Fiume di gente al Puglia Pride a Foggia. Gli organizzatori: “Manifestiamo per avere diritti e uguaglianza”

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Altro che pioggia e nuvole. Niente ha scalfito la volontà di esserci, di manifestare la propria presenza ad un evento così importante. Così il brutto tempo ha lasciato spazio al sole e alle centinaia di persone che hanno raggiunto via Lanza, nel cuore dell’isola pedonale del centro cittadino perché Foggia, in fondo, ha ancora bisogno del Puglia Pride. E allora tutti insieme, in un’unica onda, giù per le vie del capoluogo dauno per ribadire, ancora una volta, quanto siano importanti i diritti, per rimarcare con più forza l’uguaglianza tra le persone. Per lasciarsi alle spalle, insomma, un passato difficile e buio e per guardare al futuro con i colori dell’arcobaleno. Il Puglia Pride, che ha registrato la sua prima tappa nel capoluogo duano, non ha lasciato spazio a dubbi: questa città ha voglia di urlare, di farsi sentire, di proteggere i diritti di tutti. Ha fame di uguaglianza. 

“Il senso è sempre lo stesso proprio perché è cambiato poco dal punto di vista nazionale sul tema, parliamo della mancanza dei diritti, siamo ancora fermi a quell’istituto discriminante che sono le unioni civili - spiega a l’Attacco Giuseppe Maffia, del comitato organizzatore del Puglia Pride -perché a Foggia? Perché resta una città che ne ha particolarmente bisogno. Il successo registrato otto anni con il primo Pride è stato replicato con forza. Si avverte oggi una maggiore necessità di sentirsi uguali, di avere gli stessi diritti e doveri”. 

L’evento ha goduto del patrocinio del Comune di Foggia, della Provincia e della Regione Puglia. “Dal punto di vista cittadino le associazioni locali fanno molto - rincara Maffia – abbiamo il Centro Aria che racchiude più realtà associazionistiche del territorio e che vede come ente capofila l’Arcigay Foggia.  Sono proprio queste realtà a lavorare sul territorio: rimediano su ciò che non fanno le istituzioni”. 

Tra i primi impegni che i prossimi governi cittadini dovrebbero prendere è quello di creare una città per tutti e tutte “una città dove il bullismo venga eradicato così come il razzismo e la misoginia. Ci sono diverse azioni che un Comune può intraprendere: la prima che mi viene in mente, ad esempio, è l’adesione alla rete dei comuni nazionali contro le discriminazioni. Ed ancora sostenere le associazioni, i progetti. Sviluppare nuove idee per i giovani e i meno giovani.  Nel 2023 c’è ancora la necessità di svolgere eventi come il Puglia Pride – confida – molta gente pensa che l’aver ottenuto le unioni civili sia già un traguardo per l’uguaglianza. Non è assolutamente vero: mancano i diritti di filiazione, i diritti adottivi e una serie di diritti amministrativi. La cultura stessa ha bisogno di essere coltivata e curata. La gente va educata. Il Pride è, e resta un evento per tutti e tutte, non è solo limitato alla comunità LGBT. Le discriminazioni non si esauriscono solo alla nostra comunità – conclude – ma spesso e volentieri si estendono anche ai migranti e ai ragazzi stessi”.  

Dello stesso avviso Salvatore d’Alessio che ha poi aggiunto: “è un percorso lungo per la nostra città iniziato circa un anno fa. L’anno scorso – rincara – quando decidemmo di tornare col Puglia Pride a Foggia avevamo come obiettivo quello di svolgere 12 mesi di sensibilizzazione della comunità: in questo tempo, infatti, abbiamo organizzato diversi eventi settimanali sia ludici che ricreativi per avvicinare la città a questo percorso. Per noi è importante parlare di diversità e di diritti in quest’epoca perché abbiamo notato che uno degli obiettivi ideologici di questo governo è proprio quello di limitare i diritti delle persone e delle famiglie arcobaleno come si è discusso in Parlamento pochi giorni fa in un momento storico così particolare e difficile per l’Italia. Ricordo che qualche settimana fa, in una famiglia arcobaleno, è morto il papà biologico di un bambino che era dunque rimasto “solo”. Il giudice ha riconosciuto la paternità all’altro padre. Bene senza il consenso di quel giudice il piccolo si troverebbe oggi in orfanotrofio”. 

“L’importanza del Pride ci sarà sempre – evidenzia Maurizio Mazzocchi, del comitato organizzatore – i diritti vanno richiesti per tutti. Ma non ci sono però ancora stati concessi. Non tutti quanto meno.  Il problema non è legato solo a Foggia, ma è l’Italia che non è ancora pronta”. 

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testatina dillo al direttore WEB

 

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