Analisi e supporto alle politiche pubbliche in materia di diritti e libertà, welfare sussidiario, transizione ecologica e finanza sostenibile. Così è stato chiamato il workshop di cittadinanza attiva: soggetti, strumenti e aree di intervento, che si è tenuto ieri mattina presso il dipartimento di studi umanistici dell’università di Foggia. Il programma dell’evento ha visto gli indirizzi di saluto del Magnifico Rettore, Lorenzo Lo Muzio, e della presidente del consiglio regionale della Puglia, Loredana Capone, seguiti dalla relazione introduttiva di Giuseppe Musicco e Michele Chieco, del consiglio legislazione e garanti della Regione Puglia, sul tema della collaborazione tra il consiglio regionale della Puglia e l’università di Foggia su analisi e supporto alle politiche pubbliche in materia di diritti e libertà, welfare sussidiario, transizione ecologica e finanza sostenibile.
Dopodiché, c’è stata la presentazione della laurea magistrale in sviluppo e innovazione sociale: governance, welfare, community, esposta dalla coordinatrice Carmela Robustella, professoressa dell’università di Foggia. Al seminario hanno preso parte anche Marco Musella, dell’università Federico II di Napoli, Marco Giannotta, dell’università del Salento, che ha parlato di diritti fondamentali e libertà, dalla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea alle priorità del comitato delle regioni per il quinquennio 2020-2025, Paolo Di Lauro, dell’università Federico II di Napoli, che ha parlato del principio di cooperazione e del fondamento economico degli istituti di co-programmazione e co-progettazione, Ilaria Cicerale, dell’università di Foggia, che ha parlato del partenariato pubblico e privato, del merito di credito e della capacità di indebitamento degli enti del terzo settore, Martina Piccinno, dell’università di Perugia, che ha parlato dei profili regolativi delle partnership tra pubblico e privato e del finanziamento dell’iniziativa privata sussidiaria nel campo dei servizi di welfare, e Morena Nigro, dell’università di Foggia, che ha parlato dei profili di sostenibilità economica e sociale nel sistema bancario e assicurativo dello stato dell’arte.
A tenere delle riflessioni conclusive, infine, è stato Davide Caselli, dell’università di Bergamo. Poi, ha avuto inizio la tavola rotonda, dove si è discusso del documento di consultazione della commissione europea di economia sociale su come sviluppare condizioni quadro. A introdurre e moderare ci hanno pensato la professoressa dell’università di Foggia, Manolita Francesca, ideatrice del corso di laurea, Livio Barone, project manager incubatore Stecca, che ha parlato del caso del progetto Stecca di Torre del Greco, e Paolo Solombrino, dirigente dell’area servizi economici e finanziari dell’università di Firenze, che ha parlato della cosiddetta terza missione dal 2017 al 2023 e della sua occasione mancata.
A discutere con loro c’erano, invece, Vito Rizzo, esperto di enti locali Asmel, Luigi Di Pietro, coordinatore della fiera del terzo settore e già funzionario responsabile finanziario della camera di commercio di Foggia, Antonella Piccolo, della cooperativa sociale Tempo per l’infanzia, Giuliana Goduti, segretaria dell’ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili, e Rocco Di Stasio, responsabile del distretto dauno della banca popolare pugliese. A margine dell’evento ci sono state le riflessioni conclusive di Carlo Mignone, dell’università del Salento, e di Elisabetta Mafrolla, dell’università di Foggia. “Si tratta di un corso di laurea innovativo in materia di welfare e sostegno alle politiche pubbliche”, ha spiegato ai microfoni de l’Attacco la professoressa Francesca.
“È collocato presso il Demet, quindi il dipartimento di economia, e si avvale della collaborazione con la Regione Puglia e con alcuni enti del terzo settore, nonché del rapporto fondamentale con la fiera del terzo settore. L’obiettivo di questo nuovo corso di laurea è quello di creare dei soggetti qualificati professionalmente per svolgere delle funzioni apicali all’interno della pubblica amministrazione, dei medesimi enti del terzo settore, o delle organizzazioni internazionali in materia di attuazione di politiche di welfare, e dunque di sostegno laddove la leva pubblica risulta ormai fortemente ridotta, e laddove invece l’intervento delle strutture sociali del terzo settore diventa fondamentale. Le professionalità che verranno create attraverso il percorso di laurea avranno una buona quota di conoscenza politica, sociologica, ma anche economica, per creare nuovi strumenti di impatto sociale come vengono richiesti dall’Unione Europea, e in modo analogo a quanto accade in altri ordinamenti. È il primo corso di laurea, unico in Italia, che ha l’obiettivo di sviluppare queste professionalità, che vengono fortemente richieste, non soltanto dalle organizzazioni pubbliche, ma anche dagli stessi attori sociali, che ormai sono diventati parte integrante delle politiche di welfare”.
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