Transazione Amica, potrebbero non bastare i 19,2 milioni proposti. La curatela ne vorrebbe un paio in più
Potrebbe non bastare la somma messa sul piatto dal Comune di Foggia per chiudere in maniera tombale il più gravoso dei propri contenziosi, ovvero quello con la curatela fallimentare della ex municipalizzata dei rifiuti, Amica spa, originato dalla gestione dei servizi di igiene urbana, cimiteriali e scolastici affidati alla società. Ai primi di luglio la giunta Episcopo deliberò la proposta di accordo transattivo da 19,2 milioni di euro, dopo i 4,3 milioni già versati alla curatela fallimentare negli scorsi anni. Su tale proposta devono esprimersi il giudice e la curatela, ovvero Mirna Rabasco. Il primo, stando ai beninformati, non avrebbe ancora effettuato la propria valutazione, mentre Rabasco potrebbe esprimersi negativamente, chiedendo di aumentare la somma di altri due milioni di euro. E’ uno scenario verosimile per Palazzo di città, rispetto al quale trapela la volontà di assecondare una simile controproposta pur di evitare l’alea della sentenza di appello, prevista per il 2028. La sensazione è, infatti, che ci sia un alto rischio di soccombenza, una seconda condanna dopo quella del Tribunale di Bari del 2025, che ha condannato l’ente municipale a pagare al Fallimento Amica spa l'importo capitale di 27.498.334,25 euro, oltre rivalutazione monetaria e interessi legali dalla data della sentenza al saldo effettivo.
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