Da 2 a 6 milioni di poveri assoluti in dieci anni, questi i numeri impietosi che fotografano la drammatica situazione in Italia, che continua a peggiorare di anno in anno.
Di questo, degli strumenti e delle misure da mettere in campo per contrastare la povertà si è discusso ieri sera a Torremaggiore in un incontro organizzato dalla locale sezione dell’Acli.
Vi hanno preso parte il vescovo della diocesi di San Severo Giuseppe Mengoli; Antonio Russo, vicepresidente nazionale Acli e portavoce di Alleanza contro la Povertà; Orazio Giancola, professore presso l’università La Sapienza di Roma; don Andrea Pupilla, direttore Caritas, diocesi di San Severo; il Sindaco di Torremaggiore Emilio Di Pumpo; l’assessora al Welfare Lucia Di Cesare; Pasquale D’Ettorres, presidente Anfass Torremaggiore; Teresa Coppola, presidente Acli Torremaggiore. Ha moderato il dibattito Valentina Scala, presidente provinciale Acli Foggia.
“E’ successo certamente che qualcuno si è distratto in questi 10 anni – ha messo in evidenza Antonio Russo a l’Attacco – eppure stiamo parlando non di un problema secondario ma della qualità della democrazia di un Paese. Queste persone sono delle escluse, non sono dei cittadini a pieno titolo, sono dei cittadini dimezzati. Ecco, quindi è evidente che ci sono delle responsabilità precise”.
Cosa bisogna fare? “Bisogna modificare la legge – la risposta di Russo –. Bisogna a tutti i costi tornare a parlare di principio universalistico per ciò che riguarda una misura che soccorre persone che non ce la fanno (e non certo per colpa loro). Bisogna stare attenti. Anche dal punto di vista culturale: sta crescendo una pericolosa cultura del povero pensandolo come chi un po’ in quella situazione ci si è andato a mettere. Oltre al pericolo di sviluppare la cosiddetta aporofobia”.
Ulteriori approfondimenti e informazioni nell’edizione del quotidiano l’Attacco di domani.
How to resolve AdBlock issue?


(condividi) in basso allo schermo,
(Aggiungi alla schermata Home).