“Lo Sportello Linguistico è ormai una realtà ben consolidata, sono orgogliosa che questa attività sia portata avanti da sei donne che non si risparmiano e lavorano con passione e determinazione”.
Esprime soddisfazione la Sindaca di Celle di San Vito, Palma Maria Giannini sull’operato dello Sportello Linguistico che, soprattutto lo scorso mese, si è adoperato per organizzare eventi, stilare progetti e supportare in maniera encomiabile l’amministrazione comunale in un settore importante.
Celle di San Vito, unitamente al vicino comune di Faeto, è l’unica isola linguistica francoprovenzale presente nel sud Italia, riconosciuta e tutelata quale “preziosa minoranza etnico-storico-linguistica”. Non solo, il francoprovenzale è stato identificato dall’Unesco come lingua a rischio di estinzione e, pertanto, inserita nell’Atlante Atlas come patrimonio culturale immateriale da tutelare.
“Lo sportello linguistico ha portato avanti un importante lavoro di recupero e di sviluppo del patrimonio linguistico francoprovenzale – ha dichiarato la Sindaca Giannini – continueremo a valorizzare e divulgare la lingua e la cultura francoprovenzale fornendo assistenza e consulenza anche alle scuole e alle associazioni culturali”.
Le sei donne che fanno parte della squadra dello Sportello Linguistico sono Virginia Carosielli, Mariangela Genovese, Antonietta Altieri, Stefania Acquaviva, Angela D’Aloia e Nausica Carosielli. L’anno scorso lo Sportello Linguistico ha presentato il volume “La lingua francoprovenzale di Celle di San Vito – il dizionario”. Un testo che vuole rappresentare uno scudo alle “pressioni” della lingua italiana e che ha come scopo la conservazione della struttura della lingua francoprovenzale. Il dizionario sarà uno scrigno di storia negli anni futuri, la lettura di ogni etimo con i relativi significati incoraggerà alla conservazione della identità territoriale.
Nel 2018, invece, lo Sportello è stato protagonista dell’apertura del “Museo della civiltà contadina francoprovenzale” intitolato al compianto Vincenzo Rubino, fondatore del Museo etnografico di Faeto e Celle di San Vito. La famiglia di Rubino ha messo a disposizione della comunità antichi mezzi rudimentali, vecchi attrezzi della vita contadina e oggetti delle abitazioni del passato.
“Una comunità non può e non deve perdere la propria identità che è alla base della sua cultura e delle sue tradizioni – ha concluso Giannini – l’identità francoprovenzale è ben radicata presso la nostra comunità e bisogna coinvolgere soprattutto i giovani affinché continuino a tramandare questa eredità che i nostri antenati hanno conservato”.
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