San Severo e la sua comunità, venerdì 26 gennaio, alle ore 10.30, ricorderanno il carabiniere Pietro Pavia, che dopo l’8 settembre 1943 venne fatto prigioniero e deportato nei campi di concentramento di Drascovizza (Albania) e di Sajmište (vicino Belgrado nella Serbia occupata).
L’Amministrazione comunale lo ricorderà con una cerimonia e l’inaugurazione di una pietra d’inciampo che sarà collocata accanto alle tre già esistenti, dinanzi l’ingresso principale di Palazzo dei Celestini, in piazza del Municipio. Il tutto in proiezione, e occasione, della Giornata della Memoria, istituita con Legge n.21 del 2000, in ricordo dello sterminio e delle persecuzioni del popolo ebraico, dei deportati militari e dei politici nei campi nazisti.
Le pietre d’inciampo (in tedesco stolpersteine) sono un'iniziativa dell'artista tedesco Gunter Demnig per depositare, nel tessuto urbanistico e sociale delle città europee, una memoria diffusa dei cittadini deportati nei campi di sterminio nazisti. L'iniziativa consiste nell'incorporare, nel selciato stradale delle città, un piccolo blocco quadrato di pietra ricoperto di ottone lucente, che ricorda il nome, l’anno di nascita, il giorno e il luogo di deportazione, la data della morte del deportato nei campi di concentramento e sterminio.
Nel 2021 sono state collocate le prime pietre di inciampo della provincia di Foggia in memoria di tre internati militari di San Severo: Michele Lacci e i fratelli Paolo e Vincenzo Villani. Venerdì sarà posizionata quella dedicata a Pietro Pavia, nato a San Severo il 21 maggio 1922, secondo di tre figli. Il padre Vito e la madre Salcone Maria Nicola, persone semplici e cattoliche lo educarono, sin dalla tenera età, alla sincerità, all’onesta, alla rettitudine e all’amore verso il prossimo.
A sei anni venne colpito dalla prematura scomparsa della mamma, che a seguito di complicanze gestazionali muore a San Severo il 28 luglio 1928. In seguito, la primogenita Antonietta viene messa in collegio presso le suore in San Severo; mentre il piccolo Pietro con il fratellino Francesco, vengono affidati alla zia paterna Mattia e a suo marito Luigi che, insieme al padre Vito, continua nella sua educazione.
A 15 anni viene inserito nel movimento dei “Giovani Fascisti”. A 19 anni circa, attratto dal desiderio di servire lo Stato, si arruola nell’Arma dei Carabinieri Reali. Frequenta la Scuola Allievi Carabinieri Reali di Roma e al termine del Corso viene trasferito e distaccato per servizio d’istituto, presso la Stazione Carabinieri di Pietracamela (TE).
Il 12 Aprile 1942 neanche ventenne viene mobilitato ed inviato sul fronte greco-albanese, dove partecipa alle attività belliche. Dopo l’8 settembre 1943 venne fatto prigioniero e deportato nei campi di concentramento di Drascovizza (Albania) e di Sajmište (vicino Belgrado, nella Serbia occupata).
Evaso dal Dulag 172 si unì alla 14^ Brigata Erzegovina Slava con la promessa, non mantenuta, di essere inviato in una unità italiana. Dopo una seconda, avventurosa fuga raggiunse finalmente la 2^ Brigata Partigiana italiana della Divisione “Garibaldi” dove, trasformatosi necessariamente in un fante, partecipò a tutte le azioni di guerra del suo reparto.
A marzo del 1945, dopo 35 mesi di permanenza nei Balcani, venne finalmente rimpatriato e riaccolto nei Carabinieri, riscuotendo l’ammirazione e l’orgoglio dei suoi cari e dei propri superiori. Successivamente viene assegnato, con mansioni di scrivano, al Reparto Comando della Legione Carabinieri Reali di Livorno, Comando allora distaccato presso la frazione “Ardenza” perché la vecchia sede era stata bombardata.
Nel 1947, a seguito di esplicita richiesta, viene trasferito ed assegnato alla Compagnia Carabinieri di Trani, per servizio d’istituto. Si congeda dall’Arma dei Carabinieri nell’anno 1948. Alla cerimonia prenderanno parte il Sindaco, Francesco Miglio, l’assessora alla Cultura, Celeste Iacovino, i sei figli di Pietro Pavia (Vito, Nicoletta, Dorina, Antonio, Francesco e Elvira), Mons. Giovanni Pistillo, parroco della Chiesa di Maria SS. Della Libera e San Sebastiano.
Saranno presenti, tra gli altri, anche il Colonnello Michele Miulli, Comandante Provinciale dell’Arma dei Carabinieri, il Capitano Marco Vanni, Comandante della Compagnia Carabinieri di San Severo, il Ten. Col. Roberto Di Silvio in rappresentanza del Comando Militare Esercito "Puglia" di Bari, i rappresentanti delle altre Forze dell’Ordine della Città, la Sezione di San Severo dell’Associazione Nazionale Carabinieri e altre Associazioni d’Arma.
In serata, alle ore 18, a cura del CRD Storia Capitanata di San Severo, sarà presentato, a Spazio Ripoli, il libro: Pietro Pavia “Mobilitato” – Vita, sofferenza, prigionia di un giovane Carabiniere Reale”, Andrea Livi Editore, a cura del figlio, Luigi Pavia.
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