Una delle scuole più longeve e antiche dell’intero Mezzogiorno italiano si prepara a festeggiare i suoi 150 anni di storia. È l’Istituto Saverio Altamura di Foggia, da sempre garanzia di professionalità, un luogo che conserva e porta avanti una grande responsabilità nel territorio di Capitanata.
L’Altamura da Vinci ha infatti legato negli anni con diversi partner, realtà aziendali importanti come l’Alenia, Rosso Gargano e lo stesso Istituto Poligrafico. Partner fondamentali non solo per un percorso di orientamento dedicato ai giovani ma finanche un modo di dare agli alunni più meritevoli un accesso diretto al mondo del lavoro. Laboratori di meccanica, idraulici, di informatica, elettronica ed elettrotecnica e tanto altro ancora per un ottimo mix di formazione teorico-pratica. E non finisce qui.
Specializzazione: questo un tema chiave per la scuola foggiana che quest’anno aggiunge una novità al suo curriculum: il conseguimento del titolo di ITS (Istituto Tecnico Superiore) che non è altro che un percorso post diploma, una sorta di proseguimento degli studi per chi decidesse di non voler iniziare l’Università ma di essere inseriti nel mondo del lavoro con una qualifica aggiunta ed una specializzazione in più. Con questi presupposti l’Altamura da Vinci si prepara quindi a spegnere la sua 150esima candelina.
“Una scuola importantissima – ribadì a l’Attacco l’attuale dirigente Palmisano - che ha un vissuto notevole che si perde nella storia. Una delle più antiche d’Italia”. Per celebrare questa importante ricorrenza prenderanno il via una serie di celebrazioni atte a ricordare e portare avanti il buon nome della scuola. Questo pomeriggio, alle ore 16:30 nella “Sala del Tribunale” di Palazzo Dogana, in piazza XX Settembre a Foggia, si terrà la presentazione del volume “Le opere e i giorni del “Saverio Altamura”. 150 anni di storia, economia e territorio”, pubblicazione realizzata dalla Fondazione dei Monti Uniti di Foggia e curata da Annamaria Novelli.
Ricordi, emozioni, professionalità e tanto lavoro. La storia dell’Altamura si perde nel tempo e si mescola finemente alle tantissime vite di studenti foggiani che l’hanno frequentata. “Parliamo certamente di una delle migliori scuole della Puglia - spiega a l’Attacco Emanuele Faccilongo che diresse la scuola dal 2016 al 2020 – da un calcolo ministeriale, secondo un indice di complessità delle scuole, risulta essere la quinta più complessa dell’intera regione. Ha un passato glorioso e la storia n’è piena dimostrazione. Negli ultimi venti anni ha avuto un andamento altalenante. A fine anni ‘90 e inizi 2000 è stata un po’ snobbata. Eppure assicuro la presenza di un personale (docenti e no) molto affiatato. Una squadra supportata da un buon dirigente, la Novelli aveva capacità di spronare tutti. E tutti ne beneficiavamo. Una cosa è certa: in quella scuola arrivavano tantissime richieste di assunzioni e testimonianze di ex alunni che hanno poi trovato lavoro dopo aver seguito i suoi vari indirizzi. Tra i principali meccanica, chimica ed ancora elettrotecnica e aeronautica. Tutti indirizzi che sfornano giovani preparati che non hanno difficoltà a trovare lavoro”.
Anche le statistiche provenienti dalla Fondazione Agnelli vedono l’Altamura da Vinci di Foggia al primo posto per spendibilità di lavoro subito dopo il diploma. “Solitamente – rincara Faccilongo – oltre la metà dei suoi iscritti trova lavoro entro un anno dalla maturità. Un risultato straordinario che ripaga ogni sforzo profuso da chi gestisce e manda avanti con passione e dedizione una struttura scolastica come quella”.
Negli ultimi anni sono stati aggiornati i laboratori e i macchinari. “Sono state spese bene tante risorse – prosegue – i laboratori sono attrezzati, i ragazzi vengono seguiti, c’è un’ampia offerta formativa compreso il serale. È una scuola completa e viene frequentata da tutta la provincia. È un mondo scolastico che dovrebbe essere imitato: oggi si punta alla professionalizzazione, si cercano operai, ma anche dirigenti specializzati. C’è una continua richiesta di ragazzi con queste formazioni. È la scuola che riesce a mantenere intatta la gloria della sua storia, il suo prestigio e in cui manderò mio figlio una volta cresciuto”.
Tantissime le testimonianze di chi ha frequentato l’Istituto di via Rotundi, di chi ha portato avanti numerose battaglie come quelle raccontate da Michele Di Foggia, diplomatosi nel ‘74. “In quegli anni ero responsabile di Lotta Continua, un movimento studentesco che portava avanti numerose battaglie. Quando scendeva in piazza il Tecnico Industriale lo seguiva tutto il mondo scolastico foggiano. All’epoca c’era fermento, c’era una grande attenzione ai rapporti sociali e interpersonali. Avevamo inoltre creato un gruppo che si occupava di organizzare spettacoli, musica e teatro. E come scordare i tantissimi bravi docenti, di alto spessore che partecipavano con noi attivamente finanche alle manifestazioni. Un laboratorio del nostro istituto possedeva addirittura un piccolo altoforno – noi facevamo fonderia e creavamo tombini. I laboratori erano davvero fiori all’occhiello. Con la crisi odierna, anche occupazionale, e l’avvento della tecnologia la scuola ha un vantaggio. Crea professionalità molto richieste”.
Un tuffo nel passato anche per il noto attore foggiano Giovanni Mancini che proprio lì trascorse buona parte della sua infanzia ricoprendo i panni di alunno prima e docente poi. “Cominciai a frequentare l’Altamura grazie a mio padre che prima di me insegnava proprio lì e mi portava spesso a scuola. Trascorrevo le giornate a perdermi nei suoi grandi spazi – ricorda – feci poi l’avviamento professionale per svolgere i canonici 5 anni di studi industriali. Mi trovai a cavallo tra la vecchia e la nuova scuola – precisa Mancini - cioè tra quella fatta di arti e mestieri, organizzata con falegnameria, fonderia, dunque manuale, e quella di oggi, fatta invece di tanta elettronica e meccatronica. Non c’è più manualità ma molta tecnologia, matematica e chimica. D’altronde sono cambiati i modi di operare nel settore della meccanica e dell’elettrotecnica. Il mio diploma infatti, è quello di perito industriale capo tecnico. Se rifarei oggi l’Altamura? Certamente sì perché lascia una forma mentis diversa rispetto ad un liceo o ad un istituto d’arte. Ai miei tempi non imparavamo solo il mestiere: lavoravamo molto di fantasia, altro che computer. C’era più familiarità – conclude - si lavorava insieme ai propri compagnia. Oggi, con l’avvento dei computer, ognuno ha il suo banchetto, la sua postazione. Si è da soli, o quasi. Forse manca quel senso di squadra che prima avevamo la fortuna di apprendere e valorizzare”.
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