Come costruire un progetto dal basso per un riutilizzo ottimale dei beni confiscati alle mafie? Se ne è discusso a Cerignola nel pubblico incontro intitolato "Capitanata attiva - Coltivare la legalità!" tenutosi la sera del 27 luglio nello spazio messo a disposizione dallo storico bar Gorizia.
Il dibattito, condotto dalla responsabile del progetto stesso e dal sociologo Leonardo Palmisano, ha visto confrontarsi operatori del terzo settore, responsabili di cooperative sociali e privati cittadini sul tema dell'uso dei beni confiscati attraverso diverse proposte quali per esempio l'abbinamento della lotta alla mafia allo sviluppo di opportunità occupazionali.
Non sono mancati inoltre momenti di riflessione sui problemi dell’antimafia sociale come l’eccesso di personalismi e l’insufficiente capacità di saper fare rete.
Dora Giannatempo spiega a l’Attacco che “la finalità è creare un processo di partecipazione dal basso per costruire idee e proposte per valorizzare i beni confiscati. Al termine delle dieci tappe di questo percorso, sarà elaborato un report che sarà proposto alle istituzioni affinché sia utilizzato nei Piani Sociali di Zona. Il fare rete è fondamentale in qualsiasi contesto perché da soli non si va da nessuna parte e si completano le conoscenze e le competenze delle organizzazioni per far crescere il territorio”.
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