L’assessore Mimmo Di Molfetta (istruzione e formazione, istituti di partecipazione, enti di ricerca politiche sportive ed inclusione sportiva e manutenzione scolastica) nei giorni scorsi ha fatto visita alla redazione de l’Attacco per un consuntivo dei suoi primi 8 mesi di assessorato.
Quanto la gratifica l’etichetta di “uomo giusto al posto giusto” nell’assise comunale, considerate la competenza ed esperienza che le vengono riconosciute nel variegato panorama sportivo?
Mi inorgoglisce molto, ma al tempo stesso mi responsabilizza ancora di più. So di avere puntati addosso i riflettori, e questo mi impone di cercare di sbagliare il meno possibile durante il mio mandato.
Del suo assessorato a Foggia si erano ormai perse le tracce, da circa 15 anni a Palazzo di Città nel migliore dei casi si procedeva con la delega. Cosa è cambiato nel frattempo?
In effetti è dal 2010 con Umberto Candela che l’assessorato allo Sport non ha più avuto una sua autonomia, e credo che se ne siano pagate anche le conseguenze a tutti i livelli. La nuova amministrazione con a capo la Sindaca Episcopo punta molto sul rilancio delle politiche sportive a livello cittadino, di qui il ripristino dell’assessorato che mi onoro di rappresentare. Il panorama sportivo locale è variegato e ricco di mille sfaccettature, ci sono decine di realtà che chiedono giustamente di essere ascoltate e supportate. Giustamente, aggiungo.