Il Foggia segna con il contagocce, vanta al pari della Pro Patria il peggior attacco fra le magnifiche ventotto che stanno per contendersi l'unico posto a disposizione per il salto in B, e tanto basta ed avanza per etichettare come mission impossible quella che dal prossimo 9 maggio attende Gavazzi e soci.
La formazione di Marco Marchionni coi suoi trentaquattro gol in trentaquattro partite paga dazio a tutte le pretendenti alla promozione, ma questo lo si sapeva fin da quando Jens Naessens a Caserta nel novembre scorso incappò nel grave infortunio che lo mise fuori uso per tutta la stagione.
Il belga fino a quel momento non aveva ancora trovato la via della rete, da pochissimo era entrato nei meccanismi di Marchionni, ma con lui in campo si vedeva che il Foggia in zona-gol avrebbe avuto una marcia in più. Perso per strada l'ariete dei Paesi Bassi non si è poi provveduto a rimpiazzarlo, Felleca & co. in quel frangente erano in altre faccende affaccendati, oltretutto non potevano mai immaginare che quella squadra ad aprile inoltrato si sarebbe ritrovata con due piedi nei play-off, e preferirono dunque soprassedere.
Errore capitale, perché oggi per il Foggia l'accesso agli spareggi-promozione sembra un semplice ammennicolo che servirà solo per le statistiche.
Perché per puntare a vincerli i play-off, ci vorrebbe ben altro.
Almeno un paio di attaccanti degni di tal nome, tanto per cominciare.
Ma il Foggia non può permetterseli, ed ora che ha perso anche Dell'Agnello non sa più a che santo votarsi.
Se diciotto dei trentaquattro gol messi a segno finora portano la firma della premiata ditta Curcio-Rocca (dodici centri il primo, sei il secondo) ed il primo degli pseudo-attaccanti rossoneri occupa solo il terzo posto nella speciale classifica a cinque gol (D'Andrea), una ragione ci sarà pure. Inutile allora farsi illusioni, il destino dei rossoneri non può che essere già segnato.
Al limite si potrebbe centrare il passaggio al secondo turno, non oltre.
Ma perchè ciò avvenga servirà conservare la settima piazza nella griglia di partenza, e dunque conquistare almeno altri tre punti nei residui 180' della stagione regolare.
Si dà il caso, però, che nel girone di ritorno il Foggia sia andato in gol la miseria di nove volte, che il suo cannoniere scelto Curcio abbia fatto centro solo tre volte, e che quindi dal giro di boa in poi le difficoltà a trovare la via della rete si siano ulteriormente ingigantite. E allora, se non segna Curcio, chi la mette dentro?
Non certo Dell'Agnello ormai definitivamente fuori dai giochi, nè tanto meno D'Andrea e Baldè che con la porta hanno una accertata idiosincrasia, e che nel girone di ritorno solo una volta hanno fatto centro.
Per non parlare dell'acerbo kosovaro Nivokazi, che alla conclusione in porta non ci arriva nemmeno.
Un'ecatòmbe, insomma. Ma per sperare di chiudere settimi servirà, inutile girarci attorno, qualche altro golletto.
A cominciare da domani al Menti contro la Juve Stabia degli ex Padalino e Pavone, che viceversa segna gol a grappoli (diciassette nelle ultime sette partite), e che ha trovato in Marotta (dieci gol in tredici presenze da gennaio in poi) il suo bomber scelto.
Non è per questo, però, a Castellammare il Foggia ci andrà per fare le barricate, non è nel suo dna difendersi ad oltranza, anzi: proprio lontano dallo Zaccheria i rossoneri hanno esibito il rendimento che alla fine con ogni probabilità ha fatto la differenza e permesso di tagliare il traguardo play-off. Ma oggettivamente la sfida di domani se non è chiusa nel pronostico non concede molte chances, e questo per quanto la Juve Stabia dopo la serie delle sei vittorie di fila si è arenata proprio in casa nel recupero di mercoledì scorso contro il Catanzaro. Sarà interessante allora verificare che tipo di gara imposterà Marchionni, che si ritrova in emergenza e con gli uomini contati: la difesa è a pezzi, priva di Anelli e Del Prete (si spera di recuperare in extremis Germinio); in mezzo al campo i problemi non mancano, considerato che sia Salvi che Morrone marcheranno ancora visita, e che non ci sarà nemmeno lo stabiese doc Vitale, squalificato.
In avanti tandem obbligato con Curcio e D'Andrea che saranno chiamati ad impensierire una difesa che per la verità non appare irreprensibile, e che si potrebbe provare anche a mettere sotto pressione.
Peccato solo che non sia il momento migliore per i due punteri rossoneri, che il gol recentemente lo cercano con il lanternino.
Pino Autunno
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