ACES Italia ha ufficializzato questa mattina la designazione di Foggia Città Europea dello Sport nell’anno 2028, coronando il percorso di candidatura avviato dall’Amministrazione comunale e sostenuto da un lavoro di ricognizione, valorizzazione e promozione del patrimonio sportivo foggiano. Una notizia che appena giunta è stata accolta con grande entusiasmo e soddisfazione dal mondo sportivo cittadino, che riconosce in questo risultato un’opportunità importante per dare maggiore visibilità alle società, alle associazioni, agli atleti, ai tecnici, ai dirigenti e ai tanti volontari che ogni giorno, con passione e sacrificio, contribuiscono alla crescita dello sport sul territorio. È soprattutto un riconoscimento della comunità sportiva foggiana, della sua energia, dei suoi talenti e della capacità di fare dello sport uno strumento di aggregazione, educazione, benessere e inclusione. Un riconoscimento che appartiene all’intera città e a chi, nelle diverse discipline e a ogni livello, continua a investire tempo, competenze e impegno per offrire opportunità ai giovani e ai cittadini.

A quattro giorni di distanza dallo scoppio del caso Marchitelli si attendono ancora risposte dal Comune di Foggia. Un esposto è stato depositato presso la locale Procura della Repubblica sui presunti episodi di acquisti di materiale informatico fatti dall’ente, con apparecchiature finite in alcuni casi fuori dagli uffici comunali. Ma ci sarebbero stati anche regali da parte di un assiduo fornitore di Palazzo di città. Accuse gravi che, stando a quanto trapelato, sarebbero state documentate dettagliatamente dalla ex moglie di Giuseppe Marchitelli, una donna nota come medico ospedaliero lontana da propositi di risentimento o rivalsa, come da qualcuno insinuato. Un quadro serio, che in qualunque amministrazione pubblica che si rispetti avrebbe meritato un comunicato stampa, con la doverosa presa di posizione da parte dell’ente. Invece a Foggia quel comunicato non è finora mai arrivato e, dopo le due parole dette in strada dalla sindaca Marida Episcopo rispetto al suo fedelissimo (“non faccio processi anticipati, non ho il pubblico ludibrio nella mia agenda quindi accertiamo i fatti”), si è lasciato che facesse dichiarazioni solo il legale del diretto interessato, il penalista Raul Pellegrini (che ieri a l’Attacco non ha voluto aggiungere altro), che com’era scontato ha parlato di “assoluta, radicale, infondatezza di queste notizie”, definendole “accuse e di insinuazioni del tutto infondate, peraltro paventate solo anonimamente, che sono evidentemente il frutto malato di un clima politico avvelenato o di vicende giudiziarie familiari, architettate da persone risultate soccombenti nei relativi contenziosi”, definendo il funzionario arrivato dal Comune di Sant’Agata di Puglia pronto a dimostrare “la sua completa estraneità da ogni ipotesi di scorrettezza amministrativa o, peggio, di illecito penale, in ogni caso riservandosi di agire nelle sedi proprie contro chi ha diffuso queste false notizie non appena avrà il coraggio di uscire dall'anonimato”. Nessun comunicato dell’ente, dunque. Ma nemmeno, fino ad oggi almeno, ancora nessuna relazione da parte del segretario generale Alfredo Mignozzi, incaricato di verificare gli acquisti effettuati da Palazzo di città cui si fa riferimento nell’esposto. “Eppure servirebbe un’ora al massimo per compiere tale verifica”, dicono alcuni addetti ai lavori.

Il nome di Giuseppe Marchitelli è rimasto per lungo tempo sullo sfondo dello scontro sul Piano integrato di attività e organizzazione. Ora compare in un esposto presentato alla Procura di Foggia dall’avvocato Michele Vaira, che chiama in causa il capo di gabinetto della sindaca Maria Aida Episcopo, dirigente a tempo determinato ai sensi dell’articolo 110 del Tuel, per acquisti di materiale informatico e di videosorveglianza che, secondo il documento, sarebbero stati destinati a uso privato. L’esposto sarebbe nato, secondo indiscrezioni, da una segnalazione, con foto e dati, proveniente dall’ex moglie del dirigente. Allo stato non c’è alcuna responsabilità accertata e per il dirigente vale la presunzione di innocenza. La sindaca sceglie la linea della cautela: “Non faccio processi anticipati”, dice, aggiungendo che il “pubblico ludibrio” non è nella sua agenda e che la sua intransigenza morale, politica e legale è nota a tutti. Occorre, per Episcopo, accertare i fatti. Di tutt’altro avviso il consigliere comunale Giuseppe Mainiero: “Si dimette Marchitelli dai ruoli oggi ricoperti?”, chiede, sostenendo che la sindaca dovrebbe chiedere al suo capo di gabinetto un passo di lato, perché non può restare al centro di tali opacità. Una questione “che non può essere liquidata invocando semplicemente il garantismo”: un esposto non equivale a una condanna, ma “la responsabilità penale e l’opportunità istituzionale sono due piani profondamente diversi”. E aggancia il caso al Piano: è normale, si domanda, che la situazione politica a Palazzo di città “si sia per mesi avvitata intorno a lui”? Mainiero ha messo in fila anche 12 acquisti di materiale informatico con affidamento diretto alla Net System srl di Accadia, oltre 100mila euro in due anni, in violazione, a suo avviso, del principio di rotazione. Per lui “sotto l’aspetto degli affidamenti diretti questo ente non è trasparente”, e chiude: “Questa cosa puzza”. Si chiede anche chi abbia installato le telecamere, se davvero si trovano nella casa di Sant’Agata di Puglia, visto che l’acquisto è stato fatto presso una libreria. Fratelli d’Italia, pur dichiarandosi garantista, chiede alla sindaca di valutare il congelamento dell’incarico. Nella maggioranza è il Movimento 5 Stelle a muoversi per primo. In un comunicato condivide l’approccio della sindaca, ma avverte: “garantismo non significa immobilismo”. Un ente pubblico, sostiene, ha il dovere di proteggere il proprio patrimonio e la fiducia dei cittadini, a prescindere dall’esito della vicenda giudiziaria. Da qui la richiesta di quattro misure immediate: una ricognizione straordinaria dell’inventario dei beni informatici e degli impianti di videosorveglianza, con verifica fisica di collocazione e assegnatario sotto la supervisione del Segretario generale; la valutazione di misure organizzative cautelative, compresa la temporanea sottrazione delle funzioni di spesa e di firma sulle procedure interessate; una relazione al Consiglio comunale entro trenta giorni; la valutazione della costituzione di parte civile se emergessero fatti penalmente rilevanti. Foggia, ricorda il Movimento, porta ancora le ferite di stagioni in cui la credibilità delle istituzioni è stata messa a dura prova: per questo “non possono esistere zone grigie”.

“Nella qualità di difensore di fiducia del Dirigente Comunale dott. Giuseppe Marchitelli, chiedo urgentemente di pubblicare, ai sensi dell’art.8 della legge sulla stampa e con la stessa evidenza ed enfasi utilizzate negli articoli, la smentita del mio assistito il quale rappresenta la assoluta, radicale, infondatezza di queste notizie secondo cui avrebbe destinato ad uso personale o privato beni acquistati dal Comune di Foggia e con risorse pubbliche”, si legge nel comunicato stampa dell’avvocato Raul Pellegrini.

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