E’ stato il conferimento del sigillo dell’Ateneo al presidente della Regione Antonio Decaro e all’artista multidisciplinare foggiano Felice Limosani il momento clou della cerimonia di inaugurazione dell’anno accademico 2025/2026 dell’Università di Foggia, che si è svolta stamane nell’aula magna "V. Spada" di via Caggese. Tema centrale dell’inaugurazione è “La visione”, che si inserisce in continuità con il percorso avviato, lo scorso anno, in occasione delle celebrazioni del venticinquennale dedicate alla cura.
“Inaugurare un nuovo anno accademico”, ha dichiarato il rettore Lorenzo Lo Muzio, “significa rinnovare un impegno nei confronti delle nuove generazioni e della società nel suo complesso. La visione non coincide soltanto con la capacità di prefigurare il futuro, ma con la responsabilità di costruirlo attraverso la conoscenza, il confronto e la partecipazione. Un orientamento che trova piena espressione nel Piano strategico di Ateneo e negli obiettivi di sviluppo fondati sulla responsabilità sociale e sulla valorizzazione del capitale umano”.
Dopo la lunga relazione del Magnifico, spazio per l’intervento del presidente del Consiglio degli studenti, l’applauditissimo Vincenzo Mundo, e per quello della rappresentante del personale tecnico amministrativo e Bibliotecario, Luigia Giuzio.
La prolusione inaugurale è stata affidata quest’anno alla direttrice del Distum (Dipartimento di Studi Umanistici, Lettere, Beni Culturali, Scienze della Formazione) Barbara De Serio, che ha offerto spunti di riflessione sulla tematica della visione, intesa come prospettiva educativa, culturale e progettuale capace di orientare lo sguardo verso nuove possibilità di crescita e di consapevolezza.
Decaro, neo vertice della Regione, e già presidente della Commissione per l’Ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare del Parlamento europeo, è testimone di un impegno istituzionale orientato allo sviluppo sostenibile, all’innovazione e alla valorizzazione dei territori. Felice Limosani, figura di riferimento nel panorama delle digital humanities, ha tenuto una lectio magistralis dal titolo “Immersive Humanities. Un paradigma visionario per la cultura dell’esperienza e la riattivazione del patrimonio culturale in ambito museale, didattico e terapeutico, con protocolli certificati e modello Benefit".
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