Il pagamento (regolare) della terza mensilità da dipendenti comunali agli ormai ex lavoratori socialmente utili, anziché portare serenità ha sortito l’effetto opposto. Un disagio che accomuna tutti, ma che alcuni stanno avvertendo e manifestando in misura abbastanza preoccupante. La consigliera d’opposizione Maria Teresa Valente (CON Manfredonia) è intervenuta con una nota con la quale rileva che “durante il Consiglio comunale dello scorso 21 aprile, io stessa avevo fatto presente le problematiche che ne sarebbero nate e che erano ampiamente prevedibili”.
La considera “un’enorme beffa per quasi un centinaio di lavoratori che si sono visti ‘premiati’ con la diminuzione delle ore lavorative e dello stipendio; per non parlare del danno a carico del Comune e dell’utenza, dal momento che sono proprio gli lsu, anzi gli ormai ex lsu, a portare avanti diversi servizi e a tenere in piedi gli uffici svuotati dai numerosissimi pensionamenti degli ultimi anni”.
L’Amministrazione comunale di Manfredonia, come raccontato ieri su queste colonne, ha avvertito i sindacati che “la situazione sociale dei lsu e degli ex lsu è diventata preoccupante per non dire esplosiva”. Li ha incontrati a Palazzo San Domenico, ma al termine non ha reso alcuna dichiarazione ufficiale. Il Sindaco Gianni Rotice, invece, risponde cordialmente all’invito rivoltogli da l’Attacco e cerca di sgomberare il campo da ogni equivoco o falsa illusione. “Dobbiamo lavorare per creare margini, nel pieno rispetto delle norme”, è il sunto delle sue riflessioni.
Inizia, però, “ricordando innanzitutto che questa Amministrazione è stata l’unica che, dopo 26 anni di precarietà, ha preso a cuore questa vicenda. Abbiamo fatto incontri il 31 dicembre scorso (ultimo giorno utile per adottare i successivi provvedimenti del Governo, ndr) adoperandoci con il Ministero con l’obiettivo preciso di stabilizzare i lavoratori socialmente utili del Comune di Manfredonia”. Un obiettivo centrato e celebrato nell’aula consiliare, il 29 marzo scorso scorso, con la firma del contratto da dipendenti comunali per i primi 15 di allora 116 ex lavoratori socialmente utili. Qualcuno fa 4 ore al giorno per 3 giorni, qualcun altro lavora 2 giorni per 6 ore ogni giorno. La somma delle ore settimanali è sempre la stessa: 12. E la retribuzione base è di €500.
Una situazione paradossale, che è supportata dall’analisi del professore Nicola di Bari. Mediamente, in Capitanata, le famiglie che hanno beneficiato del Reddito di Cittadinanza hanno percepito circa €550 mensili. Viene da sé l’amara constatazione che ha fatto più di un ex lsu: “A questo punto me ne sto a casa e guadagno qualcosa di più, anziché impegnarmi in Comune senza riuscire nemmeno a pagare l’affitto di casa”.
La convocazione dei sindacati “è stata una nostra iniziativa e ci ho tenuto a riferire che noi ci siamo sul tema. Serve starci tutti assieme e se perdiamo di vista l’obiettivo e qualcuno vuole strumentalizzare la situazione, io non ci sto a questo gioco. Non può essere che ci sia chi prenda a cuore la questione e risolva il problema – annota il primo cittadino -, con qualcun altro che si deve divertire a strumentalizzare. Tutti sono bravi a mettersi le medaglie sul petto, ma poi lasciano all’Amministrazione la risoluzione dei problemi”.
Rotice continua e precisa che “una cosa è la stabilizzazione, e un’altra è quella inerente le ore di impiego lavorativo. Nessuno pensi che l’Amministrazione – il suo monito - sia in grado autonomamente di fare qualcosa per aumentarle, piuttosto è un percorso che va fatto con organi di governo quali la Prefettura e la Regione Puglia”. A questo proposito, all’esito dell’incontro con i sindacati, è stata inviata una richiesta in Prefettura per riprendere il tavolo di concertazione già avviato nei mesi scorsi.
“Voglio anche ribadire – dice ancora il Sindaco di Manfredonia - che queste questioni potevano essere affrontate molto tempo fa, da chi ha amministrato prima, compresa la Commissione straordinaria. Non è stato fatto. Noi dobbiamo restare nell’alveo delle regole e di ciò che può essere consentito fare. Non ho altri strumenti, né bisogna illudere le persone”. Il problema è chiaramente dovuto all’impossibilità economica dell’ente nell’aumentare le ore e quindi l’impegno economico per tutta la platea degli ex lavoratori socialmente utili. C’è un Piano di riequilibrio economico-finanziario che terrà impegnato il Comune di Manfredonia fino al 2027.
“Attualmente non ci sono margini economici. Qualcuno dimentica che non ci hanno lasciati in una situazione felice. Noi siamo in pre-dissesto e dobbiamo osservare le regole di questi casi. Oltretutto una situazione creata da azioni che vengono da lontano, alle quali stiamo cercando di metterci le toppe. Sfido chiunque a compiere le azioni che abbiamo svolto in questi primi 10 mesi”. E, a supporto, cita “i parcheggi pubblici, o la tassa di occupazione del suolo pubblico”: situazioni che “qualcuno in precedenza si è divertito a non risolvere o, peggio ancora, a rovinare, perciò adesso le stiamo affrontando noi. In maniera responsabile e professionale, ma dobbiamo farlo tutti assieme rispettando le regole delle Pubbliche Amministrazioni e dei relativi finanziamenti”.
Infine conclude: “Abbiamo l’interesse di dare dignità al lavoro e le persone che sono state stabilizzate devono lavorare. Sono consapevole che non si può vivere con €500 al mese, però purtroppo non dipende da noi. Abbiamo carenza di personale, perciò ci sarebbe sicuramente utile un impegno più prolungato. Ma c’è un Piano di riequilibrio a cui ci dobbiamo attenere, con regole che non abbiamo scritto noi”.
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