Possono volerci ben due anni per passare dalla proposta di aggiudicazione all’esclusione dell’operatore economico per assenza di un requisito essenziale? Al Comune di Foggia sì: è quanto è successo rispetto al mega appalto di quasi 18,5 milioni di euro per la gestione del cimitero comunale, per il quale si va avanti in regime di prorogatio. La questione era stata sollevata a metà dicembre scorso da l’Attacco: dopo i due articoli pubblicati e l’intervento dell’avvocato dell’altro operatore economico che aveva partecipato, Ediltur srl, il 30 dicembre finalmente è stata pubblicata la determina con cui il dirigente Tullio Daniele Mendolicchio ha disposto di escludere l’RTI (raggruppamento temporaneo di imprese) costituendo CTM srl-Edilver srl dalla procedura aperta per la progettazione esecutiva, per l’affidamento della concessione dei servizi e dei lavori di costruzione di loculi nel cimitero comunale e della connessa gestione, per la durata di 11 anni. Questo a causa del mancato possesso, da parte della foggiana CTM dei soci Gianni Trisciuoglio e Marco Insalata (i concessionari uscenti, attivi in proroga tramite la loro PFC srl), del requisito obbligatorio di ordine generale ovvero iscrizione nella pertinente sezione della White List (“servizi funerari e cimiteriali”).
Mendolicchio spiega cosa sia accaduto. Gli atti della gara erano fermi al lontano 29 dicembre 2023, quando la commissione giudicatrice, in seduta pubblica, aveva proposto l’aggiudicazione in favore dell’unico operatore economico in gara, una vicenda che è ora oggetto del processo penale presso il Tribunale di Foggia con la decisione sui rinvii a giudizio attesa per il 22 gennaio prossimo. L’RTP aveva dichiarato, a settembre 2023, di partecipare alla procedura con CTM srl quale mandataria-capogruppo in quota al 95% ed incaricata delle lavorazioni per la categoria OG1 e dei servizi cimiteriali, mentre Edilver srl mandante in quota al 5% ed incaricata delle lavorazioni per la categoria OG1. Il problema rispetto all’aggiudicazione è sorto quando gli uffici di Palazzo di città hanno appurato che CTM srl “risulta iscritto in diversa sezione della White List (“nolo a freddo di macchinari”) della Prefettura di Foggia e, pertanto, risulta carente del requisito di ordine generale rispetto ai servizi funerari e cimiteriali, con l’effetto di esclusione dalla procedura.
“Quanto asserito da CTM srl con nota del 5 dicembre 2025, costituente soggettiva e non condivisibile interpretazione dell'articolo 1, comma 52-bis, legge 190/2012, è contraria alla ratio della normativa antimafia e superata dalla giurisprudenza del Consiglio di Stato che richiede una corrispondenza tra l'attività da eseguire e la sezione di iscrizione per la stipula di contratti relativi ad attività rientranti nell'elenco di cui al comma 53 della legge 190/2012”, scrive Mendolicchio. “La mancata iscrizione nella specifica sezione della White List, quale requisito di ordine generale che deve essere rilevata in ogni fase della procedura, costituisce causa di esclusione obbligatoria, non sanabile. La suddivisione in sezioni dell'elenco non è un mero formalismo ma risponde alla precisa finalità di consentire alle Prefetture di effettuare controlli antimafia mirati e differenziati in base alle peculiari vulnerabilità di ciascun settore economico. I rischi di infiltrazione criminale nei 'servizi cimiteriali' sono intrinsecamente diversi da quelli del 'nolo a freddo di macchinari'. Un'interpretazione diversa, come quella proposta dalla società CTM srl finirebbe per svuotare di significato tale sistema di prevenzione avanzata, rendendo la verifica antimafia generica e non più specifica, in palese contrasto con la volontà del legislatore”, continua il dirigente comunale.
“La sentenza del TAR Lazio del 2020, invocata dalla società CTM, propone una lettura 'sistemica' che tuttavia non può spingersi fino a negare la volontà del legislatore di creare elenchi distinti. La più recente e consolidata giurisprudenza del Consiglio di Stato, menzionata nella sentenza n. 9664/2024, organo di ultima istanza della giustizia amministrativa, ha invece chiarito che la corretta interpretazione sistemica impone una corrispondenza puntuale tra l'attività oggetto di appalto e la sezione di iscrizione, utilizzando il termine “apposito registro” per fugare ogni dubbio sulla necessità di tale specificità”. Ecco perché, a detta del Comune capoluogo, “l'interpretazione della legge proposta dalla società è infondata”.
Dello stesso avviso è stata l’Avvocatura Civica – guidata dalla dirigente Maria Antonucci, che nel proprio parere del 19 dicembre scorso ha confermato come la mancanza di tale requisito “integra una causa di esclusione obbligatoria e automatica”.
L’esclusione di CTM-Edilver è avvenuta, dopo un biennio di impasse e proroghe, a distanza di pochi giorni dagli articoli de l’Attacco del 16-17 dicembre e dalle azioni compiute, per far luce sulla mancata aggiudicazione, dalla difesa di Ediltur, ovvero dal noto avvocato Michele Vaira: richiesta di accesso agli atti, successiva lettera inviata alla Corte dei conti e alla Prefettura, richiesta di sequestro dei documenti mandata alla Procura della Repubblica. Resta il fatto surreale che nel frattempo sono trascorsi due anni, due anni in cui il servizio è stato affidato agli stessi imprenditori, sia pur nelle vesti di una diversa società (PFC srl anziché CTM srl). Laconico, ora, il commento a l’Attacco dell’avvocato Vaira: “Non sono affatto convinto che la decisione del Comune sia giuridicamente fondata. Anzi, ritengo che vi sia l’elevata possibilità di un importante contenzioso con forte rischio di soccombenza per l’ente. Ciò che è inammissibile è che una valutazione del genere avvenga due anni dopo la fine della gara. Sono attività che normalmente dovrebbero essere concluse entro due settimane al massimo. E’ l’ennesimo esempio dei disastri compiuti dalla gestione commissariale della città”.
Parole che fanno comprendere come sia ritenuto dagli addetti ai lavori estremamente probabile, se non certo, il ricorso al TAR da parte di CTM contro l’esclusione, un contenzioso che avrebbe un valore di svariati milioni di euro.
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