Preoccupa non poco il calo del -3% registrato in Italia nelle immatricolazioni universitarie rispetto all’anno accademico precedente. “La crisi svuota gli Atenei” è il titolo che campeggiava ieri sulla prima di Repubblica per l’inchiesta sul dato medio emerso dagli Atenei relativamente all’anno accademico 2021-2022. Si tratta di una tendenza in atto da qualche anno nel Paese, le cui cause possono essere imputate a due fattori: da un lato la crisi economica, dall’altro la perdita di valore della laurea.
Non si riducono soltanto gli iscritti al primo anno: si calcola anche che i fuorisede, ovvero gli studenti che studiano lontano da casa, siano 100mila in meno rispetto a qualche anno fa. I motivi? Da tempo ormai le famiglie devono affrontare una crisi economica senza precedenti: le spese sono tante e i soldi per mantenere i figli all’università non bastano. Gli studenti, infatti, in particolare i fuorisede, lamentano il prezzo delle stanze troppo alto, la scarsità delle borse di studio e la mancanza di posti letto negli alloggi per studenti. Sono appena 40mila gli studenti che possono accedere a un alloggio nelle case dello studente. Pochi, considerando che gli studenti fuori sede in Italia sono in totale 500mila.
L’Italia spende per l’istruzione 8.514 euro per studente, poco più del 8% della spesa pubblica tra scuola e università, il 15% in meno della media delle grandi economie europee (10mila euro). Nell’Unione europea la media è il 9,9%. La Francia è al 9,6%, la Germania al 9,3%, la Svezia investe addirittura il 14%. Per quanto riguarda i tassi di abbandono dell’università, variano in misura considerevole passando dal 15% medio nel Sud al 9,6% nell’area del Nord-Est. Tra le singole regioni meridionali spiccano Calabria, Campania, Sicilia, Puglia e Sardegna dove il tasso di abbandono scolastico supera il 15%. Accanto alla crisi economica l’altro fattore di abbandono degli studi è rappresentato dallo scarso valore che negli ultimi anni ha acquisito la laurea. Perché investire soldi, energie e tempo per il famoso “pezzo di carta”, quando questo non può garantire un futuro se non di successo ma almeno decente?
“La laurea”, ha spiegato Alessandro Giuliani, direttore de La Tecnica della Scuola, “non permette di arrivare più a quel traguardo sicuro e anche economicamente vantaggioso che fino a 10-20 anni fa in moltissimi casi garantiva. Per quanto riguarda la scuola sappiamo benissimo che tentare poi l’accesso all’insegnamento porta poi a uno stipendio poco più che impiegatizio. Con la legge attuale appena approvata, la n.79/2022, c’è un’ulteriore spinta alla specializzazione, all’allungamento dei tempi per svolgere più prove, concorso, specializzazione ed abilitazione”. Molti studenti scelgono la strada dell’estero, perché se è vero che studiare fuori dall’Italia costa comunque è altrettanto vero che gli Atenei stranieri non si risparmiano nella concessione di borse di studio a studenti meritevoli e capaci.
E nell’Ateneo di Capitanata qual è la situazione rispetto al -3% registrato nelle immatricolazioni a livello nazionale? L’Unifg è reduce da una eccellente crescita negli scorsi anni, tant’è che nel 2021 si sottolineò con enorme orgoglio che “il numero delle immatricolazioni negli ultimi anni continua a crescere e ha fatto registrare un +31,9% rispetto al 2017-18”. E ora che le famiglie sono alle prese con un’inflazione galoppante, caro bollette e rincari generalizzati? “
Siamo già sopra i 4.000 immatricolati e per quanto il dato attuale sia parziale posso dire senza esitazione che sta confermando il trend ottimo dei due anni precedenti, che hanno visto un vero e proprio exploit delle immatricolazioni in Unifg”, afferma a l'Attacco la professoressa Barbara Cafarelli, docente di statistica presso il dipartimento Demet e delegata rettorale alla didattica. “Mi sento tranquilla, dopo due anni simili già attestarsi oltre i 4.000 immatricolati è per noi un grande successo. Monitoriamo costantemente l'andamento delle immatricolazioni, confrontandolo con la stessa data dell'anno precedente. Questo confronto è costante perché ci permette di ragionare sulle migliori azioni da porre in essere, rispetto all'attività di orientamento ad esempio. Nel caso di Unifg c'è ancora parecchio tempo per immatricolarsi, perché per le triennali lo si può fare entro fine dicembre mentre per le magistrali la scadenza è fissata al 30 aprile prossimo. Come docente di statistica il dato attuale mi pare assolutamente in linea con quello degli anni precedenti, quando eravamo in controtendenza rispetto al calo registrato a livello nazionale. Dunque anche per l’anno accademico 2021-2022 siamo in controtendenza col -3% della media italiana”, sottolinea Cafarelli.
“Stiamo consolidando il risultato dello scorso anno e dunque non siamo affatto in calo a differenza di altri Atenei italiani”.
Tale situazione è per il rettore Limone e per la delegata Cafarelli frutto di diversi elementi.
“Abbiamo fatto delle scelte molto precise, durante il mandato dell'attuale rettore Pierpaolo Limone, sia rispetto all'offerta formativa che alla qualità dei docenti. Tutto al fine di garantire il più possibile il diritto allo studio. Da sempre, da quando Unifg è nata, abbiamo inoltre la contribuzione più bassa: siamo a quasi il 45% in meno rispetto alla media nazionale. Inoltre c'è un'ampia estensione della esenzione dal pagamento delle tasse, di cui beneficiano le famiglie con ISEE fino a 25mila euro. E, ancora, abbiamo per la seconda volta deciso di consultare il territorio per la pianificazione strategica, scelta che ci ha dato una marcia in più per condividere le opportunità formative da porre in essere e i corsi di studio più idonei a garantire una collocazione nel mondo del lavoro. Inoltre, abbiamo puntato moltissimo sulle soft skills, ovvero sulle competenze trasversali, mentre col progetto Tilde stiamo formando i docenti sulle nuove metodologie della didattica, compresa la didattica a distanza e l’e-learning. Abbiamo proposto corsi di studio abilitanti, come quello che parte adesso in Scienze della formazione primaria, che ha visto quasi 700 domande per i 230 posti che ci sono stati assegnati come Unifg. Dal prossimo anno partirà anche la magistrale in Scienze infermieristiche e ci sono corsi di studio introdotti lo scorso anno che stanno andando molto bene, come Scienze biologiche. Ora stiamo progettando l'offerta formativa per l'anno prossimo, che comprende un possibile corso in Ingegneria elettrotecnica e uno in Hospitality, oltre ad altri ancora”.
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