Mentre da parte della maggioranza, ricompattatasi, non ci sono stati scherzi, è stata l’opposizione a menare bordate nella seduta di consiglio comunale svoltasi ieri a Foggia. Cinque i punti all’ordine del giorno, tra cui soprattutto l’approvazione della salvaguardia degli equilibri di bilancio ed assestamento generale, dello schema di convenzione tra la Provincia di Foggia e il Comune per la delega dell’esercizio della funzione di affidamento e gestione dei servizi di trasporto pubblico locale (mettendo fine all’impasse relativo al riaffidamento in house alla controllata Ataf spa) e della istituzione della Consulta della Cultura col relativo regolamento. La seduta è iniziata con una eccezione preliminare dell’eletto di minoranza Giuseppe Mainiero, componente della commissione bilancio, che ha invano chiesto il rinvio della trattazione della verifica degli equilibri di bilancio, a causa di variazioni per diverse centinaia di migliaia di euro, che hanno per l’ex meloniano riscritto la destinazione delle singole poste di bilancio. La proposta è stata bocciata da 19 contrari, dopo che il dirigente finanziario Carlo Dicesare ha ribadito il proprio parere positivo alla proposta di delibera.
“Questa è un’amministrazione che torna ad investire l’avanzo libero”, ha affermato l’assessore al bilancio, il piddino Davide Emanuele. “Noi abbiamo patito per 10 anni le conseguenze del Salvaenti per colpa dei suoi amici e del fallimento di Amica”, ha replicato il capogruppo FdI Claudio Amorese. “Avevamo 12 milioni di avanzo, che dovremo spendere quasi tutto per cose non riguardanti i cittadini: utenze gas e AQP di cui non si sapeva niente prima; maggiori costi del servizio di Amiu; copertura degli errori e del definanziamento dei progetti PNRR del programma PINQuA contro l’emergenza abitativa. Chi doveva controllare, prevenire, intervenire? Assumetevi le vostre responsabilità, non siete riusciti nemmeno ad eliminare le baracche abusive. I cittadini pagheranno per le vostre inefficienze. L’assessore Galasso si dimetta, non possiamo pagare per i vostri errori. C’era una cabina di regia PNRR che funzionava”, il riferimento al biennio di gestione commissariale dell’ente. “Ci sono responsabilità politiche molto forti, cui si aggiungono le rinunce per gli asili nido. Ci sono, nella relazione dei revisori, passaggi molto preoccupanti riferiti a responsabilità dei dirigenti, come per la dirigente Licari, che non può lavorare dalla Sicilia. Ci sono cantieri fermi o incagliati, come l’anfiteatro Mediterraneo. Ma i revisori evidenziano anche le gravi conseguenze sanzionatorie per la mancata approvazione del PIAO”.
Il meloniano ha rimarcato: “Anche quest'anno aumenta il gettito TARI, circa 275.038,00 euro in più rispetto al Piano Economico Finanziario 2025 per un servizio che peggiora invece di migliorare. Ci sono maggiori costi del contratto di servizio AMIU per 2 milioni di euro. Una stangata per commercianti, artigiani, ristoratori, luoghi di cultura, con la TARI aumentata del +6% circa. Vengono meno i fondi PNRR per gli alloggi popolari, 56 in via Capitanata e 12 in via San Severo, per 14.606.000 euro totali. Questi fondi persi saranno coperti dal bilancio comunale, ovvero dalle tasche dei cittadini, per errori o incapacità dell'amministrazione comunale. C’è stata poi la rinuncia ai fondi per costruzione/rifunzionalizzazione asili nido e scuole dell'infanzia per 7.296.000 euro, come pure la restituzione di fondi per il rafforzamento dei servizi sociali e domiciliari per garantire la dimissione anticipata assistita per 330.000 euro”.
Mainiero ha rivelato che il nuovo canile comunale, terminato a fine 2025 e finanziato dal PNRR, dopo sette mesi resta ancora chiuso perché il Comune non si è accorto dell’assenza delle utenze, cioè acqua e fogna. “Dopo tre anni manca una squadra politica che guidi la città, altro che cambio di passo. Oltre due milioni se ne vanno per i definanziamenti PINQuA, sarebbe bastato questo per mandare a casa un assessore”, l’affondo contro Emanuele e Galasso, in primis. “Non è un buon bilancio se si immobilizzano somme, un ente pubblico dovrebbe chiudere in pareggio e non in avanzo”, la frecciata al dirigente finanziario Dicesare.
“La principale medaglia per questa amministrazione è il recupero dell’evasione fiscale”, ha sottolineato il 5S Francesco Strippoli. “Siamo stati molto critici sulla perdita dei fondi PNRR. Grazie alla ricognizione del Servizio patrimonio, si stanno recuperando molti soldi dal diritto di superficie".
“Il quadro progettuale di PINQuA non ha niente a che vedere con l’amministrazione Episcopo”, ha replicato Giuseppe Galasso. “Alcuni definanziamenti PINQuA non sono ancora avvenuti, l’accantonamento in bilancio su una quota parte è un’attività prudenziale. Peraltro, sui PINQuA il target è nazionale. Nell’Area tecnica siamo in affanno, ma non siamo inesistenti”, la risposta a Mainiero. “Rispetto alla mancata approvazione del PIAO, già ad aprile scorso l’allora assessora al personale Patano aveva provveduto ad inviare la bozza. Si preferì non affrontare la questione perché era in corso la verifica di maggioranza”, è sbottato Paolo Frattulino, ricordando l’ex assessora del proprio gruppo (Tempi Nuovi).
Forte presa di posizione dell’eletto di opposizione Pasquale Cataneo, che ha bocciato senza appello il provvedimento, definendolo un atto non approvabile a causa di profonde e insanabili contraddizioni in parte riportate anche nella relazione dell'organo di revisione. Al centro della dura contestazione la mancata definizione del PIAO, contenziosi milionari, servizi essenziali costosi e con scarse quantità e qualità erogate pur in presenza di costi elevati come ad esempio per la TARI, opere incompiute o funzionalmente isolate, assenza di visione strategica e la gestione dei progetti legati al PNRR. “Il rischio concreto, purtroppo, è che circa la metà di questi fondi venga definanziata, come per gli asili nido, o che i progetti debbano essere portati avanti utilizzando risorse proprie del bilancio comunale, come per gli alloggi PINQuA, gravando direttamente sulle tasche dei contribuenti foggiani. Siamo di fronte al segnale tangibile e reiterato di una pressoché totale inadeguatezza programmatica e politico-amministrativa”.
Il consigliere ha poi evidenziato che ciò, anziché ridurre i divari Nord-Sud, si aggrava nel trattamento della Capitanata rispetto ad altre aree della regione. “In base ai dati sul montante pro capite, i cittadini di Foggia avevano già ricevuto una quota nettamente inferiore di risorse PNRR: circa un sesto di quanto giunto a Bari e un quinto di quanto destinato a Taranto. Una penalizzazione iniziale che oggi viene esasperata dai nuovi tagli. Oltre al danno, i foggiani subiranno la beffa”, ha concluso. “I cittadini di Foggia, pur avendo beneficiato in minima parte dei fondi europei rispetto ai capoluoghi vicini, saranno infatti chiamati a contribuire in egual misura alla restituzione delle risorse PNRR, destinate all'Unione Europea, esattamente come i residenti di Bari e Taranto”. L’accapo è stato infine approvato con 20 voti favorevoli.
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