Il Liceo Volta usa bastone e carota: termosifoni in blocco dopo il ponte, picchetto studenti e nota in condotta

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Si è conclusa ieri mattina, nell’Aula Magna del Liceo scientifico Alessandro Volta di Foggia, l’iniziativa Natale Solidale 2025, un percorso che ha coinvolto studenti, famiglie e personale scolastico in una raccolta di beni destinati alle persone senza fissa dimora, alle famiglie in difficoltà e ai bambini delle case-famiglia della città e del Campo Rom di Borgo Arpinova. Un progetto promosso in collaborazione con l’Istituto comprensivo San Pio X – Bovio e sostenuto dall’Arcidiocesi di Foggia-Bovino, dalla Caritas Diocesana, dalla Comunità di Sant’Egidio e dal Csv Foggia, che ha rappresentato il momento conclusivo di un cammino di educazione alla solidarietà e alla cittadinanza attiva. Ancora una volta, il liceo di Via Martiri di Via Fani ha confermato il proprio ruolo di scuola di riferimento per il territorio, non solo per la qualità dell’offerta formativa, ma anche per la capacità di trasmettere valori di inclusione, responsabilità e attenzione verso chi vive situazioni di fragilità. Proprio questa immagine di comunità educativa coesa rende ancora più significativo un episodio che si era verificato nei giorni precedenti, il 9 dicembre, e che ha acceso il dibattito all’interno dell’istituto. Dopo la pausa per l’Immacolata, domenica 7 e lunedì 8 dicembre, al rientro a scuola alcuni studenti avevano segnalato il malfunzionamento dei termosifoni in diverse aule. In particolare, un centinaio di alunni appartenenti a quattro o cinque classi degli ultimi anni aveva manifestato disagio per le basse temperature e chiesto un’assemblea dei rappresentanti degli studenti per decidere come comportarsi. “Faceva freddo e non avevamo informazioni chiare su quanto sarebbe durato il problema”, racconta uno degli studenti coinvolti. 

“L’idea era capire se ci fossero le condizioni per continuare regolarmente le lezioni o se fosse il caso di uscire prima”. Secondo quanto ricostruito da una fonte interna alla scuola e riferito a l’Attacco, i rappresentanti degli studenti si erano però espressi in modo contrario a forme di protesta spontanea. “I rappresentanti avevano invitato alla calma”, spiega la fonte. “Sapevano che la scuola si stava già muovendo per risolvere il guasto e avevano suggerito di attendere comunicazioni ufficiali”. 

Nonostante questo, una parte degli studenti ha deciso di radunarsi all’esterno dell’istituto, chiedendo che le lezioni terminassero in anticipo. “Non volevamo creare disordini”, sottolinea una studentessa. “Pensavamo fosse una protesta pacifica per segnalare un problema reale”. Quello che però molti non sapevano è che, nel frattempo, la dirigenza scolastica aveva già contattato un tecnico incaricato dalla Provincia, che era intervenuto rapidamente riuscendo a risolvere il problema dell’impianto di riscaldamento. “Mentre gli studenti erano fuori a protestare, il guasto era di fatto già stato sistemato”, conferma la fonte de l’Attacco. “La scuola aveva agito con tempestività, ma probabilmente la comunicazione non è arrivata subito a tutti”. 

Una volta chiarita la situazione, gli studenti sono rientrati in classe e le lezioni sono riprese regolarmente. A seguito dell’episodio, la dirigente scolastica Ida La Salandra ha deciso di apporre una nota di classe alle sezioni coinvolte. Una scelta che, secondo la ricostruzione interna, è stata improntata alla moderazione. “La dirigente è stata tutt’altro che punitiva”, spiega la fonte. “Non si è parlato di interruzione di pubblico servizio, ma si è semplicemente descritto l’accaduto, richiamando i ragazzi al rispetto delle regole e dei canali di confronto”. 

Anche tra gli studenti, a distanza di giorni, prevale una lettura più riflessiva di quanto accaduto. “Col senno di poi, forse avremmo dovuto aspettare”, ammette un alunno. “Non c’era la volontà di sfidare la scuola, ma solo il timore di restare al freddo per tutta la mattinata”. L’episodio, pur con le sue criticità, si inserisce così in un contesto scolastico che continua a dimostrarsi solido e attento, capace di gestire momenti di tensione senza perdere di vista la propria funzione educativa. La giornata di ieri, con la consegna dei beni raccolti per il Natale Solidale, sembra in questo senso ricomporre il quadro, restituendo l’immagine di una comunità scolastica che, tra dialogo e regole, riesce a trasformare anche gli attriti in occasioni di crescita. 

Un segnale che conferma il Liceo Volta come una delle realtà più autorevoli del panorama educativo foggiano, capace di educare non solo allo studio, ma anche alla responsabilità e al confronto civile.  

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