Il Centro Polifunzionale di Quartiere di via Petrucci è stato intitolato a don Michele de Paolis durante una cerimonia molto partecipata. Anche chi non lo ha conosciuto direttamente ne riconosce l’eredità, viva nella Comunità Emmaus, la “Comunità di vita” fondata nel 1984.
Don Michele ha svolto la sua attività sociale seguendo la logica di don Milani, come ricordato da Rita De Padova, vivendo accanto agli ultimi “in un garage, in una bettola”, per “fare strada ai poveri senza far fare strada a sé stesso” e praticare una politica autentica perché “ho imparato che il problema degli altri è uguale al mio. Sortirne insieme è la politica, sortirne da soli è l’avarizia”.
Il Centro diventa così un “presidio dei servizi sociali nel cuore di Candelaro”, “luogo di ascolto, cura e speranza”. Fedele Salvatore ha ribadito che “il lavoro sociale è politico” e che oggi più che mai “non possiamo permetterci il lusso della rassegnazione”. Don Michele, animato da una passione gioiosa, affermava: “Io sto con le pietre scartate”, perché “questo è l’unico modo in cui società la società riesca ad avere senso e futuro”.
Centrale il suo pensiero sull’ascolto, sull’“I care” e sull’idea che “Non c’è peggiore ingiustizia che fare parti uguali tra i disuguali”. La sua testimonianza resta un riferimento di giustizia sociale e impegno concreto per gli ultimi.
di Giovanna Giuliano
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