Era luglio 2024 quando la sindaca di Foggia Marida Episcopo garantì a l’Attacco che la sua amministrazione sarebbe intervenuta rispetto ai casi di beni pubblici occupati senza (più) titolo, ovvero in concessione a privati e che restano loro affidati nonostante le convenzioni sia scadute da molti anni ormai, spesso con contratti disattesi e somme mai versate all’ente proprietario, ovvero Palazzo di città. Casi emblematici sono quelli, a lungo trattati su queste colonne, di Assori e Parcocittà. Episcopo rispose declinando al futuro gli interventi in materia di regolarizzazione delle concessioni e dei nuovi bandi (già pronti dal 2021 per ambedue le situazioni e fermi da allora nei cassetti comunali). “Siamo impegnati in un’opera di ricognizione di tutti spazi e i beni di proprietà del Comune, sportivi e culturali”, le parole della prima cittadina. “Il lavoro compete ed è stato avviato dalla direzione del Servizio patrimonio dell’ente che sta procedendo ad elaborare una mappatura del patrimonio mobiliare e immobiliare con le effettive assegnazioni e procederemo in direzione di una legittimazione delle assegnazioni che io mi impegno a garantire, Parcocittà non sfugge a questa logica. Lo stesso vale anche per lo stadio Zaccheria e per l’Assori”. Dopo quasi due anni nulla però è cambiato: per Assori a mettersi di traverso e ostacolare ogni iniziativa è stato l’assessore Giulio De Santis (da tempo vicino ai Mastrangelo), mentre su Parcocittà (i cui gestori sono legati all’assessora alla cultura Alice Amatore) non si è mai nemmeno partiti. Si è invece ora deciso di agire rispetto alle occupazioni presenti presso l’ex scuola Manzoni di via Petrucci, nel rione Candelaro, dove il Comune ha da poco trasferito la sede dell’Assessorato ai Servizi sociali. Fu ristrutturata ai tempi dell’amministrazione Landella coi fondi del programma ministeriale “Da periferia a periferia” per farne un centro polifunzionale. In parte il luogo fu destinato alle associazioni. L’ente è proprietario dell’immobile, incluso nel patrimonio comunale ed attualmente non utilizzato per fini istituzionali diretti continuativi, è stato spiegato il 14 gennaio scorso durante la seduta di giunta.
“Presso tale immobile risultano presenti, da tempo, associazioni, onlus, organizzazioni di volontariato e ulteriori soggetti operanti nel campo sociale, con utilizzo di spazi per attività rivolte alla collettività. A seguito di ripetuti sopralluoghi e verifiche amministrative condotte dal Servizio Patrimonio, è emersa una situazione non omogenea quanto ai titoli di disponibilità: alcuni soggetti hanno esibito atti (decreti, provvedimenti, comunicazioni istituzionali), mentre altri risultano privi di un titolo formalizzato. E’ stato possibile appurare che talune presenze risultano risalenti ad almeno dieci anni addietro”, puntualizza il dirigente del Servizio Patrimonio, Paolo Affatato.
“L’amministrazione intende ricondurre a piena legalità amministrativa e trasparenza la gestione e l’utilizzo del bene, evitando il consolidamento di situazioni di mero fatto non governate, e garantendo parità di trattamento tra potenziali utilizzatori. Al contempo, l’amministrazione ritiene di interesse pubblico salvaguardare la continuità di attività sociali e solidaristiche effettivamente svolte in favore della cittadinanza, evitando soluzioni interruttive non necessarie nelle more dell’attivazione di procedure ad evidenza pubblica”.
Sono sette oggi i soggetti che occupano spazi nell’immobile: si va dall’UNMIL (Associazione nazionale mutilati sul lavoro) a Alla salute (associazione di recupero tossici/alcolisti), da una imprecisata cooperativa per assistenza scuolabus all’associazione di volontariato La goccia di cui è referente Linda D’Alessio, da AIPD Foggia (Associazione persone down) all’ANMIG (Associazione mutilati e invalidi di guerra), fino all’APS Famiglie down Il bell’anatroccolo.
La giunta ha deliberato di definire quale finalità pubblica dell’immobile comunale ex scuola – Via Petrucci la destinazione a polo di utilità sociale e interesse generale, per lo svolgimento di attività solidaristiche/culturali/sociali non lucrative, dando ad Affatato il compito di avviare e concludere, con tempestività, una ricognizione tecnico-amministrativa sull’immobile e sulle presenze in atto. Come misura di continuità nelle more della procedura comparativa ad evidenza pubblica e, comunque, sino all’atto definitivo di concessione/comodato/locazione conseguente all’esito della selezione, e per una durata massima non superiore a sei mesi decorrenti dall’autorizzazione, ferma restando in ogni momento la natura temporanea, precaria e revocabile del titolo, è stata autorizzata l’adozione di provvedimenti transitori individuali di utilizzo temporaneo e precario (autorizzazioni/atti provvisori), con condizioni minime vincolanti.
“Tali atti transitori non costituiscono sanatoria di occupazioni pregresse né riconoscimento di posizioni di vantaggio o titoli preferenziali”, chiarisce Affatato. “Nella fase transitoria, l’eventuale autorizzazione all’uso temporaneo e precario dei locali potrà essere rilasciata a titolo gratuito”.
L’assegnazione definitiva degli spazi avverrà mediante avviso pubblico/bando comparativo ad evidenza pubblica, con ammissione: degli enti del terzo settore iscritti al RUNTS; delle associazioni non iscritte al RUNTS, legalmente costituite, senza scopo di lucro, con divieto statutario di distribuzione di utili e con attività coerenti con le finalità di interesse generale individuate dall’amministrazione. Saranno previsti criteri di valutazione oggettivi e predeterminati. Resta da capire se anche per Assori e Parcocittà arriverà il momento del ripristino della legalità.
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