Sit-in per la guerra in Palestina. “Chiediamo attenzione da parte del Governo italiano sul tema”

Carattere
  • Più Piccolo Piccolo Medio Grande Più Grande
  • Predefinito Helvetica Segoe Georgia Times

I conflitti che interessano aree del mondo lasciano in sospeso il respiro, imprimono angoscia nelle persone e segnano la storia. Questo primo ventennio del XXI secolo non ha taciuto a riguardo e - solo per citarne uno - il conflitto che ha interessato Ucraina e Russia e che ancora imperversa non ha fatto che fomentare un pensiero negativo sulle declinazioni della politica e della natura umana. Ad accendere gli animi della solidarietà oggi si aggiunge anche il conflitto tra Israele e Palestina, che lascia le sorti e gli animi alle dittature del caso e alla benevolenza umana. L’attacco perpetuato dalle milizie di Hamas ha avuto inizio il 7 ottobre scorso. La violenza che negli anni ha alimentato sentimenti di oppressione è sfociata in episodi di grande conflitto. Le ragioni che coinvolgono queste realtà sono radicate e complesse, e vedono le micce cominciare a incendiarsi dalla creazione dello Stato di Israele. Dalla escalation drammatica del 7 ottobre, Hamas e altri gruppi armati palestinesi hanno commesso un attacco terroristico con l’uccisione di civili israeliani e lancio di razzi contro Israele. La controffensiva ha visto la presa in assedio di Gaza e azioni contro i responsabili. 

L’area interessata, la Striscia di Gaza, conta una popolazione di 2,2 milioni di persone lasciate senza acqua potabile, cibo, luce, medicinali e tanto altro, con l’aggravante di una esposizione continua e indiscriminata ai continui bombardamenti che interessano la zona (dove ospedali e campi profughi vengono colpiti ogni giorno).

Le associazioni aderenti all’appello della Rete Italiana PAce e Disarmo ribadiscono l’importanza del diritto internazionale e la necessità di difendere la dignità ed i diritti umani delle persone coinvolte nel conflitto.

In Piazza Umberto Giordano si è infatti insediato un presidio che ha coinvolto varie realtà associative del territorio, nonché personalità politiche e cittadini. Il presidio ha visto la partecipazione di diversi giovani, per sostenere la pace e una risoluzione del conflitto per la Striscia di Gaza.

“L’iniziativa è promossa da varie associazioni, un po’ tutte le realtà di questo territorio - afferma Francesca Stella, coordinatrice di Link Foggia  a l’Attacco -. Ci sono Anpi, Cgil, Libera, Legambiente, diverse associazioni che sono pronte per una manifestazione per la pace e pronte ad una risoluzione pacifica del conflitto”. L’iniziativa ha preso piede intorno alle 17.30 di sabato 4 novembre, per essere seguita da un altro appuntamento a piazza mercato nel pomeriggio di ieri.

“Siamo in piazza per un presidio statico - commenta Francesca Stella -, al fine di manifestare per una risoluzione pacifica del conflitto scoppiato il 7 ottobre tra Palestina e Israele. Condanniamo l’approccio di Hamas, riteniamo che il popolo palestinese stia subendo delle aggressioni, in questi giorni, sproporzionate rispetto alle azioni che hanno scatenato tutto ciò. Crediamo che la comunità internazionale e la comunità europea non si debbano girare dall’altra parte e che il conflitto debba essere affrontato diplomaticamente, trovando una soluzione pacifica per due popoli e due Stati”.

L’obiettivo dell’iniziativa è quello di chiedere al Governo italiano di esercitazione pressioni sullo Stato israeliano affinché “ponga fine all’assedio totale della Striscia di Gaza, assicurando l’accesso a cibo, acqua, carburante, forniture mediche, elettricità e aiuti umanitari per la popolazione; invitare tutte le parti a rispettare il diritto internazionale umanitario a i divieti di attacchi contro civili ed obiettivi civili, di attacchi indiscriminati e sproporzionati, di punizione collettive, di presa di ostaggi; chiedere con forza a tutte le parti in conflitto di astenersi dal condurre operazioni militari che possano pregiudicare l’accesso sicuro ad assistenza umanitaria e cure mediche da parte dei civili; astenersi dal fornire armi a tutti gli attori del conflitto e chiedere agli altri Stati di fare altrettanto”.

La richiesta è di fermare la violenza che imperversa nella regione. I partecipanti alla manifestazione hanno espresso il proprio dissenso nei confronti della guerra, diversi i cartelli che ricordavano di salvaguardare la pace. La riflessione vuole anche far risvegliare le coscienze e tutelare i diritti umani a prescindere dal Paese. “Abbiamo avuto grande interesse anche dalla parte politica della città. Speriamo che il prossimo consiglio comunale possa approvare una mozione per chiedere la pace in questi territori”, conclude Stella.

   banner whatsapp canale 700

 

testatina dillo al direttore WEB

 



Migliora la tua esperienza: installa la nostra app ora!

Ottieni accesso immediato alla nostra app installandola sul tuo dispositivo iOS!
È sufficiente toccare il pulsante Share (condividi) in basso allo schermo,
poi selezionare Add to Home Screen (Aggiungi alla schermata Home).
Segui le istruzioni per aggiungere l'icona della nostra app alla schermata Home per un accesso rapido e facile.
Goditi una navigazione senza interruzioni e rimani connesso ovunque tu vada!

× Installa l'app Web
Mobile Phone
Offline: nessuna connessione Internet
Offline: nessuna connessione Internet