L’art. 32 della Costituzione recita “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti”, costituisce in altre parole il diritto dei diritti, il più importante in assoluto. Nella realtà è proprio così? Per rispondere a questa domanda porto ad esempio una mia vicenda personale. Oltre un anno fa mi fu diagnosticato un distacco di retina all’occhio destro dal mio ex medico di fiducia nonché medico del reparto di oculistica dell’Ospedale Riuniti di Foggia, lo stesso mi consiglia di fare l’intervento chirurgico nello stesso ospedale in cui opera. Dopo qualche settimana dall’intervento si ripresenta il problema in tutta la sua gravità (praticamente non vedevo più), e non avendo più fiducia nell’equipe dell’ospedale di Foggia, chiesi con urgenza una visita medica presso l’ospedale Casa Sollievo della Sofferenza, e se fosse possibile fare li l’intervento. Il medico di Casa Sollievo dopo avermi visitato mi disse brutalmente e cinicamente che la retina era compromessa, non c’era più niente da fare, e letteralmente mi disse che facevo parte della categoria degli sfortunati, dicendomi che chi mi aveva operato prima erano praticamente degli incompetenti, e la sua diagnosi non era discutibile poiché proveniva da Oxford, e la sua esperienza e competenza erano fuori discussione.
Non volle quindi operarmi, e se proprio volevo fare un ulteriore tentativo mi consiglio di rifare l’intervento all’Ospedale Riuniti di Foggia, gli stessi che non avevano risolto il problema. Uscii dall’ospedale turbato non tanto per la diagnosi data ma per la brutalità, l’arroganza e la presunzione di quel medico oltre al fatto che io ero ai suoi occhi un numero che scorreva nelle sue visite. Mi venne in mente il nome che il suo fondatore diete all’Ospedale – Casa Sollievo della Sofferenza, e mi chiesi quel medico cosa ha che fare con questo nome? Nulla. Tornato a casa chiesi ad amici e parenti di cercare una clinica pubblica o privata di grande qualità per interventi sulla retina, in poche ore trovai una clinica privata di fama internazionale con sede a Milano e Brescia, e dopo aver inviato la cartella clinica dell’ospedale e il referto del nonplusultra chirurgo di Casa Sollievo, il primario e titolare della clinica privata mi fa un mail nel quale mi dice testualmente “ siamo spiacenti di quanto gli è accaduto, siamo lieti ed è un piacere poter fare l’intervento da lei richiesto” dandomi appuntamento dopo solo tre giorni. L’intervento è perfettamente riuscito.
Racconto questa storia personale, e me ne scuso, per due ragioni, la prima è quella di non arrendersi mai alla prima diagnosi, c’è sempre qualcuno più bravo e capace, la seconda è totalmente falso che in Italia esiste un diritto alla salute uguale per tutti, si salva soltanto chi può permettersi economicamente ospedali e cliniche private di qualità e eccellenza, il servizio sanitario nazionale è totalmente inadeguato nelle regioni meridionali, poche eccellenze in alcune regioni del nord (Lombardia, Emilia e Veneto), le cure migliori in strutture private. Difatti la spesa sanitaria privata ha raggiunto nel nostro Paese la cifra astronomica di Euro 40,26 mld, mentre quella pubblica (SSN) ha raggiunto nel 2022 la cifra di Euro 130 mld. In altre parole cresce progressivamente la spesa sanitaria nel settore privato (a carico del cittadino) e decresce in termini reali quella nel pubblico che diventa sempre più scadente e inadeguata. L’emergenza delle emergenze è lo stato pietoso in cui versa la sanità pubblica in Italia, i medici migliori se ne vanno all’estero oppure sono tutti o quasi in strutture private.
Il non diritto alla salute è diventata la disuguaglianza più insopportabile, e l’ho sarà ancora di più con l’autonomia differenziata. Come evidenzia la tabella e il grafico riportati, nel 2022 la spesa sanitaria pubblica per abitante nelle regioni italiane si discosta di poco, si passa da Euro 2,69 mila della regione Trentino (la più alta) a Euro 2,05 mila della Campania (la più bassa), la Puglia presenta una spesa per abitante di Euro 2,10 mila, inferiore alla media nazionale pari a Euro 2,16.
i fronte a questi numeri sorge spontanea una domanda: come è possibile, che a parità o quasi di spesa pubblica sanitaria per abitante, le regioni del Nord (Lombardia, Emilia, Veneto) e del centro Italia (Lazio, Umbria e Marche) hanno una qualità del SSN notevolmente superiore a quelle del Sud? Non ho una risposta che posso dimostrare, sicuramente come evidenziano i dati la spiegazione non va trovata nel valore della spesa e degli investimenti a ciascuna regione destinati ma in altre ragioni che riguardano l’efficienza e l’efficacia della spesa e non solo. L’autonomia differenziata approvata dal Parlamento, e voluta dalle regioni del nord, si basa proprio sulla lettura di questi numeri e sulla inefficienza ed efficacia delle risorse destinate alle regioni del sud nel campo della sanità pubblica a discapito dell’efficienza e della efficacia di quelle del nord. Nel prossimo articolo vedremo quali sono gli effetti devastanti dalla riforma del Titolo V della Costituzione della c.d. autonomia differenziata sulle regioni del sud.
How to resolve AdBlock issue?


(condividi) in basso allo schermo,
(Aggiungi alla schermata Home).