A distanza di settimane dall’ultimo racconto comparso su queste colonne, in Via Luigi Einaudi 31 la situazione non solo non si è sbloccata, ma appare ulteriormente aggravata, con elementi nuovi che rafforzano un quadro già compromesso. Nella palazzina realizzata circa quindici anni fa per far fronte all’emergenza abitativa, i problemi segnalati nel tempo si sono consolidati fino a diventare una condizione strutturale: infiltrazioni diffuse, muffe persistenti, intonaci deteriorati e impianti carenti. Un contesto già certificato da relazioni e sopralluoghi che oggi trova ulteriori riscontri nei fatti delle ultime settimane. A innescare l’ennesima mobilitazione è stato il peggioramento registrato dopo le piogge torrenziali di inizio aprile. L’acqua ha continuato a filtrare dal tetto, raggiungendo gli appartamenti e aggravando danni già evidenti. Il 2 aprile i Vigili del Fuoco sono intervenuti per un’ispezione dello stabile, accertando criticità che hanno spinto gli assegnatari a presentarsi, il giorno successivo, a Palazzo di Città. La richiesta è stata esplicita: interventi immediati e concreti. “Non possiamo più aspettare”, racconta un residente. “Qui ogni acquazzone peggiora la situazione. Viviamo nell’umidità, tra muffa e paura. Non è più tollerabile”. All’incontro con l’assessore ai Lavori pubblici Giuseppe Galasso è seguita la promessa di un sopralluogo tecnico, effettuato il 7 aprile da una squadra comunale. Un passaggio che, tuttavia, non ha prodotto effetti tangibili nell’immediato. I residenti parlano di una verifica che ha confermato criticità già note: infiltrazioni, condensa, degrado diffuso negli ambienti interni e nelle parti comuni. “Hanno visto tutto, ancora una volta – prosegue un inquilino – ma noi non abbiamo bisogno di altre conferme. Servono lavori”. La tensione è aumentata quando, nei giorni successivi, i tecnici sono tornati per ulteriori rilievi.
Nuove fotografie, nuove verifiche, soprattutto sul tetto, indicato come principale punto di vulnerabilità. Secondo quanto riferito dai condomini, proprio da lì continuerebbe a penetrare l’acqua piovana, trasformando la copertura in una sorta di spugna incapace di garantire protezione. Rispetto ai sopralluoghi precedenti, la situazione risulterebbe peggiorata. Un elemento che rafforza il sospetto, già emerso in passato, della possibile inadeguatezza complessiva degli alloggi. “Non è solo degrado estetico, è una questione di salute”, sottolinea un altro residente. “Ci sono bambini, anziani, persone fragili. Respiriamo muffa ogni giorno. E ogni volta ci sentiamo dire che verranno fatti accertamenti. Ma gli accertamenti non fermano l’acqua che entra in casa”.
Parole che restituiscono un senso di esasperazione crescente, alimentato dalla percezione di un continuo rinvio. A pesare è anche la gestione delle risorse economiche. A fine marzo il Comune aveva impegnato circa 350mila euro per interventi di manutenzione straordinaria sugli immobili di proprietà. Una notizia che aveva riacceso le speranze degli abitanti di Via Einaudi. Speranze rapidamente disattese, quando è emerso che quei fondi erano destinati ad altri edifici, tra cui il terzo piano di Palazzo di Città e il Museo Civico, anch’essi interessati da infiltrazioni. Una scelta che i residenti leggono come l’ennesimo segnale di marginalità. “Per noi non ci sono mai risorse – denuncia un assegnatario –, eppure viviamo in condizioni che nessuno accetterebbe”.
Nei giorni scorsi le famiglie hanno tentato un nuovo confronto diretto con la Sindaca Maria Aida Episcopo, senza riuscire a incontrarla. Il dialogo si è fermato allo staff, senza risposte operative. Da qui la decisione di rilanciare la protesta: striscioni affissi sulla palazzina e anche davanti al Comune. “Siamo stanchi di essere ignorati”, afferma un residente. “Per loro siamo invisibili. Ma qui ci sono persone che vivono male, ogni giorno”. Sul piano tecnico, intanto, emergono indicazioni che vanno oltre la semplice manutenzione. Secondo quanto riferito dagli stessi inquilini, le verifiche più recenti avrebbero evidenziato la necessità di indagini strutturali approfondite.
Un passaggio che apre scenari più complessi, legati non solo al ripristino degli ambienti ma alla sicurezza dell’intero edificio. Un aspetto che, se confermato, imporrebbe scelte rapide e non più rinviabili. Il quadro, dunque, è quello di una vicenda che da anni si trascina tra segnalazioni, relazioni e sopralluoghi, senza approdare a soluzioni concrete. In Via Einaudi la fase delle verifiche appare ormai ampiamente superata dai fatti. Resta da capire se alle nuove evidenze seguiranno finalmente interventi adeguati. Per chi vive in quegli alloggi, il tempo delle attese è finito.
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