Saranno famosi, Pavone a caccia di talenti sconosciuti

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Con quel pedigree c'è poco da dimostrare ancora. Eppure a71 annisuonatiPeppino Pavonenon è stanco di girovagare alla ricerca di una nuova promessa che cerca di farsi notare.

L'ultimo capolavoro lo ha messo su aCastellammare di Stabia, subito dopo il tumultuoso divorzio daCava de' Tirreni. Lì dove ha chiuso la carriera di calciatore e dove, nonostante tutto, continua ad avere molti estimatori.Con laJuve Stabia di Padalinoha dimostrato quanto contino le idee. Ma soprattutto quanto sia fondamentale il fiuto. Il suo si chiama intuito, che gli consente ancora di essere il talent-scout per antonomasia, quello che molto spesso continua ad arrivare prima degli altri a mettere gli occhi su un talento.

ACastellammarenel mercato di gennaio ha fatto una mezza rivoluzione, squadra rivoltata come un calzino, eppure capace di prendersi con autorevolezza i play-off. E quando il presidenteLangellaha saputo che non se la sentiva di continuare, perché il richiamo della foresta era forte e all'orizzonte si profilava il ritorno a casa in compagnia delMaestroZeman, c'è rimasto male. La telefonata diNicola Canonicoche gli chiedeva se se la sentisse di rimettere in piediZemanlandiadal nulla, gli ha procurato un fremito. E per lui è stato come tornare indietro di30 anni: "Certo che me la sento, ho ancora l'argento vivo addosso". Pavone sente ancora di poter dare tanto al calcio: "Vecchio a chi?"

Il ds con la cravatta, che cura molto i dettagli anche nell'abbigliamento, ha un sogno nel cassetto: vuole dimostrare come in una città comeFoggia, martoriata da mille problemi e che vive una delle fasi più delicate della sua storia, nonostante tutto sia ancora possibile fare calcio.Certo, lo scenario è profondamente mutato da quei favolosianni '90nei quali facendo leva su una proprietà forte ed illuminata fu possibile assemblare una nidiata di campioncini in erba che rese possibile la scalata alla A.E che successivamente avrebbero fatto le fortune del club.

Adesso, invece, è tutto in itinere, ilFoggiadopo essersi rialzato dall'ennesimo doloroso fallimento ha rimesso piede in C. Dove vorrebbe essere solo di passaggio. Ed ora con l'avvento diCanonicoal bastone di comando, spera di svoltare definitivamente.Pavoneci crede, anche se sa perfettamente che sarà bene non illudersi e volare basso.Mai nessuno in casa rossonera oserà dire che si parte per essere protagonisti, eppure il neo-patron gli ha chiesto esattamente questo, ilFoggiadovrà essere ambizioso, perché conZemanin panchina non può essere diversamente.

Proprio l'imprenditore barese sull'argomento nelle ultime ore è venuto allo scoperto, lasciando intendere che si punta lo sguardo verso l'alto: "Molti dei calciatori che andremo a tesserare saranno di nostra proprietà...".Il che evidentemente avrà fatto tirare un sospiro di sollievo aPavone, che non vuole si ripeta la storia del 2010, e che vide il ds portare alla corte diZemanalcuni fra i profili più interessanti a livello nazionale.Ma giunsero tutti in prestito, perché la tasca diPasquale Casillonon consentiva di fare diversamente.

E che, all'atto pratico, mise ilFoggiain una condizione di debolezza nel momento in cui ci fu da strappare una eventuale comproprietà che restò solo un desiderio irrealizzato.
Ovviamente l'anticipazione diCanoniconon significa che saranno tutte rose e fiori, e che in automatico sarà possibile mettere le mani sui migliori giovani in circolazione.Anche perché per diversi di questi i club di appartenenza saranno poco propensi a privarsene, per quanto solleticati dall'idea di farli svezzare da un certo...Zeman: "Non mancheranno neanche i prestiti", ha aggiuntoCanonicoche fra le righe ha ammesso che si è al lavoro per un progetto proiettato nel futuro che tenga presente anche le valorizzazioni dei giocatori.Pavone, che in queste ore attende la sua investitura ufficiale, non batte ciglio. E da quando all'orizzonte si è profilata nuovamente l'ipotesi-Foggia, è in full-immersion. E' felice ed ha gli occhi che gli luccicano. Ha avuto quello che voleva, soprattutto ha ritrovatoSdengo, quello che confidenzialmente chiama ilMuto: "Zemanè un maestro di calcio, non lo scopriamo certo oggi. Lui può far spiccare il volo a tanti giocatori. Ed è per questo che sarà costruita una rosa all'altezza".

Parole al miele quelle di patronCanonico, che mettono l'adrenalina addosso aPavone. Che, anzichè godersi l'età pensionabile, è pronto a rimettersi in discussione. E a vincere l'ennesima scommessa di una carriera ricca di talento.Chi saranno i prossimiSignori, Di Biagio o Insigneche sbocceranno aZemanlandia 4?

Pino Autunno

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testatina dillo al direttore WEB

 

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