Orfani di femminicidio, Capitanata indietro: il primo Centro specialistico si trova a Bari

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“Nel cognome che ho scelto: gli orfani speciali oltre il muro dell’invisibilità”. Questo il titolo dell’incontro organizzato dall’Osservatorio Bambini Invisibili dell’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della provincia di Foggia presso l’Auditorium “Pasquale Trecca” lunedì sera. L’incontro, pensato per celebrare la “Giornata internazionale per i diritti dell'infanzia e dell'adolescenza”, rientra nel più ampio programma di iniziative della “Settimana dedicata al contrasto della violenza di genere”, realizzate in collaborazione con Vìola Dauna e Commissione Vìola. “Un incontro che nasce non a caso nella Giornata Internazionale dei diritti dell’infanzia che coincide con l’inizio della Settimana per il contrasto della violenza alle donne - ha spiegato Anna Latino – abbiamo dunque pensato all’evento e poi dedicarlo ai bambini orfani ‘speciali’ ovvero orfani di femminicidio, i più invisibili.

Il nostro Osservatorio che si occupa di tutte le tematiche relative all’invisibilità dei bambini ha voluto scegliere questo tema. È oggi necessario sensibilizzare – aggiunge la donna – è chiaro che parliamo di un tema legato a doppio filo col femminicidio, e quindi con la violenza di genere. Tutte le donne che sono vessate, maltrattate e umiliate in un contesto familiare sono per la maggior parte delle madri. Senza arrivare all’epilogo finale, i bambini assistono direttamente o indirettamente alla violenza contro le madri”.

Dopo i saluti e l’introduzione di Maria Teresa Vaccaro, pediatra di famiglia, è stato proiettato il docufilm “Nel cognome che ho scelto”, a seguire, invece, la giornalista e operatrice del CSV Foggia Annalisa Graziano ha dialogato con il protagonista del cortometraggio Alfredo Traiano e con il regista e sceneggiatore cinematografico Lorenzo Sepalone. Dopo un intermezzo musicale a cura del coro dauno di voci bianche “U. Giordano” diretto dal Maestro Luciano Fiore, la pediatra di famiglia e coordinatrice dell’Osservatorio Bambini Invisibili Anna Latino hanno invece dialogato con il commissario della Polizia di Stato Antonio D’Amore, con il magistrato Laura Simeone e con la pediatra di famiglia Giusy Volpicelli. Secondo recenti ricerche ogni anno sono oltre 200 i minori che diventano orfani a causa dei femminicidi.

“L’Italia – aggiunge Latino - ha una legge specifica per gli orfani speciali, che ne riconosce i diritti e prevede delle misure di sostegno e protezione, ma la sua applicazione è ancora carente e non uniforme sul territorio nazionale. Riteniamo che la testimonianza di Alfredo Traiano, la sua storia di dolore e di riscatto, possa rappresentare – insieme con quella delle altre e degli altri ospiti della serata – un’importante occasione di riflessione e approfondimento”.

Nel corso degli anni qualcosa è cambiata grazie alla Legge sugli orfani speciali del 2018 e per la quale sono comunque dovuti trascorrere due anni per i decreti attuativi. “Viene dato un sussidio economico ai nonni o alle famiglie affidatarie – spiega Latino, un minimo rispetto a ciò di cui hanno davvero bisogno i ragazzi.  Purtroppo sul territorio c’è molto poco: gli eventuali ragazzi di Foggia sarebbero costretti a recarsi al Policlinico di Bari dove è ubicato un Centro ultra specialistico per la cura degli orfani di femminicidio. Ovviamente, com’è facilmente intuibile, questo percorso non è facile per tutti. Soprattutto quando ad esempio questi bambini sono affidati a nonni anziani che oltre ad affrontare il dolore della figlia devono anche farsi carico di questo lungo accompagnamento. La rete dovrebbe funzionare e si spera funzioni meglio: occorre però molta formazione anche da parte degli insegnanti scolastici che dovrebbero far fare ai ragazzi un percorso di accoglienza nei confronti di questi amichetti meno fortunati. Purtroppo non è sempre facile, non siamo ancora tutti pronti da questo punto di vista”.

“I dati più recenti in Capitanata risalgono a qualche anno fa e sono quelli dell’associazione di volontariato Viola Dauna- spiega Latino. Non stiamo messi bene a numero di omicidi, negli ultimi anni nel nostro territorio abbiamo avuto diversi casi. Il messaggio che vogliamo lanciare è quello sulla prevenzione e presa in carico di questi ragazzi qualunque sia la loro età”. In provincia di Foggia si parla per la maggior parte delle volte di adolescenti “con bisogni certamente meno speciali dei bambini piccoli – dice Latino.  Il percorso di questi bambini è però ripido: restano nel nucleo familiare solamente se ci sono parenti o nonni che possono farsene carico in caso contrario vengono affidati a delle famiglie o vanno in casa famiglia. Il problema però, non sta tanto nell’affido ma nella cura del trauma. Questi ragazzi e ragazze subiscono anche al livello psicologico, neurologico dei danni irrimediabili per i quali occorrono una presa in carico sociale e sanitario, dunque percorsi lunghi, visite specialistiche di supporto”.

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