Un’Italia con sempre meno abitanti, sempre più vecchi. Il declino demografico cui si è già di fronte pone prospettive drammatiche per i prossimi anni secondo i principali istituti di ricerca nazionali e internazionali. Gli attuali 60 milioni circa di italiani potrebbero ridursi nel 2080 ad appena 46 milioni, mentre nel Mezzogiorno il crollo rischia di essere da 20 milioni a soli 12 milioni di abitanti, ovvero un calo del -40%.
Un fenomeno figlio della gravissima denatalità, cui pone un freno solo l’immigrazione straniera. Il tema dell’inverno demografico, nella sua scottante attualità, è da alcuni anni al centro degli approfondimenti de l’Attacco, che lo porrà sempre più al centro dei propri dibattiti pubblici.
Come quello che il direttore de l’Attacco Piero Paciello ha tenuto la scorsa settimana nel Golfo nell’ambito della rassegna Leggere Manfredonia, la due giorni svoltasi nel chiostro comunale di Palazzo San Domenico. Un incontro importante, in cui si è confrontato con l’economista sipontino Nicola di Bari, autore di numerose analisi su queste colonne, e con la professoressa Barbara Cafarelli, direttrice del Dipartimento di Economia, Management e Territorio (Demet) dell’Università di Foggia.
La docente ha spiegato quali sono le possibilità che l’Ateneo daunio offre per contrastare il calo demografico e come riesca ad andare in controtendenza con l’aumento delle iscrizioni da diversi anni. L’intervista completa alla professoressa Cafarelli sarà pubblicata nell’edizione di domani.
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