Sindacato ancora alla ricerca di unità celebra Di Vittorio. Landini: “Sciopero nazionale di otto ore”

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Riaffermare il diritto al lavoro e all'istruzione affinché possano tornare centrali nella vita politica e sociale dell'Italia: questo il tema centrale del convegno "Il valore dell'unità dei lavoratori del Paese" tenutosi a Cerignola ieri venerdì 3 novembre in occasione della celebrazione del 66° anniversario della scomparsa di Giuseppe Di Vittorio.

L'evento è stato organizzato da Cgil Puglia, Cgil Lombardia, Cgil Foggia, Fondazione Di Vittorio, Fondazione Rita Maierotti e con il patrocinio del Comune di Cerignola. Sul palco del Teatro Roma sono intervenuti Gigia Bucci, segreteria generale Cgil Puglia; Alessandro Pagano, segretario generale Cgil Lombardia;

Francesco Sinopoli, presidente della Fondazione Di Vittorio; Maurizio Carmeno, segretario generale Cgil Foggia; Madia D’Onghia, docente di Diritto del Lavoro all’Università di Foggia; Maurizio Landini, segretario generale della Cgil nazionale. In apertura, a fare gli onori di casa sono stati Gianni Marinaro, coordinatore della Camera del lavoro di Cerignola; Francesco Bonito, Sindaco di Cerignola; Alfonso Ciampolillo, segretario generale Spi Cgil Foggia. 

Il dibattito ha visto inevitabilmente fondersi il momento celebrativo dedicato a Giuseppe Di Vittorio con l’attualità: i valori a cui il padre della Cgil si è ispirato per dare vita al proprio progetto politico e sindacale sono stati costantemente richiamati da tutti gli oratori a partire da quello dell’unità dei lavoratori che, nella sua visione, era il vero punto di forza alla radice di ogni rivendicazione.

Un’unità che, nell’intento del sindacalista, doveva accomunare le istanze degli operai del nord alle istanze dei contadini del sud, quei “cafoni” di cui lui si vantava di fare parte. Una visione modernissima che, peraltro, metteva in primo piano il ruolo della donna che egli riteneva “il fulcro della nostra società”.

Questa unità lavorativa e complessiva, hanno sottolineato i vari interventi, si è a poco a poco sempre più indebolita nel corso degli anni per opera dei vari governi. Oggi essa rischia di scomparire definitivamente a causa del disegno politico del governo Meloni che, come ha spiegato il Sindaco Bonito riprendendo quanto detto da Landini nel corso della sua visita ad Orta Nova nel primo pomeriggio di ieri, “ha approvato un ddl costituzionale che prevede il premierato.

Un ruolo importante ricoperto da Di Vittorio nella storia del nostro Paese è stato quello nell’ambito dell’Assemblea Costituente. Questo è il momento di rammentarlo perché in queste ore si sta consumando lo scardinamento della nostra Carta Costituzionale”. 

Il logoramento dell’unità del Paese dal punto di vista dei diritti globali è stato poi evidenziato dal segretario della Cgil Lombardia Alessandro Pagano, il quale ha preso spunto dal progetto di autonomia differenziata elaborato da Roberto Calderoli: “Quel progetto nasce dall’esperienza della legge della Regione Lombardia n.° 31 del 1997 in materi di sanità approvata dall’allora Presidente Roberto Formigoni".

"Quella legge illegale, perché approvata prima della modifica del Titolo V° della Costituzione, è stata uno spartiacque nell’ambito della gestione dello Stato sociale. Oggi la Lombardia è sì una regione ricca, ma ha anche la certezza di vedere le prossime generazioni messe peggio di quella attuale".

"La mancanza di visione complessiva la pone in una prospettiva di declino che è conseguente al progetto di autonomia regionale di cui dicevo. Infatti, si è interamente consegnata a tutti i livelli la responsabilità della gestione di sviluppo al mercato, il quale non si cura delle prospettive sociali. Il che è proprio quello che è accaduto al sistema sanitario lombardo”. 

Maurizio Landini, rispondendo alle domande dei giornalisti, ha affermato che “non c’è bisogno di nessuna forma di autonomia differenziata. Abbiamo bisogno di garantire il lavoro, di togliere la precarietà, di aumentare i salari, C’è bisogno di investire per creare lavoro.

Non possiamo continuare a vedere ogni anno 120 mila giovani che vanno a lavorare all’estero perché qui vengono sfruttati. Per tutte queste ragioni, insieme alla Uil abbiamo deciso di proclamare uno sciopero nazionale di otto ore”. In risposta ad una domanda de l’Attacco riguardante le altre strategie di lotta da parte della Cgil, Landini ha spiegato che “lo sciopero non è solo un momento di protesta".

"Noi proponiamo dei cambiamenti a partire da una vera riforma fiscale che faccia pagare le tasse a chi non le paga, ma soprattutto è ora di tassare i profitti perché possa essere effettuata una ridistribuzione in favore dei pensionati e dei lavoratori. Questo governo sta raccontando delle balle perché ha fatto delle promesse relative proprio alle pensioni quando, in realtà, è stato addirittura capace di peggiorare la riforma Fornero”.

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testatina dillo al direttore WEB

 



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