“Nei giorni scorsi ho letto una nota stampa a firma di Marco Di Meo, portavoce del comitato di Stornara che a gran voce rivendica l’assenza di coinvolgimento in merito alla realizzazione di una foresteria”. Così in una nota Daniele Calamita, agronomo-sindacalista ed esperto di politiche sociali.
“Ritengo che quanto denunciato sia paradossale in un momento storico che vede i cittadini sempre più distanti e disaffezionati dalla politica: a Stornara, da quel che leggo, siamo nel contesto opposto. Ossia i cittadini organizzati in comitato rivendicano quello che la politica da sempre proclama, cioè coinvolgimento nelle scelte, e addirittura questi cittadini vogliono farsi carico di una situazione difficile e complicata. Mi chiedo: è così difficile da parte degli amministratori locali sedersi intorno a un tavolo e ascoltare le proposte?”
“Per anni ho seguito le politiche per migranti e per anni ho sempre riscontrato un’assenza di partecipazione da parte dei cittadini comuni, come se la cosa non li riguardasse e il problema fosse sempre e solo delle istituzioni. Qui siamo nel caso opposto, ci sono cittadini che vogliono farsi carico della questione, dare il loro contributo, partecipare alla creazione di percorsi di inclusione e sicurezza per gli abitanti della foresteria e chi si sottrae al confronto è chi dovrebbe fare i salti di gioia per questa disponibilità”.
“Trovo anche ulteriormente paradossale che vi sia la disponibilità di suoli pubblici (dell’Ersap - Regione Puglia) e si decida di allocare la foresteria in terreni privati, distanti chilometri dal centro abitato e in contesto, da quel che leggo, pericolosi per l’incolumità degli occupanti, soprattutto dei minori”.
“Da originario di Stornara, ritrovo in questa disponibilità e questa attenzione, del comitato, la forte volontà di inclusione che i cittadini di questo piccolo centro abitato hanno sempre manifestato: un paese che per primo in Italia negli anni ‘80 realizzò un campo di accoglienza per lavoratori migranti dediti all’agricoltura e che negli anni ha sempre teso la mano verso i più deboli e gli emarginati”.
“Il mio auspicio e che prevalga il buon senso e che gli amministratori locali aprano un confronto costruttivo e si aprono a percorsi di democrazia partecipata, superando quelle che a mio avviso sono delle incomprensioni che stanno limitando un dialogo costruttivo per il bene della collettività”.
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