Un centro a disposizione di tutte le persone che si trovano in una situazione di disagio sociale ed economico. E’ l’idea di fondo della struttura inaugurata a Cerignola in un quartiere periferico e difficile come quello di San Samuele. Un edificio – come ha ribadito l’amministrazione – che versava in condizioni di abbandono, poi ristrutturato e riqualificato per essere messo al servizio della comunità attraverso il suo riutilizzo sociale.
“E’ la prima volta che Cerignola vive un’esperienza simile – ha evidenziato a l’Attacco la vicesindaca e assessora alle Politiche Sociali del Comune, Maria Dibisceglia –. Questo doveva essere, come pensato dalla precedente amministrazione, un ghetto per gli immigrati. Noi abbiamo provveduto a sviluppare un procedimento di inclusione: qui, infatti, non verranno accolti solo gli immigrati ma anche cittadini che stanno vivendo un momento di difficoltà, di emarginazione sociale”.
Il bene, dunque, ubicato in via Gran Sasso (angolo via Falcone) è immaginato come un centro servizi per il contrasto alla povertà, all’emarginazione sociale, all’accoglienza e all’orientamento dei senza dimora e dei cittadini migranti che risiedono nei comuni dell’Ambito territoriale di Cerignola. La struttura sarà gestita da un gruppo di cooperative, una Rti (coop Un sorriso per tutti, Socialservice, Medtraining, AlterEco, Alice), per quattro anni. Il valore totale dell’aggiudicazione del bando sfiora 1,6 milioni di euro.
“Saranno svolti servizi di mediazione linguistica e culturale per gli immigrati – ha aggiunto Dibisceglia a l’Attacco –, ma anche l’importantissimo servizio di fermo-posta e di residenza fittizia che consente a chi non ha una dimora di poter iscrivere la propria residenza presso la casa comunale e accedere a una serie di benefici e bonus”.
La struttura è aperta alla partecipazione di cittadini, associazioni, famiglie attraverso la realizzazione di interventi di socializzazione ed educativo-ricreativi, di attività formative e laboratoriali, nonché di attività di orientamento sociale, legale, lavorativo, di counseling e banca del tempo. “Inoltre – ha proseguito la vicesindaca –, sopperiamo in parte e con grande difficoltà a un fenomeno che sta aumentando a dismisura sul nostro territorio: l’emergenza abitativa. Nella struttura, infatti, verranno attivati otto posti letto dove, tramite i servizi sociali comunali, potranno essere collocate delle persone in difficoltà. Immaginiamo, infine, il prima possibile di attivare anche il primo piano dell’edificio che presenta dei veri e propri gruppi appartamento e si potrà dare maggiore risposta all’emergenza abitativa”.
Dopo il classico taglio del nastro, si è svolto un convegno dal titolo “Inclusione sociale e lotta alla povertà. Cerignola apre il Centro dei diritti”. “Alcuni anni fa non avevamo strumenti per contrastare la povertà, oggi abbiamo il Reddito di cittadinanza che ha tolto 2 milioni di persone dalla povertà assoluto – ha affermato durante il suo intervento Antonio Russo, presidente nazionale Acli con delega alle Politiche Sociali e Welfare –. Certo, è uno strumento che si può cambiare. Anche a seguito della pandemia, che ci ha insegnato tanto, se non avessimo avuto uno strumento come il Patto sociale la comunità non avrebbe resistito. Bisogna tenere quindi conto della tenuta del Patto sociale. La domanda che dobbiamo porci – ha aggiunto – è: cosa vogliamo fare? In che modo vogliamo agire? L'idea è che c'è chi prova a vincere senza programmi e poi dall’altro lato persone, cittadini che non ce la fanno. La seconda cattiva notizia è che se fino a 30 anni poveri si nasceva, oggi lo si diventa. Abbiamo 1,9 milioni di minori che vivono in povertà anche culturale, alimentare, farmaceutica”.
“La struttura deve restare al centro della nostra attenzione, non in periferia – ha proseguito Russo –. Di fronte alla complessità sociale, non esistono solisti. Bisogna sedere a un tavolo e mettere in campo le competenze. Questo è un tempo di grandi opportunità. Bisogna spendere bene i soldi del Pnrr. Le possibilità ci sono, si poteva fare qualcosa meglio, però le missioni mettono a disposizione delle comunità risorse straordinarie. Dobbiamo essere protagonisti per la riforma dell'autosufficienza, interesserà 15 milioni di persone. Non possiamo tenere poi distanti il sociale dal sanitario. Le case della comunità saranno costruite anche su questi territori. L'approccio deve essere uguale con tutti gli ospiti che arriveranno qua, stranieri e autoctoni. La comunità deve sentire questo centro come proprio, deve essere un luogo dove le questioni si affrontano insieme”.
Le conclusioni sono state affidate all’assessora alla Legalità, Teresa Cicolella. “Per l’insediamento di Tre Titolo abbiamo ottenuto un finanziamento di 9,5 milioni di euro. Sono cittadini che scappano dalla guerra e sono davvero disperati. Non hanno documenti e non possono lavorare. Questa struttura può ridare un po' di dignità ai cittadini – ha affermato –. Noi, però, dobbiamo risolvere le questioni sul nascere. Il livello di povertà, purtroppo, coinvolge i nostri concittadini. Ho appurato le difficoltà soprattutto dei pensionati. C'è gente che sta andando nella fascia della povertà assoluta. Un altro aspetto fondamentale riguarda i giovani. Molti vanno via dal Mezzogiorno, è un trend che va invertito. Tanti 40enni vivono ancora con i propri genitori e non possono cullare il sogno di avere una famiglia o una casa propria. Sono problemi che vanno affrontati subito. Mi auguro che i cittadini proteggano questa struttura dagli atti vandalici che vengono perpetrati ogni giorno”, ha concluso.
How to resolve AdBlock issue?


(condividi) in basso allo schermo,
(Aggiungi alla schermata Home).