Non è la prima volta che The Guardian, il quotidiano inglese con redazioni a Londra e Manchester, si occupa della Puglia e anche della provincia di Foggia, e nell’edizione di sabato scorso, l’ultima del mese di aprile, ha dedicato due pagine al Gargano, definito il posto “più green” della regione.
Il reportage è di Liz Boulter, giornalista internazionale che si occupa di viaggi nella sezione Life Style, la quale si è fatta ospitare soprattutto da Michele Simone, uno dei più attivi operatori turistici del territorio, con base a Monte Sant’Angelo con il suo network di piccoli alloggi denominato Dove andiamo sul Gargano, ma con azioni a carattere turistico che spaziano su tutto il Promontorio.
“Questo è un bel risultato che porterà i suoi frutti, ne sono certo – ha dichiarato Simone che viene espressamente citato nell’articolo – anche grazie ai tanti nuovi giovani operatori della zona. Ora a me l'onere e sopratutto l'onore di rappresentare questa rete magnifica, perché siamo orgogliosi che il nostro impegno nel crearla sia stata di ispirazione per il viaggio di Liz Boulter. Centinaia di migliaia di persone saranno invitate a visitare il Parco Nazionale del Gargano in maniera sostenibile e questo è solo l'inizio e l'ennesima dimostrazione che si vince facendo rete, quindi grazie a tutti quelli che hanno contribuito a questa operazione”.
Le due pagine del giornale sono praticamente un racconto tra luoghi, gastronomia, emozioni e sensazioni che la giornalista ha vissuto attraversando il territorio in tutta la sua conformazione altimetrica e naturalistica, con diversi mezzi di trasporto e attrezzature, partendo proprio da Monte Sant’Angelo e spaziando dalle spiagge all’entroterra forestale che lei stessa ha definito “profondo, oscuro, quasi mistico, con alberi secolari e accattivanti squarci di cielo azzurro attraverso la loro fitta chioma. L'aria era fresca e profumata – ha aggiunto – e mi sono goduta anche l’esperienza in kayak con cui ammirare la bellezza del Gargano che offre spiagge per 85 miglia, tra scogliere bianche e baie segrete”.
Il passaggio promozionale più importante è forse quello in cui ricorda che la Puglia per i visitatori del Regno Unito molto spesso è Bari, Ostuni, Alberobello e il Salento, ma ora anche la provincia di Foggia può giocarsi le sue carte grazie alla possibilità di raggiungere direttamente il capoluogo con i voli aerei da Milano, così da raggiungere il Gargano in modo decisamente più facile.
Durante la sua permanenza è stata accompagnata in escursioni e pellegrinaggi, non solo spirituali ma anche gastronomici, con una sollecitazione di tutti i sensi, dalla visione delle spiagge (la prima è stata quella di Mattinatella con la sua ghiaia bianca ma le sono rimasti impressi anche i faraglioni), all’apprezzamento dei cibi (ha dedicato un momento speciale alla degustazione del panzerotto e a una pagnotta del pane di Monte, località descritta poi nei minimi dettagli storici, estetici e perfino climatici), al privilegio dell’isolamento di certi posti quasi nascosti e raggiungibili solo con barche senza motore o dalla forte spiritualità, come l’abbazia di Santa Maria di Pulsano e i suoi ormai famosi eremi.
Ma la narrazione dei luoghi e solo una parte della storia di Liz Boulter che si è soffermata molto anche sulla persone, a partire proprio dal montanaro Simone del quale ha riferito la sua evidente propensione a puntare su un turismo sostenibile, assieme ad altri colleghi del Gargano con i quali è stata creata e lanciata la Green Card che offre canali dedicati alla possibilità di avere avventure on life, nei luoghi, tra la gente e nelle strutture che offrono accoglienza ed esperienze, come nel caso di Cala Molinella, il villaggio vacanze definito “eco”, perché i fratelli Silvestri sono stati in grado di riprodurre una sorta di fattoria sostenibile e quasi autosufficiente dal punto di vista energetico e alimentare, con addirittura in programma sessioni di riciclo di rifiuti, cucina e caseificazione per gli ospiti.
E poi la meraviglia dei trabucchi che Boulter ha definito così: “Piattaforma da pesca ancorata alla roccia, con le braccia sporgenti sull'acqua”, dopo aver guardato con meraviglia due vecchi pescatori come Natale e Giuseppe, 76 e 79 anni, “sgranocchiare il sartiame come due mozzi di bordo su una nave”.
"Siamo tornati al punto di partenza – ha concluso nell’intervista il viestano Matteo Silvestri che ne ha ristrutturato uno fatisciente e risalente alla fine dell’800 - perché i modi dei nostri nonni erano verdi, ma non avevano altra scelta. I nostri genitori hanno optato per una vita più facile, ma nella nostra generazione abbiamo la possibilità di scegliere, e quindi stiamo facendo le cose in modo sostenibile".
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