E sono due. Sbagliare è umano, però perseverare è Canonico

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Chi pensava che il tempo avrebbe ricondotto a più miti consigli, invece ha visto disattesa la sua aspettativa. Il Calcio Foggia 1920 non recede di un passo: Pino Autunno resta persona non gradita.

La società rossonera guidata dal patron Nicola Canonico ha perpetrato nuovamente la misura ad personam nell’occasione dell’ultima gara casalinga contro la Vibonese.

“In riferimento alla vostra richiesta – scrive Vincenzo Milillo, direttore generale -, si richiama nostra comunicazione del 17.11.2021. Distinti saluti”. Freddo, asettico, telegrafico e anche sparagnino. O per la pudicizia di risparmiarsi le parole che il segretario generale, Giuseppe Severo, aveva indirizzato al direttore Piero Paciello per motivare il divieto d’accesso allo stadio per Autunno. O perché la questione è stata derubricata e non vale nemmeno la pena spendere (altro) tempo.

La sostanza è che il Calcio Foggia prosegue nel dissennato e proditorio ostracismo nei confronti di un professionista dell’informazione sportiva di Capitanata da più di 20 anni, reo di “commenti, articoli, atteggiamenti e prese di posizione, a nostro modo di vedere palesemente di parte”.

Già, è così. “A nostro modo di vedere” indica soggettività, ma sembra che parli un autonominatosi tribunale del lavoro giornalistico che, in quanto tale, ha stabilito che il diritto all’informazione deve essere subordinato al gradimento del patron di turno.

Bepi Martellotta è il presidente dell’Assostampa, sindacato regionale aderente alla Federazione Nazionale della Stampa Italiana. Era intervenuto già nell’immediato del primo diniego d’accredito, attraverso una nota congiunta con Unione Stampa Sportiva Italiana e Ordine dei Giornalisti, e ribadisce su queste colonne che “è inaccettabile il principio, al di là dei singoli protagonisti. Nessuna società calcistica o istituzione può decidere chi sia il giornalista della testata libera ed autonoma che deve seguire un loro evento. La stampa deve avere la libertà di poter decidere da chi e come far seguire determinati eventi”.

La violazione rientra nell’ambito “del diritto di cronaca e della libertà di stampa, che sono princìpi della Costituzione che anche il Calcio Foggia è chiamato a rispettare”, annota il presidente Assostampa.
“Il nostro augurio, con quell’appello, era che si potesse giungere all’assunzione di provvedimenti diversi rispetto a quelli adottati sinora. Vista l’insistenza di questo atteggiamento, ci rivolgeremo alla Lega calcistica e alle autorità competenti per capire se una cosa del genere può essere tollerata o meno. Per quello che ci riguarda – precisa Martellotta -, è del tutto inaccettabile”.

Da parte del presidente USSI, Fabrizio Nitti, non ci sono dichiarazioni ufficiali. Chi lo conosce dice che “preferisce prima fare i fatti e poi parlare”, ma ambienti vicini al sindacato sportivo riferiscono che è al lavoro e sta interloquendo anche con i vertici nazionali, per fare il punto e valutare eventuali prossime iniziative.

“Mi aspettavo che ci fosse una sorta di ravvedimento, da parte della società, sulla possibilità di riconoscere l’accredito giornalistico al collega Pino Autunno de l’Attacco, per garantire almeno il diritto di cronaca del Foggia”. Non cela la sorpresa il presidente regionale pugliese dell’Ordine dei Giornalisti, Piero Ricci, dopo aver appreso che al primo diniego ne è seguito anche un secondo.

“Il calcio a Foggia non è solo un fenomeno sportivo – riflette -, bensì qualcosa di più. È come quello che si dice del Napoli e dei napoletani. A Foggia, c’è un attaccamento alla maglia e alla squadra che travalica i confini sportivi ed ha a che fare con l’impegno sociale. Anche in virtù di ciò, la società calcistica deve fare maggiore attenzione nei rapporti con la stampa”.

Lo stupore iniziale lascia presto il posto ad una serie di riflessioni sui metodi usati nel caso di specie. “È una giustizia autoprodotta, così non funziona. Se c’è un reato, si va direttamente in Procura. Se si tratta di una violazione deontologica, bisogna rivolgersi all’OdG”.

Nessuno è esente dal rispetto delle regole professionali e se c’è un giornalista che commette un errore, “ci sono altre strade da percorrere”, osserva ancora Ricci.
“Non spetta alla proprietà del Foggia – specifica - sanzionare comportamenti che si ipotizza possano essere deontologicamente scorretti: a bordo campo, in tribuna stampa, negli spogliatoi. Se c’è un comportamento ritenuto lesivo dell’onore e della dignità - chiarisce ancora meglio -, basta presentare un esposto al Consiglio di disciplina dell’Ordine dei Giornalisti e saranno fatte le valutazioni del caso”.
In tal caso, “si può aprire un procedimento disciplinare e, eventualmente, arrivare anche alla sospensione del giornalista. Quindi non solo l’impossibilità di accedere allo stadio, ma anche di svolgere la professione per un determinato periodo. Questo per evidenziare che ci sono percorsi a garanzia di tutti, soprattutto di chi si sente leso”.

La rassicurazione conclusiva è che “noi non ci fermiamo e compiremo ulteriori passaggi con Assostampa e USSI – promette Ricci –. Sicuramente faremo qualcosa. Ora che abbiamo appreso di questo ultimo sviluppo, ci coordineremo. E investiremo sicuramente gli organismi del calcio”.
Con fermezza, “non si può lasciare nell’indifferenza un’assoluta mancanza di rispetto nei confronti dei giornalisti”.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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