musica dal vivo, video mapping artistici, giochi vintage per bambini, spettacoli e attività diffuse. “La vigilia a Foggia è ormai movida, non si torna indietro”, osserva un addetto ai lavori a l’Attacco. “È amatissima dai giovani ma tanto rumore e confusione non piacciono a tutti, ad esempio alle famiglie con bambini e a chi vorrebbe un’atmosfera più serena. Borgo Incoronata può rappresentare una alternativa per le famiglie. La piazza è molto bella, quando si chiude l’accesso ai veicoli diventa un’area di pace e luci”. Ciò che mette tutti d’accordo è la magia del Giordano in jazz ideato e coordinato dal dirigente finanziario Carlo Dicesare, che sta regalando intense emozioni con la musica e il videomapping, capaci di richiamare persone dal resto della provincia in luoghi simbolo come il teatro Giordano e la cattedrale. E così anche martedì sera erano diversi coloro che, armati di smartphone e meraviglia, instagrammavano le immagini e i suoni del videomapping sulla facciata della basilica cattedrale, intitolato “I Sette Veli: fede, storia comunità”. In collaborazione con l’Arcidiocesi di Foggia-Bovino, la maestosa facciata si trasforma in questi giorni di festa in un palcoscenico di luce e narrazione. Attraverso una spettacolare proiezione vengono raccontati la storia della Madonna dei Sette Veli, patrona della città, e le origini della comunità foggiana. Suggestiva anche la proiezione artistica sulla facciata del teatro Umberto Giordano, “Christmas Vibes”. Uno spettacolo di luci e immagini, accompagnato dalle note immortali dei grandi interpreti del jazz internazionale. Quanto alla musica, dopo Keyon Harrold e la fantastica pianista giapponese Hiromi, anche il terzo appuntamento del Giordano in jazz winter edition, quello con la cantante londinese Emma Smith di martedì sera, ha donato un’allure internazionale e sofisticata alla città e suscitato l’apprezzamento del pubblico. Ora l’attesa è per lo speciale appuntamento di venerdì, col concerto gratuito delle ore 21.00 di Bill Laurance e Michael League Plays Music (nell’unica data italiana) in cattedrale di Foggia, grazie alla collaborazione con l'Arcidiocesi.
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