L’assetto definitivo si potrà verificare solo a seguito della delibera di Giunta Emiliano, prevista tra Natale e Capodanno, ma dalla conferenza dei servizi sul dimensionamento scolastico in Capitanata, tenuta a Foggia tra la Provincia, la Regione e le rappresentanza sindacali, trapela che dal prossimo settembre saranno uniti i due istituti tecnici del capoluogo, vale a dire il Notarangelo-Rosati e il Giannone-Masi.
Non è ancora chiara con quale modalità amministrativa (fusione e accorpamento?), ma resta una importante decisione che ha evidentemente anche il suggello politico a tutti i livelli della filiera di centro-sinistra, tra Comune, Provincia e Regione, con quest’ultima chiamata a decidere sulla soppressione di 58 autonomie su tutto il territorio pugliese.
Con questa soluzione, sarebbe salvo il comprensivo Bozzini-Fasani di Lucera, una scuola che mancava per pochi alunni il requisito numerico dei 926 per istituto, e per il quale è stata ipotizzata la chiusura, nonostante la sua presenza con plessi in quartieri socialmente difficili della città.
La bozza redatta a Bari ad agosto prevedeva per la Capitanata anche altri centri: a Torremaggiore e Orta Nova verrebbero fusi i due istituti cittadini: il Sacco e Vanzetti e Pietro Nenni da un lato, con un totale di 1.453 alunni, e il Vittorio Veneto e Pertini con 1.514 ragazzi dall’altro. A Foggia, stessa sorte per il San Pio X e il Bovio con un totale di 1.339 frequentanti. A San Severo, verrebbe smembrato il Petrarca-Padre Pio, con accorpamento delle classi della secondaria di primo grado: il plesso di Via Togliatti con il circolo didattico San Francesco che proiezione di 832 alunni, e quello di Via San Rocco con il De Amicis, arrivando a 1.015. A Manfredonia, verrebbero semplicemente fusi i due istituti San Giovanni Bosco e Croce-Mozzillo con 1.435 alunni, stesso identico numero e stesso criterio per Cerignola con le scuole Puglisi e Pavoncelli.
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