Ragazza aggredita da coetanee, l'avvocato Arena: "Per ora il mio compito è tutelarla, non è ancora tornata a scuola"

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Un grave episodio di violenza tra minorenni, avvenuto nel pomeriggio di domenica scorsa all’interno e nei pressi di una sala cinematografica cittadina, è al centro di un’indagine delle forze dell’ordine e della magistratura minorile. Vittima dell’aggressione una ragazza foggiana, presa di mira in due distinti momenti da alcune coetanee. La scena è stata ripresa con gli smartphone da altre giovani presenti e il video, nelle ore successive, è stato condiviso in maniera virale attraverso applicazioni di messaggistica istantanea e social network. A tutela della minore e della sua famiglia, l’avvocato Massimiliano Arena, difensore di fiducia dei genitori, ha diramato un comunicato stampa con cui chiede formalmente a tutte le testate giornalistiche e ai media in generale di astenersi dalla pubblicazione e dalla diffusione delle immagini dell’aggressione. Il materiale video, già acquisito dagli inquirenti, costituisce prova nell’ambito del procedimento avviato a seguito della querela sporta dai genitori della vittima. Nel documento, il legale sottolinea come l’ulteriore circolazione delle immagini rappresenti una grave lesione della privacy e della dignità della minore, richiamando le possibili responsabilità penali connesse alla diffusione illecita di video e immagini, oltre alle norme specifiche a tutela dei minori. L’avvocato segnala inoltre di aver già notificato una diffida formale a Meta e a TikTok per ottenere l’immediata rimozione dei contenuti dalle rispettive piattaforme. Anche la scuola frequentata dalla vittima e dalle presunte aggressori è stata informata dell’accaduto, al fine di attivare i protocolli di intervento previsti. Sul caso, l’avvocato Arena è stato ascoltato da l’Attacco, a cui ha spiegato le ragioni della sua iniziativa e il momento delicato che la ragazza sta attraversando.

“Non posso andare a fondo in un racconto dettagliato della vicenda perché sono in corso le indagini delle forze dell’ordine e della magistratura minorile. Il comunicato stampa è stato prodotto con l’intento di bloccare la viralità di questi video e di queste immagini che stanno circolando sia su WhatsApp sia su alcuni social, e la cosa pare che si sia molto affievolita”, chiarisce il legale. “In questo momento, più che la ricerca delle responsabilità, a noi interessa la tutela della ragazza, sotto tutti i punti di vista: della privacy e psicologica, perché non è una cosa facile da assorbire. Mi sto attivando, insieme ai suoi due meravigliosi genitori – e in questo la ragazza è davvero molto fortunata – per supportarla in questo percorso”, aggiunge.

Arena spiega che l’accertamento delle responsabilità arriverà in una fase successiva. “A tempo debito, quando la magistratura minorile farà i propri passi, ci attiveremo anche per l’accertamento delle responsabilità sia in sede penale sia in sede civile”. Il legale allarga poi la riflessione al fenomeno delle aggressioni riprese con i cellulari. “Purtroppo oggi va di moda questa mania di riprendere, da parte di chi potrebbe soccorrere e non lo fa o da chi vuole ostentare una prova di forza muscolare, senza intuire che proprio la viralità di questi video inchioda alle proprie responsabilità, soprattutto quando si agisce in luoghi dove presumibilmente c’è videosorveglianza”.

Proprio la videosorveglianza, secondo Arena, può rappresentare un deterrente efficace. “Credo che, oltre a un sistema di prevenzione ed educazione sull’uso sano dei social e alla repressione, che devono andare di pari passo, il tema della videosorveglianza sia centrale. Nei luoghi più sensibili è un forte deterrente sia per chi vuole delinquere sia per chi si lascia prendere dall’animosità”. Il riferimento è a un altro episodio recente, diverso, di giustizia fai da te.

Quanto alla qualificazione dell’episodio, il legale invita alla cautela. “Se l’episodio sia ascrivibile al bullismo non lo so. I motivi erano davvero futili, ma non poteva essere diversamente vista l’età delle persone coinvolte”. Infine, l’appello al rispetto dei tempi della vittima. “Adesso dobbiamo lasciare un po’ in pace la ragazza. Ho chiesto che non venga sentita ulteriormente. Ha bisogno di tempo e tranquillità per riprendersi. Non è ancora rientrata a scuola perché è ancora scossa. La mia missione, in questo momento, è tutelarla. E ci sto riuscendo grazie a due genitori meravigliosi e a una scuola che ha risposto subito, mettendosi a disposizione per un rientro cautelato”. 

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testatina dillo al direttore WEB

 



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