Si è tenuto a fine ottobre, nella chiesa di San Pio di San Giovanni Rotondo il convegno dal titolo Il Poliedro della Pace, dedicato al 60° anniversario dell’enciclica Pacem in Terris di papa Giovanni XXIII, durante il quale tanti esperti di fama internazionale si sono confrontati sui grandi temi riguardanti l’attuale contesto storico mondiale, soffermandosi in modo particolare sui recenti avvenimenti e sui conflitti in corso. “Il grande successo delle due giornate dimostra più che mai la necessità di affrontare la complessità delle vicende e delle relazioni internazionali con un approccio rigoroso legato ai saperi e alle conoscenze”, ha spiegato a l’Attacco il professor Sacha De Giovanni, organizzatore del convegno e presidente dell’Associazione Italiana Insegnanti di Geografia di Foggia. “Non si erano mai viste tante personalità del mondo accademico, scientifico, militare e religioso, in terra garganica e tutte insieme, a discutere di pace e di possibili soluzioni ai conflitti. Il nostro obiettivo non è quello di creare un doppione della marcia della pace di Assisi, ma vogliamo che San Giovanni Rotondo diventi il centro di un’impostazione scientifica della pace in terra. La vera grande assente di questa manifestazione, purtroppo, è stata la politica. I politici, evidentemente, hanno fiutato che il nostro intento non è quello di creare una passerella priva di significato, ma qualcosa di più profondo e strutturato, e hanno pensato bene di non presentarsi. I militari, invece, che hanno colto il valore scientifico della nostra proposta, hanno partecipato in massa, perché si sono resi conto che vogliamo fare qualcosa di concreto, e non la solita sfilata pacifista che non porta da nessuna parte”.
“Vogliamo costruire qualcosa di importante. Un esempio? Vorremmo che gli ambasciatori degli stati in guerra venissero a San Giovanni Rotondo ad incontrarsi. Ecco, vorremmo che San Giovanni Rotondo diventasse un luogo in cui avviare un reale negoziato di pace tra le potenze mondali in lotta. Ha tutte le potenzialità e le carte in regola per poterlo essere”, ha concluso il professor De Giovanni.
Il Sindaco e l’amministrazione comunale di San Giovanni Rotondo, dunque, hanno scelto di investire nella cultura, seriamente, per guardare al futuro con una lungimirante e convinta visione. La città di San Pio ha avviato un percorso, impegnativo ma doveroso, per candidarsi al ruolo di centro di studio internazionale sulla pace e sul dialogo tra i popoli, e per consacrare la città garganica a luogo di riflessione e promozione della cultura della pace, come ha affermato a più riprese il sindaco Michele Crisetti. Durante i lavori del convegno, il primo cittadino ha ricordato l’emissione dei foglietti erinnofili voluti dall’amministrazione comunale e commissionati al Poligrafico e Zecca dello Stato, pregevolmente realizzati dall’incisore Maria Perrini a commemorazione dell’evento.
Dal canto suo, padre Franco Moscone, Arcivescovo della diocesi di Manfredonia-San Giovanni Rotondo-Vieste, per il tramite di Massimiliano Arena, ne ha promosso l’organizzazione in un sodalizio che ha coinvolto subito l’amministrazione comunale di San Giovanni Rotondo e l’Associazione Italiana Insegnanti di Geografia, con il supporto di Ente Parco Nazionale del Gargano, FederParchi, Pax Christi (Punto Pace di Manfredonia), Comunità Laudato Sì di San Giovanni Rotondo, Unione Cattolica Italiana di Insegnanti, Dirigenti, Educatori e Formatori, Convento dei Frati Minori Cappuccini e Tele Radio Padre Pio.
Tra i tanti relatori erano presenti l’ambasciatore Umberto Vattani, unico nella storia repubblicana ad aver rivestito per due volte la carica di segretario generale del Ministero degli Affari Esteri e il generale Andrea Rispoli, comandante dell’Unità Forestali, Ambientali e Agroalimentari dell’Arma dei Carabinieri, che, con le loro lectio magistralis, rispettivamente sulla diplomazia e sulla tutela della biodiversità, hanno incantato l’uditorio.
Gli organizzatori e il comitato tecnico-scientifico del convegno, composto dallo stesso Sacha De Giovanni, da Massimiliano Arena, da Michele Lippiello, da Tiberio Graziani, da Sergio Moscone, da Antonio Colella, e da Lucia Palladino, sono già a lavoro per la prossima edizione che si preannuncia sempre più ricca di personalità.
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