“L’obiettivo? I lavori alla Miale. Per Scienze motorie spero nel Comune. Sogno Ingegneria e Medtech”

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Prima dell’inizio della cerimonia ieri l’Attacco ha intervistato il rettore Lorenzo Lo Muzio, alla sua seconda inaugurazione di anno accademico. Il Magnifico ha svelato obiettivi, sogni, difficoltà, rapporti attuali con la comunità accademica e ha anche risposto rispetto ai tentativi di vendette postume e alle critiche espresse dal procuratore capo di Foggia Ludovico Vaccaro. 

Che prospettive ci sono per i prossimi anni? Si va verso la riduzione del Fondo di finanziamento ordinario a livello generale in Italia, ma nel vostro caso ci sono anche le prospettive di più assunzioni del previsto.

Si presuppone che ci sia dall'anno prossimo una riduzione del Fondo di finanziamento ordinario. Però dobbiamo dire che già lo scorso anno, cioè nel 2024, la maggior parte degli Atenei ha subìto dei tagli, mentre Unifg è stato uno dei sei Atenei a non aver registrato tale riduzione. Speriamo di avere tagli molto più ridotti rispetto a quelli di altri Atenei. Però dobbiamo continuare a investire sui nostri ragazzi, sia sotto forma di didattica ma soprattutto sotto forma di spazi. 

Pensa che riuscirete come Ateneo a mantenere il trend crescente delle iscrizioni visto negli scorsi anni?

Spero di sì, anche perché pensiamo di offrire nuovi corsi che abbia una richiesta e un appeal non solo su questo territorio ma anche rispetto alle regioni limitrofe. Quindi stiamo cercando di organizzare dei corsi che non siano molto presenti nell'offerta degli altri Atenei e che possono indurre persone di altre regioni a venire a studiare a Foggia.

Che novità ci saranno nell'offerta formativa?

Stiamo già studiando l'offerta formativa per l’anno accademico 2025-‘26. Io ho un sogno, non so se ci riusciremo. Un obiettivo potrebbe essere Ingegneria, ma per il momento non abbiamo docenti sufficienti. Un altro potrebbe essere Medtech, un corso che esiste in pochissimi Atenei e che permette di laurearsi in Medicina e contemporaneamente, con decreto supplementare, prendersi la seconda laurea triennale in Ingegneria. Quindi si prende una doppia laurea. In Puglia esiste solo a Bari.

Il clima nella comunità accademica appare riappacificato e rasserenato rispetto a un anno fa, tranne qualche tentativo di vendetta postuma.

Il clima sembra tranquillo, tutti stiamo lavorando d’accordo coi direttori dei vari dipartimenti anche perché tutti abbiamo capito che se si va da soli non si arriva da nessuna parte. L’unione fa la forza o come si suol dire massa critica, è solo così che si possono affrontare al meglio le sfide.

Che obiettivo ha per i prossimi anni di mandato?

Completare la ristrutturazione della caserma Miale.

Quanto tempo potrebbe volerci?

La caserma Miale purtroppo è un edificio molto, molto grande. Stiamo recuperando i finanziamenti perché, se abbiamo acquistato con 7 milioni di euro abbiamo fatto un calcolo, proprio la settimana scorsa, e ci vorranno 23 milioni di euro per metterla a posto. Ma soprattutto l’intervento è legato al nullaosta o divieto della Soprintendenza, perché è un bene vincolato e non possiamo agire liberamente.

È ottimista rispetto alla possibilità di ottenere i fondi che mancano oggi all’appello per la Miale?

Sì, perché in parte li abbiamo. Già abbiamo vinto un progetto ministeriale di 12,6 milioni, per la somma restanti dovremo recuperare fondi dai Patti territoriali che abbiamo già vinto. Il problema non è questo, il problema è mettere su il cantiere, parlare con la Soprintendenza.

Adesso partono finalmente anche i lavori sull’ex conventino per farne una residenza universitaria. Ma Unifg necessita di ulteriori spazi. Com’è oggi l'interlocuzione col Comune di Foggia in tal senso?

Col Comune adesso c'è un ottimo rapporto, forse il dialogo si era un po’ bloccato nel periodo di commissariamento dell’ente. Un problema che dobbiamo risolvere col Comune è quello che attiene alla sede di Scienze motorie, perché la palazzina degli uffici è interdetta al pubblico. Bisogna abbatterla e ricostruirla. L’ex commissaria straordinaria (Magno, ndr) ci negò il permesso, spero che con la sindaca ci sia la possibilità di cooperare.

Non ha finora replicato alle dichiarazioni, apparse ingenerose, del procuratore capo uscente Vaccaro, che ha criticato l’impegno di Unifg sul fronte della terza missione e dell'impegno per la legalità.

Noi abbiamo fatto la nostra parte, poi ognuno la vede in una certa prospettiva. Con Vaccaro ci siamo pure incontrati la settimana scorsa e ci siamo stretti la mano e fatti i complimenti.  Da questo punto di vista non c'è problema. Forse c'è stato qualche momento in cui l'Ateneo si è un po’ curvato su sé stesso per affrontare alcune problematiche interne. Però sia prima che adesso il nostro lavoro è svolto nel pieno accordo con le istituzioni.

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