Transazione Amica, potrebbero non bastare i 19,2 milioni proposti. La curatela ne vorrebbe un paio in più

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Potrebbe non bastare la somma messa sul piatto dal Comune di Foggia per chiudere in maniera tombale il più gravoso dei propri contenziosi, ovvero quello con la curatela fallimentare della ex municipalizzata dei rifiuti, Amica spa, originato dalla gestione dei servizi di igiene urbana, cimiteriali e scolastici affidati alla società. Ai primi di luglio la giunta Episcopo deliberò la proposta di accordo transattivo da 19,2 milioni di euro, dopo i 4,3 milioni già versati alla curatela fallimentare negli scorsi anni. Su tale proposta devono esprimersi il giudice e la curatela, ovvero Mirna Rabasco. Il primo, stando ai beninformati, non avrebbe ancora effettuato la propria valutazione, mentre Rabasco potrebbe esprimersi negativamente, chiedendo di aumentare la somma di altri due milioni di euro. E’ uno scenario verosimile per Palazzo di città, rispetto al quale trapela la volontà di assecondare una simile controproposta pur di evitare l’alea della sentenza di appello, prevista per il 2028. La sensazione è, infatti, che ci sia un alto rischio di soccombenza, una seconda condanna dopo quella del Tribunale di Bari del 2025, che ha condannato l’ente municipale a pagare al Fallimento Amica spa l'importo capitale di 27.498.334,25 euro, oltre rivalutazione monetaria e interessi legali dalla data della sentenza al saldo effettivo. 

“Il passo su Amica è stato forse tardivo ma va nella giusta direzione”, ha rilevato ieri in aula consiliare il capogruppo meloniano Claudio Amorese. “Poi, in consiglio, bisognerà capire come attivare le azioni di responsabilità”.

Quanto l’ente rischi in caso di mancato perfezionamento dell’accordo transattivo lo scrivono a chiare lettere i revisori dei conti: “La massima esposizione potenziale dell'ente in caso di piena soccombenza in tutti i giudizi pendenti - comprensiva di capitale, rivalutazione monetaria e interessi maturati e maturandi - è quantificata nei prospetti di calcolo aggiornati al 28 e 29 giugno 2026, allegati alla relazione tecnico-finanziaria e richiamati nel parere reso dai legali dell'ente Ugo Patroni Griffi e Felice Lorusso, in 70.441.174,74 euro, di cui 41.509.396,89 euro per il giudizio principale, 24.397.675,88 euro per il giudizio arbitrale e 4.534.101,97 euro per il giudizio. L'esposizione aggregata si compone di un capitale complessivo di 48.273.852,24 euro, oltre interessi per 8.597.562,31 euro e rivalutazione monetaria per 13.569.760,19 euro. A fronte di tale scenario, le somme attualmente vincolate nel Fondo rischi da contenzioso dell'esercizio 2026 risultano commisurate all'importo transattivo di 19.192.308,56 euro, con un differenziale teorico non presidiato di circa 51,2 milioni. Tale differenziale - pur suscettibile di ponderazione secondo il grado di rischio di soccombenza dei singoli procedimenti e mitigato dal vincolo di accantonamento - evidenzia la portata del rischio residuo gravante sugli equilibri del triennio 2026-2028 qualora la transazione non si perfezioni, e impone il progressivo adeguamento del Fondo rischi da contenzioso”.

I revisori aggiungono poi che “ai fini della compiuta rappresentazione del rischio, deve peraltro considerarsi che l'ammontare residuo dello stato passivo della procedura concorsuale - quale risultante al netto delle somme già assegnate ai creditori - è pari a circa 38.350.000 euro”.

“Ne consegue”, dunque, “che, nell'ipotesi di integrale concretizzazione della potenziale esposizione dell'ente, stimata in circa 70,4 milioni, le somme acquisite dalla procedura eccederebbero sensibilmente l'ammontare complessivo delle passività concorsuali ancora da soddisfare: in tale scenario la curatela provvederebbe a riversare l'eventuale eccedenza alla società tornata in bonis e, per essa, in sede di riparto finale della liquidazione, al Comune di Foggia quale socio unico. Tale circostanza ridimensiona, in prospettiva, la portata sostanziale del rischio massimo teorico sopra rappresentato”.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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